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Compagnia Portuale: taglio degli stipendi e nuovi pensionamenti - Il Tirreno Livorno

 

Fatturato in calo del 30% con la perdita delle navi Grimaldi
 
CRISTIANO MEONI

 LIVORNO. Si capisce bene, ora, l’ostinazione con cui la Compagnia Portuale ha lottato per mantenere il contratto con Grimaldi, l’armatore napoletano poi approdato alla concorrente Sintermar. La perdita dei traghetti, ma soprattutto delle autovetture nuove sbarcate dalle navi di Grimaldi, è costata alla Compagnia - 450 soci, il fulcro attorno al quale ruota il porto - il 30 per cento del fatturato. Il dato, riferito al primo trimestre dell’anno, è stato ufficializzato ieri mattina nell’incontro chiesto dai sindacati al consiglio d’amministrazione dei portuali. Con il fatturato 2011 che potrebbe scendere vicino ai 10 milioni di euro, si rende necessaria una manovra di abbattimento dei costi. Nessuno sarà licenziato, come è nella tradizione dei portuali, ma gli stipendi saranno alleggeriti e un bel po’ di lavoratori saranno incoraggiati ad andare in pensione.
 Nella riunione di ieri mattina a Palazzo del Portuale, alla quale hanno partecipato il consiglio d’amministrazione della Compagnia e i rappresentanti di Cgil (Picchiottino, Angella), Cisl (Menichelli), Uil (Sodano e Lomi) e della rappresentanza sindacale aziendale (Lupi), non si è entrati nei dettagli del piano. Il consiglio della Compagnia Portuale si è limitato a scattare una fotografia della situazione in cui versa adesso il gruppo. Smentendo le voci - alcune delle quali davvero fantasiose - che circolano sul conto della Compagnia, confermando tutti gli investimenti previsti, a partire dalla ormai imminente apertura del Reefer Terminal (il nuovo polo frigo per l’ortofrutta) che sarà inaugurato il prossimo mese, e ribadendo la volontà di portare avanti la realizzazione della centrale a biomasse in porto.
 Se, da un lato, sono stati smentiti problemi finanziari - la quattordicesima sarà pagata entro i primi di luglio - sono stati però confermati i problemi economici del gruppo. Il bilancio 2010, che sarà portato all’approvazione nelle prossime settimane, si è chiuso con una forte perdita e con un fatturato in calo del 5,3 per cento sul 2009. Ma è il 2011 che preoccupa di più. Perchè l’inizio dell’anno è stato un cazzotto nella pancia. La proiezione sul primo trimestre indica, per la Compagnia, rispetto allo stesso periodo del 2010, un calo di fatturato del 24%. Analoga tendenza per la Cilp, l’impresa della Compagnia (-32%). La tendenza ribassista è confermata nel secondo semestre, anche se non sono state fornite cifre. Di fronte a questi numeri, non sarà sufficiente prorogare i contratti di solidarietà, in scadenza il 30 giugno, che pure finora hanno consentito alla Compagnia Portuale di risparmiare circa 150mila euro al mese di stipendi.
 Nella riunione di ieri mattina, i vertici della Compagnia hanno genericamente parlato di «contratti di solidarietà differenziati». Attualmente, l’ammortizzatore sociale colpisce tutti i soci della Compagnia nella stessa misura: su 26 turni mensili di lavoro, 8 vengono retribuiti al 90%. Nella situazione futura, i turni a paga ridotta saranno mediamente la metà del totale. Ma, in qualche caso, potranno essere di più, in altri casi meno, a seconda delle esigenze produttive del singolo settore. Esattamente come succede nei vari reparti delle fabbriche con la cassa integrazione.
 Quanto ai pensionamenti, quelli fatti nei primi mesi dell’anno (34) hanno alleggerito il conto economico, ma non di molto. Un’altra trentina di lavoratori dovranno aspettare la finestra del 1 gennaio 2012 per uscire. Poi ci sono tanti altri lavoratori a un passo dalla pensione, ma prima si deve decidere se confermare o no la buonuscita di 20mila euro prevista dall’accordo sindacale del 2010. E infine ci sono quelli che aspettano i benefici della legge sull’esposizione all’amianto per raggiungere la pensione.
 Nella riunione si è accennato a una riorganizzazione della struttura e a un aumento della produttività, che - ad esempio - nel lavoro delle auto è nettamente inferiore a quella della concorrenza (trenta auto scaricate a turno in Compagnia, cinquanta alla Sintermar).
 Temi che saranno affrontati la prossima settimana in un’assemblea con i soci. Prima, però, ci sarà il secondo round della riunione sindacale. I sindacalisti hanno chiesto di vedere i numeri esatti della manovra di abbattimento dei costi. Ma, pur senza conoscerli, a tutti è chiaro che un’epoca è finita e che indietro non si torna.

«Gli investimenti proseguono»
 
Raugei: l’anno si chiuderà meglio di come è iniziato
 
 
 
 
 LIVORNO. «Crediamo che l’anno si chiuderà meglio di come è iniziato. E lo speriamo anche». Enzo Raugei, presidente della Compagnia Portuale, non vuol entrare nei dettagli del piano “lacrime e sangue” che proporrà la settimana prossima ai sindacati: «Mancherei di rispetto a loro». Conferma che qualcosa si dovrà fare. «Effettivamente scontiamo un calo di fatturato dovuto principalmente a Grimaldi - dice - Una situazione che ci chiama tutti a una sfida per aggiornare una mentalità che non è più adeguata ai tempi e alla situazione del mercato». Entro la fine del mese sarà connvocata un’assemblea con tutti i soci: «Un contratto di solidarietà tra i soci, opportunamente modificato in modo da seguire le esigenze produttive del gruppo, un rilancio dell’azione commerciale e la conferma degli investimenti proposti: tutto questo insieme a un’efficientazione della struttura. E’ quello che proporremo ai nostri soci». Quanto al calo di fatturato nel primo trimestre, «contiamo di recuperare un po’ con il lavoro al nuovo polo reefer, che sarà inaugurato tra venti giorni, mentre a luglio arriveranno all’Alto Fondale le prime navi con il carico cileno di cellulosa di Arauco, che è passato al vettore nostro cliente, Grieg Star». (c.m.)

SCHEDA
 
 
La Compagnia Portuale è l’architrave su cui poggia il porto. Prima impresa fornitrice di manodopera, è anche socia dei principali terminal (Tdt, Ltm, Tco) e abbraccia una vastissima gamma di traffici: contenitori, auto, rotabili, cellulosa e prodotti forestali, rinfuse.
Il nucleo del gruppo è costituito dalla cooperativa - la Compagnia Portuale Livorno - mentre l’impresa che si occupa dei traffici commerciali è la Cilp. I soci sono 450. Presidente del consiglio è Enzo Raugei, al secondo mandato, che è anche al vertice del principale terminal partecipato, Tdt. L’ultimo fatturato reso noto è quello del 2009: 15 milioni di euro.

Presto un’assemblea
 
I sindacati «Vogliamo vedere i numeri»
 
 
LIVORNO. «Siamo parzialmente soddisfatti delle spiegazioni, ma certo questo è stato solo un primo incontro. Confidiamo che, nel prossimo, ci vengano forniti i numeri e si possa entrare nel merito della proposta». Simone Angella, responsabile porti della Filt Cgil, non maschera la preoccupazione per il vistoso calo di fatturato che la Compagnia Portuale ha accusato nel primo trimestre. «Abbiamo avuto molte rassicurazioni sul ruolo sociale della Compagnia e anche sulla sua azione commerciale ma non ci bastano, vogliamo misurarci sui numeri» dice Claudio Picchiottino, segretario provinciale Filt Cgil. «Il contratto di solidarietà non sarà sufficiente, bisogna che il gruppo incida sui costi riorganizzando la struttura e migliorando la produttività» sostiene Massimo Lomi della Uiltrasporti. Mentre Axel Lupi della Rsa chiede che la proposta tenga conto della discussione che maturerà in assemblea.


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