
Formazione
Benvenuto
Benvenuto
Discarica, ecco le accuse della Procura - Il Tirreno Livorno
Nel mirino ci sono il parere urbanistico del Comune e l’autorizzazione della Provincia
Paolo Bellabarba sarà sentito per l’ipotesi di abuso edilizio nell’ambito di un filone parallelo dell’indagine
JUNA GOTI
LIVORNO. Ci sono l’autorizzazione rilasciata dalla Provincia e, prima ancora, il parere di conformità urbanistica dato dal Comune, al centro dell’inchiesta sulla discarica del Limoncino che ha portato agli avvisi di garanzia nei confronti di cinque persone: Gianfranco Chetoni (dirigente del Comune), Reginaldo Serra e Andrea Rafanelli (dirigenti della Provincia), Antonio Rafanelli (geologo e progettista), Federico Bellabarba (responsabile legale della società che ha richiesto l’autorizzazione). Il cugino Paolo Bellabarba è stato, invece, chiamato a rispondere davanti ai magistrati per un filone distaccato dell’inchiesta, che riguarda un presunto reato di abuso edilizio.
Gli avvisi di garanzia sono stati notificati a dirigenti, imprenditori e professionisti ieri l’altro. Rafanelli e Chetoni sono stati raggiunti mentre erano al lavoro, Bellabarba e Serra a casa. L’architetto Serra, che negli ultimi giorni non era al lavoro a Palazzo Granducale, ieri mattina ha scritto una nota ufficiale al presidente, Giorgio Kutufà, per informarlo dell’accaduto.
L’ipotesi di reato che viene contestata dai magistrati ai dirigenti è di abuso di ufficio. Per tutti c’è il concorso nel reato. L’inchiesta parte dal Comune: stando alle carte del pm, Filippo Maffeo, l’ingegner Chetoni avrebbe rilasciato un parere di conformità urbanistica rispetto al ripristino dell’ex cava del monte La Poggia non corretto, inducendo in errore il dirigente della Provincia responsabile del procedimento autorizzativo (ovvero l’architetto Serra) e avvantaggiando un privato (la società Bellabarba).
In particolare la Procura contesta a Chetoni il parere rilasciato il 9 settembre del 2008 (e ripetuto nel dicembre dello stesso anno in sede di conferenza dei servizi) sulla conformità urbanistica dell’intervento di «rinaturalizzazione» pensato per l’ex cava. Chetoni scriveva che «questo ufficio esprime parere favorevole all’intervento in quanto conforme alle previsioni del regolamento urbanistico. L’articolo 34 dello stesso regolamento, che disciplina concretamente gli interventi sull’area di cui si discute, consente infatti - una volta esaurita la coltivazione della cava - la realizzazione di interventi finalizzati alla ricomposizione del versante intaccato dall’attività estrattiva...». La Procura sembra però pensarla diversamente.
Proprio questo passaggio era finito al centro della denuncia presentata alcuni mesi fa dall’avvocato Giancarlo Altavilla, che rappresenta i frontisti di via del Limoncino. Altavilla sostiene, infatti, che «pensare che si possa rinaturalizzare l’area con un’attività produttiva fortemente invasiva (come una discarica) è in contrasto con lo stesso regolamento».
Dal Comune, poi, l’indagine salta alla Provincia. Secondo gli inquirenti, il dirigente Reginaldo Serra avrebbe favorito un privato rilasciando l’autorizzazione in un’area «morfologicamente inadatta», perché - sostiene la Procura - franosa. In più Serra non avrebbe vigilato sull’astensione dal procedimento di Andrea Rafanelli, ritenuto «incompatibile» perché nipote di Antonio Rafanelli, geologo, progettista di Bellabarba e direttore dei lavori (per questo è indagato per abuso edilizio). Andrea Rafanelli, al tempo delle autorizzazioni, ha firmato un atto inserito nel procedimento non come dirigente, ma come responsabile dell’unità operativa rifiuti e bonifiche dei siti inquinanti. A lui da una parte viene imputata la non astensione, dall’altra la mancata richiesta di fare un impianto a biogas per rifiuti non pericolosi.
Infine Federico Bellabarba, responsabile legale della società, che ha firmato la richiesta per trasformare la cava in una discarica di rifiuti inerti, non pericolosi, a basso contenuto organico. Bellabarba, in quanto richiedente, sarebbe beneficiario di quelli che gli inquirenti ipotizzano essere «vantaggi». Anche il cugino, Paolo, ha ricevuto un atto dalla Procura, che però fa parte di un altro filone di indagine. L’ipotesi è di abuso edilizio, per la realizzazione di alcuni gabbioni in pietra fuori dal perimetro di cava. Gabbioni realizzati dopo un cedimento del terreno e, stando a quanto riferito dall’imprenditore, subito sanati. L’interrogatorio di Bellabarba e degli altri “avvisati” è fissato per venerdì.
Intanto il presidente Kutufà ribadisce la «fiducia nell’operato della magistratura» e scrive che «attende sereno le conclusioni delle indagini. Come richiesto dal consiglio, verrà affidato uno stress test alla facoltà di ingegneria dell’Università La Sapienza di Roma». Ma sottolinea anche che «la necessità di predisporre impianti dove conferire materiali derivanti dalle molte lavorazioni industriali e opere edilizie va soddisfatta».
Comitati, protesta davanti a Montecitorio
Fuori dal Palazzo faccia a faccia con Realacci, Evangelisti e Solia
LIVORNO. Trasferta a Roma per il comitato che da un anno si oppone alla realizzazione della discarica. Circa sessanta persone hanno raggiunto la capitale e sistemato striscioni davanti a Montecitorio: «Rosso o nero, la salute non ha colore», «Noi chiediamo salute, ci date la polizia, questa è la vostra democrazia». Nessun incontro ufficiale. Fuori dalla Camera dei deputati la portavoce, Rosaria Scaffidi, ha parlato con Ermete Realacci (Legambiente e Pd) e Fabio Evangelisti (Idv). Scaffidi riferisce anche che «siamo stati salutati dal presidente Fini e dal capo della segreteria, Alberto Solia, che ci ha detto di «portare la questione all’attenzione della presidenza del Consiglio. Realacci sarà, invece, a Livorno a metà agosto...».
Tirrenica, tutti i dubbi dei Comuni
Dai pedaggi alla gestione dei lavori: le prescrizioni inviate alla Provincia
MARTINA CORIROSSI
LIVORNO. «Se lo scenario per la realizzazione dell’autostrada Tirrenica dovesse mutare, i Comuni e la Provincia sarebbero, di conseguenza, costretti a rileggere la loro posizione nei confronti di Sat». La questione della Tirrenica sembra essere a un punto di svolta. Sat ha presentato il progetto definitivo e tutti i Comuni hanno inviato a Palazzo Granducale le loro prescrizioni relative all’impatto ambientale, le osservazioni sul traffico e sulle possibili ricadute in termini di viabilità. Entro il 30 luglio la delibera della giunta provinciale approderà in Regione, in vista della conferenza dei servizi del 3 agosto.
«Nonostante una generale corrispondenza fra il progetto preliminare e la stesura definitiva - spiega Piero Nocchi, assessore ai trasporti - vi sono molti punti da chiarire». Resta ancora un mistero come Sat intenda procedere per dare il via ai lavori, senza che il cantiere blocchi la circolazione sulla vecchia Aurelia. Manca un progetto finanziario dettagliato e soprattutto c’è da sciogliere il nodo relativo al pedaggio. L’ipotesi della società tirrenica è di garantire ai residenti un tracciato gratuito di 15 chilometri per i primi cinque anni. Ma, finito questo periodo, le ripercussioni sulle strade secondarie sarebbero inevitabili. «Il materiale pervenuto non fornisce i criteri per stabilire il tariffario - continua Nocchi - manca uno studio che possa individuare l’impatto economico e ambientale del pedaggio».
L’assessore non esclude la possibilità di insediare una speciale commissione per seguire i lavori, una volta che il cantiere fosse avviato. Intanto, in vista della conferenza dei servizi, la commissione trasporti e infrastrutture si è interrogata sui margini di opposizione degli enti territoriali. Il progetto deve rispettare le prescrizioni della valutazione di impatto ambientale, niente a che fare con tariffe e pedaggi. Ma l’istituzione del pedaggio, scaricando di fatto il traffico e quindi l’inquinamento sulle arterie, potrebbe entrare nel capitolo ambiente. E infine il lotto zero: l’assessore regionale, Luca Ceccobao, ha chiesto un incontro ufficiale al ministro Matteoli.
Altri articoli di Formazione

News Correlate


Scopri anche...

Aziende che si occupano di
Infrastrutture
Metalmeccanica
![]() |
VIA BRONZINO 9 20133 (MI) |
Servizi alle Imprese e Tecnologie Innovative
![]() |
VIA DELLA QUERCIA 1 57025 SAN ROCCO (LI) |

CONFINDUSTRIA TOSCANA
CENTRO E COSTA
Delegazione di Livorno
Via Roma, 54 - 57126 Livorno
Tel. +39.0586.263011
Fax +39.0586.804192
Delegazione di Massa Carrara
Viale XX Settembre 118, 54033 - Carrara (MS)
Tel. +39.0585.846326
Fax +39.0585.841901
Email segreteria.lims@confindustriatoscanacentroecosta.it
PEC info@pec.confindustrialivornomassacarrara.it
CONFINDUSTRIA
LIVORNO
MASSA CARRARA
Via Roma, 54
57126 Livorno