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Fabbriche ferme contro la manovra - Il Tirreno Piombino
Domani gli scioperi unitari proclamati dalle Rsu del polo siderurgico e appoggiati da Fim, Fiom e Uilm
Nel mirino soprattutto la parte che riguarda le pensioni di anzianità
V.P.
PIOMBINO. Domani, stabilimenti fermi per un’ora e mezza in Lucchini e in Dalmine, per tre ore in Magona. La manovra non piace alle Rsu del polo siderurgico. E Fim, Fiom e Uilm le sostengono. Tra l’annuncio di un ministro e il contrordine di un altro, la protesta si estende.
E mentre la Cgil è al lavoro per preparare l’adesione allo sciopero generale che ha proclamato da sola per martedì, le fabbriche si muovono unitariamente. Almeno fino ad un certo punto. Perchè durante la protesta di domani, proclamata comunque a tre voci, alcune assemblee saranno separate. Accade in Lucchini dove il calendario è il seguente. Per il primo turno: stabilimento, servizi cok, T/S e imprese fermi dalle 9,30 alle 11. Nel secondo turno, stabilimento e imprese sciopereranno dalle 14 alle 15,30. I lavoratori della cokeria, dell’altoforno, dell’acciaieria e quelli in fabbrica nel terzo turno possono partecipare fuori orario di lavoro.
Iscritti e simpatizzanti Fiom si riuniranno nei locali ex Dup, quelli di Fim e Uilm nella mensa del Cma.
Prove di convivenza alla Dalmine dove i sindacati si troveranno sotto lo stesso tetto e l’ora e mezza di assemblea sarà gestita per metà da uno e per l’altra metà dagli altri due. «E’ una forma sperimentale che abbiamo concordato con le altre sigle», afferma Luciano Gabrielli (segretario provinciale Fiom). Che aggiunge: «La decisione delle Rsu è sacrosanta. Ed è positiva la contrarietà all’articolo 8 che di fatto favorisce la libertà di licenziare».
In Magona, sciopero di tre ore a fine turno. «Non c’erano le condizioni per l’assemblea» dicono i sindacati.
Compatta l’adesione anche alla Lucchini Servizi, con i tre delegati - Mauro Macelloni per la Fiom, Daniele Bedendo per la Fim e Luca Menichelli per la Uilm - decisamente contrari ai provvedimenti che si profilano. Soprattutto nella parte prevedenziale.
«Iniqua e sbagliata» sono i termini poco inediti riferiti alla manovra, contenuti nei volantini e nei comunicati di queste ore.
Fausto Fagioli, alla guida della Fim provinciale, e Vincenzo Renda (stesso incarico per la Uilm) liquidano come assurdo e inaccettabile ilprovvedimento sulle pensioni di anzianità.
«E’ un’operazione contro i lavoratori. Per non parlare poi della cancellazione del contributo di solidarietà sui redditi di oltre 90 mila euro», dicono i due sindacalisti invitando Cgil, Cisl e Uil «a recuperare percorsi condivisi».
MAGONA
Ok dei lavoratori alla squadra unica, via all’addestramento
PIOMBINO. Tra due mesi, giorno più, giorno meno, in Magona scatterà la squadra unica nei reparti laminatoio e decappaggio. Da lunedì prossimo, per l’addestramento, i lavoratori coinvolti saranno affiancati dai colleghi più esperti.
Il referendum, alla fine, non c’è stato. Ieri, nell’assemblea introdotta dalle Rsu, i lavoratori dello stabilimento Arcelor Mittal hanno accettato l’operazione contro la quale gli stessi sindacati, inizialmente, avevano proclamato degli scioperi.
Qualche contrarietà è stata espressa. Poi, però, è prevalsa la rassegnazione nei confronti di un provvedimento teso a ridurre i costi aziendali. Un prendere tempo, una difesa temporanea, si dice di un anno, dello stabilimento. Questo è stato più volte evidenziato dai sindacati. «La speranza è che ottimizzando i costi, diventi più facile creare le condizioni per gli investimenti senza i quali le prospettive della fabbrica diventerebbero drammatiche. E senza toccare i diritti», sostiene Claudio Valacchi (Fiom).
Non è d’accordo Slai Cobas, il primo a rendere nota la richiesta aziendale. «Se davvero non ci sono violazioni nei diritti nè tagli di posti, perchè sono stati proclamati gli scioperi? La mancanza di investimenti viene da lontano. E ora la si fa pagare ai lavoratori», afferma Giancarlo Chiarei.
V.P.
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