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Cave, niente rinnovo Sindacati preoccupati - La Nazione Piombino

 

CAMPIGLIA NO AL PROGETTO DI «MINERALI INDUSTRIALI» E «SALES»

Interviene anche la lista civica «Comune dei Cittadini»
— CAMPIGLIA —
CAVE: i sindacati sono preoccupati per il futuro dell’attività estrattiva dal momento la giunta di Campiglia ha espresso parere negativo sul progetto presentato congiuntamente dalle società «Minerali Industriali» e «Sales» per il rinnovo di ulteriori 15 anni delle concessioni minerarie di Montorsi-Spinosa. «Il nodella giunta alla proroga delle concessioni minerarie di Montorsi e Monte Spinosa ha fatto emergere un problema che abbiamo sollevato da tempo — afferma la lista civica “Comune dei Cittadini” — se davvero si persegue la cessazione delle attività di cava e di miniera al termine dei piani di coltivazioni autorizzati, non si può aspettare l’ultimo momento a mettere in campo programmi alternativi per evitare insidiosi ricatti occupazionali. Per queste ragioniabbiamo chiesto di affrontare prima possibile questi argomenti in Consiglio Comunale. Cosa che la maggioranza non ha mai fatto».
«IL RESPONSABILE ambiente della Federazione del Pd — continua la lista civica — ha dichiarato che “il forte carico ambientale costituito dalle attività estrattive nei territori collinari costituisce un grave problema la cui soluzione non è più rinviabile”. Valutazioni che condividiamo, anche se, per onor del vero, bisogna ricordare che nel 2002, contravvenendo ad una precisa deliberazione del consiglio comunale, con un atto dirigenziale sono stati raddoppiati i volumi estraibili dalla cava di Monte Calvi: da 4 a 8 milioni di metri cubi. Comunque, meglio tardi che mai. Con il piano strutturale del 2007 il Comune di Campiglia ha deciso di non rinnovare le autorizzazioni di cava. Il regolamento urbanistico approvato nel 2011 stabilisce la cessazione delle attività allo scadere dei piani di coltivazione: per la cava di Monte Calvi il 2018 e per quella di Monte Valerio il 2020. Secondo i piani del Comune quelle aree dovranno essere riconvertite a parco. Ma, come è apparso evidente nei giorni scorsi, per poter attuare quei propositi, occorre lavorare da subito ai programmi di riconversione produttiva ed occupazionale».


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