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«Lotta alla manovra ma senza scioperare» - La Nazione Livorno domenica 4 settembre
SINDACATI LA CISL E LA UIL: «NON DANNEGGIAMO I LAVORATORI»
E sul dietrofront sulle pensioni: «Merito nostro»
— LIVORNO —
«VOGLIAMO cambiare la manovra senza scioperi, ma attraverso una mobilitazione continua e pressante: se il governo è tornato sulle pensioni, impedendo la perdita dei contributi acquisiti con la leva e l’università, è solo merito nostro». Cisl e Uil non si accodano pedissequamente alla mobilitazione indetta dalla Cgil. Francesca Cantini della Uil e Giovanni Pardini della Cisl, entrambi segretari provinciali, affermano che «I nostri sindacati sono impegnati a correggere una manovra sbagliata, ma non possiamo far rimettere salari ai lavoratori e produttività alle imprese in un momento di crisi e recessione».
E AGGIUNGONO: «Vogliamo far cambiare la manovra economica del governo impostaci dall’Europa e dall’enorme deficit accumulato nel tempo che alimenta un debito che rende inaffidabile il nostro paese che paga interessi l’anno per circa 90 miliardi a scapito dello sviluppo. Serve dunque una manovra di 50 miliardi entro il 2013 (il deficit al 2010 era di 70) per noi fondamentale per non creare ulteriori iniquità sociali pretendendola rigorosa, equa, partendo dal presupposto di far pagare chi ha di più, e soprattutto chi non ha mai pagato o ha da anni privilegi non più sostenibili. Le risorse recuperate dovranno andare a sanare non solo il deficit ma dare impulso ad una crescita che è frenata da un sommerso che non evidenzia la reale dimensione del nostro pil. Dunque se riusciremo a farla emergere combattendo seriamente l’enorme evasione ed elusione fiscale potremo avere anche manovre meno pesanti. E maggiore crescita».
LA CANTINI e Pardini aggiungono: «Per tutto questo, riteniamo che occorra: A) guardare al pareggio del bilancio statale riducendo tutti gli sprechi, costi, privilegi, e le inefficienze proprie della politica e delle istituzioni a tutti i livelli dal nazionale al territoriale, siamo l’unico paese in Europa ad averne sei (Stato, Regioni, Province, Comuni, Comunità montane e Circoscrizioni); B) rafforzare l’azione di contrasto all’evasione fiscale per far emergere la reale crescita italiana base per il risanamento; C) ritirare le disposizioni che penalizzano il pubblico impiego a partire dal mettere in discussione la tredicesima, la buona uscita, sia le finestre pensionistiche per la scuola; D) applicare una misura equa ed omogenea per il contributo di solidarieta’ attraverso anche l’imposta che guardi ai grandi patrimoni. E) proseguire con maggiore forza verso la liberalizzazione dei servizi pubblici locali e delle professioni (piu’ concorrenza). F) in tema di contrattazione ribadire che i soggetti che stipulano gli accordi aziendali sono organizzazioni sindacali comparativamente piu’ rappresentative. G) vogliamo che la necessaria riforma fiscale che deve ridurre la pressione fiscale ai lavoratori dipendenti, pensionati e imprese che investono si faccia in tempi certi e non oltre il 2012».
«CON LA NOSTRA mobilitazione e la nostra pressione senza scioperi — concludono i due sindacalisti — abbiamo, noi, fatto cambiare idea al Governo circa l’assurdo provvedimento che penalizzava l’uscita pensionistica rimettendo in discussione lauree e militare,
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