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Milani alla guida del Propeller's Club - La Nazione Livorno

 

ASSOCIAZIONI CULTURALI È IL CLUB PIÙ IMPORTANTE DEGLI OPERATORI MARITTIMI

L’ex capo dei piloti portuali succede all’avvocato Francesco Ruffini


di ANTONIO FULVI
— LIVORNO —
IL PILOTA portuale Fiorenzo «Cino» Milani è il nuovo presidente del Propeller’s Club Livorno, l’associazione culturale di operatori marittimi e portuali più importante e conosciuta. Il cambio della guardia con il presidente uscente, l’avvocato Francesco Ruffini — già segretario generale dell’Autorità portuale — è avvenuto ieri sera allo Yacht Club Livorno, preenti un centinaio di soci ed ospiti. Con Milani sono entrati nel consiglio direttivo l’ingegner Giovanni Motta (vicepresidente) l’avvocato Matteo Pollastrini (segretario), l’imprenditore Eugenio Fiore (tesoriere) l’agente marittimo Enrico Bonistalli (pubbliche relazioni). Nuovi consiglieri sono Dino Lorenzini e Piero Campana.
PROFONDAMENTE rinnovato, com’è tradizione, il nuovo vertice del Propeller’s Club ha confermato l’impegno per farsi promotore di iniziative a favore dello sviluppo del porto, dello shipping e del mare. Fiorenzo Milani, il neo-presidente, è notoriamente battagliero. Ed è sua la recente iniziative di una «lettera aperta» molto critica all’Autorità portuale sui problemi irrisolti del nostro scalo; lettera peraltro controfirmata da tutti i principali esponenti della portualità livornese. Milani ha confermato ieri sera, nel suo breve indirizzo di saluto da presidente, la propria preoccupata visione di un porto che non riesce a sollevarsi con lo sperato colpo d’ala per i ritardi che si registrano nelle opere più urgenti: i dragaggi non solo in Darsena Toscana ma anche alla bocca sud dell’avamporto, la navigazione notturna per le grandi navi, le incertezze sulle concessioni, la «guerra dei pollai» con il continuo contendersi tra realtà locali i traffici — anche i più poveri — a colpi di ribassi di tariffe che spesso sacrificano i lavoratori.
L’APPELLO all’Autorità portuale perchè prenda in mano le redini della crescita è stato anche ieri sera forte: insieme alla speranza, espressa da molti, che l’ormai imminente arrivo alla segreteria generale dell’Authority di Massimo Provinciali possa davvero preludere al rilancio del porto con l’avvio delle tante urgenze da troppo tempo in stand-by.
TRA LE URGENZE c’è la destinazione del superbacino di carenaggio, ancora incerto tra la messa a gara per ripartire con le grandi riparazioni navali — il che andrebbe a ledere i programmi della «Porta a mare» e del polo della grande nautica di Benetti — e la sua trasformazione in area per le crociere; c’è l’utilizzo degli ex magazzini Taf sull’Alto fondale, chiesti dalla Porto 2000 per le crociere di testa della Msc ma frtemente rivendicati dalla Cilp per i forestali; c’è la guerra guerreggiata per i traffici delle auto allo sbarco, mai scesi così in basso per la crisi internazionale, ma in vista di rilancio per Cilp ed Autotrade con l’ormai imminente sbarco dei primi contingenti di auto cinesi (in questi giorni è in corso anche la gara per accaparrarsi le circa 30 mila Toyota annue, prima sbarcate da Elia, poi passate alla Cilp e ad Autotrade al Faldo, oggi tirate per la giacchetta dall’una e dall’altra compagnie a base di ribassi) e con il pericolo che entrino nel business anche porti concorrenti come Piombino e Civitavecchia. Per cui conteranno le regole, che spetta alla Port Authority codificare.


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