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La Compagnia pronta alle barricate - Il Tirreno Livorno lunedì 26 settembre

 

Il 30 scade l’autorizzazione a Sintermar per le navi Grimaldi. Raugei: basta proroghe
 
 
 
«Ci faremo sentire E su Toyota niente è perduto»
 
 LIVORNO. «Elia ha solo fatto l’offerta economicamente più vantaggiosa: non è ancora detto che prenda le Toyota. E comunque, noi cercheremo di fare la nostra parte per favorire il nostro operatore logistico, Autotrade and Logistic». All’indomani della notizia che un traffico di 55mila auto annue della Toyota a marzo cambierà banchina - da quella della Compagnia a quella di Sintermar - la Compagnia Portuale passa al contrattacco. Precisando, anzitutto, che non tutto è perduto: «Mi risulta che Autotrade si stia muovendo per mantenere il traffico». E annunciando un’offensiva a tutto campo «perchè in porto si torni ad un rispetto delle regole. Sintermar è un concessionario e non può lavorare stabilmente su una banchina pubblica» dice il console dei portuali Enzo Raugei. Avvisando: «Siamo pronti a tutte le iniziative per far valere il nostro ragionamento, comprese quelle vecchia maniera. Pronti, sì, anche a fare le barricate».
 Riepilogando: a marzo scade il contratto che lega la casa automobilistica Toyota alla Autotrade and Logistic, la società che gestisce l’autoparco del Faldo a Vicarello. La Toyota ha fatto una gara e l’offerta risultata migliore è stata quella dei Fratelli Elia. E dunque, «anche se Autotrade ha tuttora i margini per recuperare» come precisa Raugei, è molto probabile che da marzo le auto Toyota vengano ricevute da Elia e, dunque, sbarcate dalla Sintermar che è alleata societariamente ad Elia.
 Ma Sintermar ha gli spazi per ricevere altre 55mila auto l’anno, oltre alle 100mila che già movimenta? Questa la domanda che ci si fa in porto. Il terminal delle famiglie Neri, Fremura, D’Alesio è già stipato dai rimorchi delle navi di Grimaldi e, siccome non può operare navi passeggeri sulle proprie banchine, utilizza anche un’area pubblica: l’accosto 14/e e il piazzale restrotante. «Sintermar usa quest’area in regime di autorizzazione temporanea - ricorda Raugei - Autorizzazione già più volte scaduta, il 30 aprile, il 30 giugno, e sempre prorogata. Per noi la scadenza ultimativa è la prossima, il 30 settembre. Non consentiremo che diventi il 31 dicembre e siamo pronti a farci sentire. Un concessionario non può operare stabilmente su una banchina pubblica». Peraltro, Tdt ha chiesto all’Autorità Portuale di rientrare in possesso dell’accosto 14/e «per esigenze operative». E non sfugge che Raugei è il presidente di Tdt. «Quell’area ci serve per l’attesa dei camion che devono entrare nel terminal».
 In settimana è attesa una decisione dell’Autorità Portuale sull’autorizzazione a Sintermar ad operare sull’accosto pubblico.

MEDITERRANEA TRASPORTI
 
«Per il magazzino ex Dole ci siamo anche noi»
 
 
 
 
 LIVORNO. Nella contesa per aggiudicarsi il magazzino ex Dole sull’Alto Fondale «ci siamo anche noi». Lo ricordano, in una lettera, i dipendenti della Mediterranea Trasporti, operatore dei prodotti forestali. «Cilp e Scotto usufruiscono di ampissimi spazi e varie strutture all’interno della cinta portuale. Invece la nostra impresa conta su modeste aree di 1500 mq (magazzino Marzocco) e di 2000 mq (magazzino ex Tabacchi, una vecchia struttura non idonea allo stoccaggio dei prodotti forestali)». «Pur svolgendo da anni un notevole traffico di navi siamo costretti a veder dirottato oltre il 50% del carico fuori dal porto, presso strutture che operano con terze aziende, con tutte le immaginabili difficoltà operative. Non ci vogliamo nè possiamo sostituirci alle autorità competenti e chiedere la Dole o altri spazi, chiediamo soltanto di essere presi in considerazione una volta per tutte».

L’Iva al 21 per cento porta ad un arrotondamento delle tariffe. Penalizzate soprattutto le piccole tratte
 
L’autostrada rincara, ma non sempre
 
10 centesimi in più per Pisa Nord, invariati i pedaggi per Viareggio e Firenze
 
 
 
 
LUDOVICA MONARCA
 LIVORNO. Sfrecciano gli aumenti sulle autostrade, anche in Toscana. Il discusso, temuto, aumento dell’Iva inserito nella manovra finanziaria è diventato realtà e i primi ad accorgersene sono stati gli automobilisti. Se l’aumento dell’Irap, previsto nella precedente manovra finanziaria di luglio, non può essere scaricato sugli utenti e quindi non ha avuto conseguenze sulle tariffe, la variazione dell’aliquota Iva dal 20 al 21% ha fatto schizzare in alto i prezzi di molti pedaggi. Molti, ma non tutti. Tra i più colpiti le centinaia di migliaia di pendolari, quelli delle piccole tratte e delle tangenziali. Un errore? Un trucco delle società autostrade che approfittano della novità per aumentare gli incassi? Assolutamente no. Le norme in vigore recitano che fino a 5 centesimi i prezzi devono essere arrotondati per difetto a zero, oltre i 5 centesimi vanno arrotondati per eccesso a dieci. Non a caso lo scorso 17 settembre è venuto giù il diluvio degli aumenti di 10 centesimi. Ed ecco che in un attimo chi pagava un euro si è trovato un ticket di 1,10 euro. Esattamente il 10% in più. Un aumento dei prezzi che ricade anche sensibilmente sui mezzi pesanti e che significa di conseguenza un innalzamento dei costi per molte aziende che difficilmente riusciranno - o potranno - scaricare il prezzo sui clienti. In un paese in cui il trasporto merci viene effettuato principalmente su gomma, l’aumento delle tariffe autostradali del 10% in pochi giorni non passa inosservato, specialmente se affiancato dalla crescita del prezzo della benzina come in questo periodo. Qui accanto riportiamo in una tabella le vecchie e le nuove tariffe di alcune delle tratte autostradali più frequentate dai livornesi negli ultimi anni.


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