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«Demolite gli annessi abusivi» - Il Tirreno Livorno
Ma il comitato contro la cava accusa: «Strana coincidenza, ci vogliono scoraggiare dalla protesta»
Decine di ordinanze notificate dai vigili urbani al Limoncino
ALESSANDRO GUARDUCCI
LIVORNO. L’annosa questione degli annessi agricoli “trasformati” in case, che si è stratificata nel corso degli ultimi trentacinque anni e che pertanto è quanto mai ingarbugliata (secondo le previsioni del sindaco Cosimi, che in passato aveva affrontato la vicenda, tutto quanto si sarebbe dovuto risolvere entro la fine del 2009...) si aggiunge di un nuovo capitolo. E anche di nuove polemiche.
In questi giorni, decine di proprietari di appezzamenti di terreno sulle colline che hanno costruito annessi ritenuti abusivi, stanno ricevendo le notifiche che annunciano sanzioni molto salate. Compresa la demolizione dei manufatti abusivi. Una situazione che è stata confermata dal Comitato per la tutela della cava del Limoncino: «Di recente, dopo anni di immobilismo - si legge in un documen to diffuso ieri agli organi di informazione - il Comune ha incominciato a notificare ordinanze di demolizione di manufatti ritenuti abusivi nei confronti di alcuni cittadini che sono membri del Comitato. È davvero strana la coincidenza tra questo inconsueto attivismo del Comune, e la progettata apertura della discarica del Monte La Poggia». Insomma, l’amministrazione avrebbe un atteggiamento punitivo nei confronti del Comitato del Limoncino.
Dal Comando della polizia municipale, si fa però notare che i provvedimenti in questione «riguardano tutte le zone interessate dal fenomeno degli annessi agricoli» e che le ordinanze notificate in questi giorni «sono il frutto di accertamenti compiuti negli anni passati». A dimostrazione di ciò, la polizia municipale sottolinea «che i provvedimenti in questione sono stati disposti dall’ufficio Edilizia privata del Comune». I provvedimenti, quindi, riguardano la trasformazione, avvenuta negli anni passati, di annessi agricoli in casette.
Ma il Comitato non si ferma qui, e aggiunge altri episodi giudicati strani. «Con rapidità inusuale - prosegue il comunicato - i vigili hanno convocato due appartenenti al Comitato per la contestazione di un presunto reato di “rifiuto di generalità” che sarebbe stato commesso durante le passeggiate sulla via del Limoncino e le proteste antidiscarica».
Inoltre, «da qualche tempo gli agenti della polizia municipale si aggirano per la via del Limoncino facendo rilievi su manufatti ritenuti abusivi e per controlli su animali detenuti da alcuni proprietari della zona, cose che in precedenza erano inesistenti o rarissime e che comunque hanno per così dire “impressionato” alcuni appartenenti al Comitato».
Anche su questi punti, però, interviene la puntualizzazione del Comando di polizia municipale per dire che di strano non c’è nulla. «Non solo il Limoncino, ma tutte le altre zone delle colline sono sottoposte costantemente a controlli proprio per la numerosa presenza di annessi agricoli - spiegano i vigili - Per quanto riguarda gli animali, è stato disposto un preciso controllo sulle condizioni con cui viene tenuto un cane a seguito di un esposto con tanto di fotografie allegate».
Ma gli aderenti al Comitato non ci stanno. E ricollegano quanto sta avvenendo con la protesta contro la cava. «Tutto l’attivismo del Comune - scrivono - appare rivolto a scoraggiare coloro che si oppongono alla discarica, rei di non volersi fare avvelenare dai rifiuti. Fermo restando che il Comitato proseguirà la propria lotta contro la realizzazione dello scempio di Monte La Poggia, sarà bene che qualcuno si ricordi che la disparità di trattamento può integrare gli estremi del reato di abuso d’ufficio. Coloro che riceverranno le ordinanze di demolizione si attiveranno per verificare come mai dei piccoli annessi debbano essere demoliti, mentre altre costruzioni non debbono essere toccate».
EDILIZIA
I provvedimenti risalgono a 4 anni fa
LIVORNO. Quando si parla di annessi agricoli e abusi edilizi, va sempre ricordato che l’assessore comunale Bruno Picchi parlò di demolizioni molto tempo fa, addirittura nella primavera del 2007, e lo fece a nome della giunta nel corso di la seduta della quarta commissione consiliare”Assetto del territorio”.
Fu in quella circostanza, che Picchi espresse la posizione ufficiale della giunta sulla questione degli annessi agricoli abusivi (calcolati in in circa 7.000 strutture) delle zone di Limoncino, Padula, Puzzolente e Collinaia: spiegò che il 30 giugno di quello stesso anno sarebbero scattate le ordinanze di demolizione degli annessi agricoli che differivano per dimensioni e tipologia da quanto previsto dal Piano regolatore. I proprietari che si fossero opposti all’abbattimento si sarebbero visti espropriare dal Comune una porzione di terreno pari a dieci volte le dimensioni dell’immobile (provvedimenti che poi non sono mai stati eseguiti).
I comitati di cittadini replicarono chiedendo l’apertura di un tavolo di confronto e discussione per cercare di trovare una soluzione. La giunta affermò che qualsiasi variazione della disciplina avrebbe potuto riguardare solo il futuro: si sarebbero dovuti abbattere i manufatti edificati illegalmente per poi procedere alla costruzione di nuovi annessi agricoli conformi. I cittadini dei comitati risposero che non era giusto abbattere egli annessi agricoli che di poco superavano i limiti previsti dalla normativa mentre nei condoni dell’85 e del 94 erano state “regolarizzate” ville e villette. E da allora la questione è sempre aperta.
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