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«Troppi litigi, diventeremo poliziotti» - La Nazione Livorno
Pugno duro del presidente Gallanti: «L’Authority sarà severa nel far rispettare le leggi»
di MICHELA BERTI
— LIVORNO —
«LITIGARE, litigare e litigare. Non si può andare avanti così. Anche i genovesi si litigano ma per problemi seri e per sfide improtanti. I dirigenti dell’Autorità Portuale passano giornate ad ascoltare gli sfoghi dei terminalisti e a trovare soluzioni per far attraccare le navi. Trasformeremo l’Autority a livello poliziesco se non si troverà una soluzione con il dialogo». Il presidente di Palazzo Rosciano Giuliano Gallanti era un fiume in piena ieri in commissione provinciale emergenza occupazionale e non ha fatto mistero dei litigi che ogni giorno si consumano sulle nostre banchine e che aggravano la già pesante situazione dello scalo. «Abbiamo 900 cassa integrati — dice Gallanti — e dobbiamo trovare intese altrimenti facciamo solo gli interessi di chi vuol portare tutto al ribasso. La bussola, di chi fa politica, deve essere l’interesse generale». Gallanti lamenta la mancanza di una vera comunità portuale, che riesca a fare quadrato sulle banchine: «Ogni giorno c’è il problema di una nave che non sappiamo dove mettere e nel porto si litiga per la concorrenza». Questo è, secondo Gallanti, il clima che si respira in porto. Mentre, i veri problemi sono altri: dragaggi e carenza di collegamenti ferroviari. «La situazione dei fondali è un’emergenza — ha ribadito il presidente dell’Authority — che compromette la sopravvivenza stessa dello scalo». Sui problemi dello Scolmatore l’Autorità sta lavorando direttamente, investendo anche soldi propri, per evitare che le sabbie continuino ad arrivare in Darsena Toscana. «Abbiamo già pronte le delibere per i carotaggi — spiega Gallanti — che faremo con i 13 milioni di euro stanziati dalla Regione e i 7 milioni di euro nostri. Entro un paio di mesi sarà pronta la delibera per fare la gara di affidamento dei dragaggi».
MA IL NODO è sempre lo stesso: dove finiranno i fanghi dragati? Gallanti s’appella a Piombino: «Il presidente Guerrieri sarebbe anche d’accordo ma hanno un impegno con Bagnoli. Per noi sarebbe la soluzione ideale il conferimento nella vasca di colmata di Piombino». Mentre le sabbie andrebbero a finire in mare se, come spera il presidente di Palazzo Rosciano, sarà accolto l’emendamento al decreto che il ministero dell’ambiente sta presdisponendo proprio in questi giorni. Un decreto che prevede lo sversamento in mare delle sabbie frutto dei dragaggi. Il problema di Livorno è che rientra nei sin, siti di interesse nazionale, per i quali non è previsto alcun sversamento in mare. «Non abbiamo più tempo — ha detto gallanti — perché le nav da 8mila teu che la Yang Ming invierà nel Mediterraneo non possono entrare nel porto di Livorno che rischia di diventare un porto regionale». Un rischio che con 900 cassa integrati, il porto di Livorno non può permettersi.
IL DIBATTITO
Attacco del Pdl: «Basta privilegi, monopoli e irregolarità»
«LA RELAZIONE di Gallanti è stata impietosa e la litigiosità che c’è nel nostro porto ci dovrebbe far vergognare». Massimo Malanima, consigliere provinciale del Pdl, mostra subito il piglio di chi conosce bene la materia. «Devono essere regolarizzate le situazioni non regolari — ha continuato — e se ci sono state condizioni di monopolio, queste devono essere superate. Mi dispiace che la Compagnia Lavoratori Portuali, che ha fatto monopolio per decenni, abbia problemi occupazionali, ma qui c’è bisogno che altri imprenditori crescano». E affonda: «Tutti vogliono avere privilegi, piccoli e grandi, ma non è più il tempo». E’ stato Piero Nocchi a chiedere lo sforzo collettivo delle istituzioni per risolvere i problemi: «Bisogna evitare la competizione dentro lo scalo perché il mancato rispetto delle regole ricade, prima di tutto, sui diritti del lavoro. Come Provincia cerchiamo di dare un contributo sul piano regolatore del porto».
PIANO regolatore che vedrà a lavoro un’agenzia composta da esperti, tecnici e giovani borsisti che esamineranno le proposte e le controproposte. La grande incognita resta ancora il bacino di carenaggio da 340metri che può ospitare 100-150 navi all’anno. «Stiamo aspettando il risultato dello studio fatto dal Rina — ha detto Gallanti — per capire le potenzialità di mercato. Il problema è stato sollevato da Azimut dato che l’attività del bacino sembra incompatibile con la costruzione di mega yacht di lusso ma troveremo il modo di isolare l’attività del bacino. I problemi si risolvono collaborando». E per il porto turistico? «Aspettiamo di incontrare la Soprintendenza per strappare l’ok alla Bellana».
L’INTERESSATO ELIS BUFALINI CAPOGRUPPO DEL PARTITO DEMOCRATICO IN PROVINCIA E GESTORE DI PARCHEGGI
«Nessuno dei nostri imprenditori portuali parla l’inglese»
TOH, GUARDA chi si rivede in commissione... Elis Bufalini, il capogruppo provinciale del Partito Democratico che è sempre più un’ombra a Palazzo Granducale. A parte le presenze nelle riunioni del consiglio provinciale — dove partecipa per evitare che qualche «compagno» gli tolga la poltrona — Bufalini partecipa poco ai lavori delle commissioni dove è membro effettivo, figuriamoci di quelle dove non è titolare. Ed anche se, in qualità di capogruppo, può partecipare a tutte le riunioni di commissione che vuole — senza percepire il gettone di presenza — si è scomodato proprio ieri pomeriggio quando in commissione emergenza occupazionale c’era l’audizione del presidente dell’Autorità Portuale Giuliano Gallanti. Era interessato all’argomento, eccome, visto che oltre ad essere capogruppo in Provincia del Pd, Bufalini gestisce il parcheggio situato in area portuale. E, non è un mistero, che la vicenda, per le modalità dell’affidamento del servizio sia stata, qualche mese fa, al centro di un’accesa polemica. tanto che, settimane orsono, il capogruppo del Pd avrebbe salito le scale di Palazzo Rosciano per chiedere audizione al presidente Gallanti sul suo futuro in porto. Così, pur avendo un bel po’ di interessi in ambito portuale, Bufalini ha partecipato — in qualità di capogruppo del Pd ovviamente — alla commissione provinciale prendendo la parola per lodare le idee e i progetti illustrati da Gallanti. «Chi critica questi progetti — ha detto il capogruppo del Pd — dovrebbe anche portare una proposta alternativa. Io sono nato in porto e ci lavoro con una piccola attività. Che nel porto ci sia litigiosità si è sempre saputo. Ma è arrivato il momento di mettere insieme soggetti che garantiscano il lavoro e lo sviluppo dello scalo. Dobbiamo avere il coraggio di investire per garantire i posti di lavoro». Ed infine la ciliegina sulla torta: «Il problema è che nessuno dei nostri imprenditori portuali livornesi conosce l’inglese e questo è un gap». Via, Bufalini, un po’ di stile...
Michela Berti
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