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Lucchini, sparisce il prestito ponte Piombino: si complica la situazione, le banche erogano crediti col contagocce - La Nazione Piombino
— PIOMBINO —
PERCORSO in salita per Lucchini. A giorni le banche si pronunceranno sul nuovo piano presentato dall’azienda. Sparisce il prestito ponte che sarebbe dovuto arrivare ad agosto (operazione bloccata dalla mancata vendita delle centrali elettriche di Ascometal), una decisione dovuta soprattutto al fatto che a novembre dovrebbero entrare i soldi della vendita dello stabilimento francese di Ascometal, di quello di Bari e del palazzo di Brescia.
CON IL NUOVO accordo resterebbero aperte le linee di credito, ma naturalmente sono cambiate le cifre che le banche dovranno da una parte trattenere e dall’altra erogare. E su questo si gioca il sì o il no al nuovo piano. Preoccupate le organizzazioni sindacali. «E’ necessario arrivare quanto prima ad un accordo – incalza il segretario Uilm Vincenzo Renda – questa situazione sta logorando tutti, anche se c’è la percezione che siamo comunque alla fine di un percorso.
SIA CHE venga raggiunto un accordo con gli istituti bancari o che si raggiunga qualsiasi altra cosa (amministrazione controllata, ndr) noi continueremo a chiedere il mantenimento degli investimenti e anche il risanamento dei debiti verso i fornitori.
SIAMO MOLTO preoccupati, a fine luglio c’era un piano credibile e visibile oggi a fine settembre non c’è certezza di nulla». «L’azienda sta lavorando per trovare un nuovo accordo con le banche – continua il segretario Fiom Luciano Gabrielli – restiamo comunque fermi sulla nostra posizione: deve essere garantita comunque l’occupazione, bisogna dare respiro alle imprese, mantenere il ciclo integrale e quindi il futuro dello stabilimento.
DOMANI (oggi, ndr) abbiamo il consiglio di fabbrica, massimo entro fine settimana avremo una risposta e una nuova convocazione del Cdf per informare i lavoratori». «Se non avremo una risposta positiva da parte delle banche – conclude il segretario Fim Fausto Fagioli – lo scenario che si apre è quello dell’amministrazione straordinaria, l’impostazione è quella di trovare un partner, un acquirente, per portare avanti i nostri obiettivi: ciclo integrale, produzione acciai di alto valore aggiunto e l’occupazione. Chiederemo un incontro al ministero dello sviluppo economico. Tutte le istituzioni devono essere ancora coinvolte in questa fase per niente semplice della Lucchini».
Maila Papi
Bosi e Coppola a Romani: «Una soluzione per le Acciaierie»
— PIOMBINO —
L’ONOREVOLE Udc Francesco Bosi e il coordinatore provinciale Luigi Coppola hanno scritto al ministro dello sviluppo economico Paolo Romani sulla situazione Lucchini. «Purtroppo l’accordo raggiunto nel luglio scorso con gli istituti bancari non ha portato la trattativa ad un esito definitivo. Oggi la situazione è la stessa di 3 mesi fa, ci sono incertezze e dubbi, ma la cosa peggiore è che si ripresenta il rischio del commissariamento e del ricorso all’amministrazione straordinaria. Tale evento comporterebbe conseguenze gravissime, colpendo pesantemente gli stabilimenti Lucchini e tutto il sistema dell’indotto. Il territorio che più ne sarebbe colpito è quello della Val di Cornia. Se non dovesse essere trovata una soluzione al più presto, entro la fine dell’anno certamente arriveranno le prime conseguenze negative e serviranno adeguate misure di tutela per i lavoratori. Il nostro auspicio è che il Governo attraverso il Ministero che lei presiede possa prendersi ancora una volta la responsabilità di stimolare le parti per raggiungere una soluzione, che eviti, perlomeno nell’immediato, il ricorso all’amministrazione straordinaria».
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