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Lucchini, il futuro si decide a Roma - La Nazione Piombino

 

Piombino: grande attesa per l’incontro di martedì tra Governo e banche
— PIOMBINO —
DECISIVO per il futuro della Lucchini l’incontro che si terrà a Roma fra Governo e banche. Dopo aver incassato la disponibilità alla firma dell’accordo per la ricapitalizzazione del debito da parte di Mediobanca, la delegazione piombinese che venerdì ha manifestato sotto la sede milanese dell’istituto bancario, la parola passa adesso alle altre banche. Nell’incontro tenuto dal vice direttore generale di piazzetta Cuccia, Massimo Di Carlo con i rappresentanti sindacali della Lucchini e il sindaco di Piombino Gianni Anselmi «è stato smentito - ha detto il sindaco - che Mediobanca si sia tirata indietro». La questione riguarda quindi le dieci banche che nel loro complesso hanno finanziato il gruppo siderurgico. Nel corso dell’incontro sarebbe emerso che Mediobanca quando i russi di Severstal sono entrati nell’indebitata Lucchini, nel 2006-2007, non ha avuto un ruolo di advisory, necessitando il gruppo di forti investimenti per aggiornare tecnologie e produzione. Investimenti che alla fine Severstal non ha fatto: dopo aver depennato Lucchini dai bilanci, i russi sono spariti facendo chiaramente capire di non essere più interessati all’azienda, da cui sono intenzionati ad uscire. In mezzo c’è stata anche la crisi del 2008 e di potenziali compratori, ad ora, non se ne sono visti.
NELL’ATTESA (e nella speranza) che si manifesti un acquirente c’è da chiudere l’accordo sullo riscadenziamento dei 760-770 milioni di debito, e da reperire «nuova finanza», nuovi fondi per 80 milioni di prestito ponte (si è detto che potrebbe essere arrivato a 140 milioni) fino alla cessione di alcuni asset, già avviata, (lo stabilimento francese di Ascometal e quello di Bari), e 60 milioni per riaprire lettere di credito chiuse dalle banche finanziatrici dell’operatività. Si vedrà a breve, nell’incontro del 28 giugno al ministero delle sviluppo economico, (incontro che potrebbe avvenire anche domani), se il governo riuscirà a convincere le banche più esposte a continuare a sostenere la Lucchini.
LE ORGANIZZAZIONI sindacali attendono quindi notizie da Roma, prima di effettuare qualsiasi tipo di iniziativa. Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un ultimatum, dopo quello scaduto del 24 giugno (dato dal sottosegretario Stefano Saglia), si è detto adesso che c’è tempo fino al 30 giugno per conoscere le intenzioni delle banche, soprattutto di quelle due francesi restie alla firma dell’accordo e soprattutto ad aprire ulteriori linee di credito al gruppo Lucchini.
m.p.


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