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Lucchini, una situazione drammatica - La Nazione Piombino

 


Piombino: alcune banche non hanno firmato l’accordo.Tutto rimandato al 6 luglio
— PIOMBINO —
ANCORA UN nulla di fatto per le sorti della Lucchini. Il vertice che si è tenuto a Roma davanti al sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, non è servito a chiarire la situazione dal momento che non tutte la banche hanno firmato per la ristrutturazione del debito del Gruppo Lucchini che ammonta a 770 milioni, l’unica vera possibilità per salvare la Lucchini dal tracollo. Il sottosegretario Stefano Saglia, alla luce dei fatti, ha chiesto alle parti sociali di «avere pazienza» fino al 6 luglio quando verrà convocata per le 18 l’ultima e decisiva riunione. Nel frattempo, Saglia si è impegnato a trattare con ogni singolo istituto di credito coinvolto nell’operazione per cercare di trovare la soluzione che eviti l’amministrazione controllata: l’anticamera per il commissariamento. «Il rischio — ha spiegato Saglia — è far morire un’azienda che potrebbe ancora avere un futuro. Mi auguro - conclude - che mercoledì si raggiunga un accordo positivo: altrimenti restano soltanto soluzioni traumatiche anche per banche e creditori». I sindacati hanno convocato per oggi alle 10.30 un consiglio di fabbrica per decidere come muoversi. Alla riunione di Roma era presenti tutte le sigle sindacali, i rappresentanti dei Comuni, delle Provincie e delle Regioni interessate oltre agli advisor Lazard per il gruppo Lucchini e Rotschild, in rappresentanza delle banche coinvolte.
«UNA SITUAZIONE delicata — ha commentato il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, che era presente alla riunione —, ho lanciato un appello alle banche italiane perché dimostrino senso di responsabilità e accettino il piano complessivo che possa permettere il salvataggio della Lucchini e che scongiuri il commissariamento». Lo stesso appello è stato lanciato anche dall’assessore regionale, Simoncini. Preoccupazione da parte dei sindacati che vedono il baratro dietro l’angolo per il 3200 dipendenti del lavorano nel gruppo: «Ancora un nulla di fatto — spiega Mirko Lami dell’Rsu Fiom —, oggi decideremo come muoverci in attesa che l’opera del sottosegretario Saglia possa portare a delle soluzioni che possano evitare di portare i libri in tribunale».
SULLA stessa frequenza d’onda è Fausto Fagioli, segretario provinciale Fim-Cisl: «L’unico aspetto positivo è che il 90 per centro degli istituti di credito ha accettato il piano, manca solo un miglio alla meta. Non ci resta che sperare che in questi sei giorni il sottosegretario allo sviluppo, Saglia, riesca a chiudere il cerchio e a salvare la Lucchini. E’ importante che si faccia entro il 6 luglio dal momento che il giorno dopo ci sarà in Francia l’incontro per la vendita di Ascometal che potrebbe ridurre in maniera considerevole il debito del gruppo Lucchini».


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