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E ora anche la pulizia delle siepi scatena la battaglia in tribunale - La Nazione Livorno
L’ennesimo braccio di ferro tra Bellabarba e i frontisti a Monte la Poggia
— LIVORNO —
NON PASSA GIORNO che sulla via del Limoncino non si verifichi qualche bisticcio fra i dipedenti della ditta Bellabarba e il comitato contrario alla realizzazione della discarica. Ieri mattina l’ennesimo braccio di ferro con i frontisti aderenti al comitato che hanno fermato le macchine di Bellabarba. «Stavano tagliando le siepi lungo la strada del Limoncino — ha detto Rosaria Scaffidi presidente del comitato — ma la strada non è di Bellabarba e lui non può permettersi di fare come crede». Ecco che, mentre gli operai stavano sfoltendo le siepi e tagliando gli arbusti che si incuneavano su via del Limoncino, alcuni residenti hanno «dato l’allarme». «Le macchine di Bellabarba stavano lavorando dietro ad una curva — racconta l’avvocato Patrizio Rossi che segue le istanze del Comitato — al riparo dagli occhi dei frontisti. E quando hanno visto che alcuni residenti andavano nella loro direzione si sono spostati davanti la proprietà di un frontista che è dalla parte di Bellabarba. Ma noi abbiamo le prove, del resto basta guardare la siepe, che avevano già tagliato anche in zone dove non erano autorizzati». Il motivo di questa pulizia? «Bellabarba sta allargando la strada — dicono i membri del xomitato — la sta preparando ad occogliere i camion per la discarica. Ma vedremo...». L’avvocato Rossi ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine alle quali ha mostrato anche alcune buche che erano state miracolosamente ricoperte di catrame. «Venerdì scorso — ha detto il legale — è stata sistemata la strada in località La Chiocciolina. Bellabarba sta facendo lavori non autorizzati». Ecco perché l’avvocato Rossi ha mandato un’istanza al tribunale — l’udienza è fissata per il 30 giugno — per chiedere la sospensione di qualsiasi intervento — compreso il taglio delle siepi.
«ASPETTIAMO il verdetto dei Ctu — dice l’avvocato — ovvero dei consulenti tecnici d’ufficio. E comunque quella strada è anche di nostra proprietà e senza la nostra autorizzazione nessuno può venire a sistemare le siepi davanti a casa mia». Dietro a questa polemica c’è ovviamente il timore, da parte del comitato, che Bellabarba stia lavorando per rendere la strada più idonea al passaggio dei materiali. «Gli ho fatto presente che stava facendo qualcosa di non autorizzato — ha chiuso l’avvocato — ma Bellabarba mi ha risposto: pazienza, pagherò una multa!».
LA REPLICA
«La vegetazione dev’essere curata»
SI È TROVATO nell’ennesimo scontro con i membri del comitato contrari alla discarica del Limoncino l’imprenditore Paolo Bellabarba. «Tagliavamo l’erba e abbiamo potato i cespugli — ha raccontanto — semplicemente perché dobbiamo farlo. E’ nostro dovere tenere la strada in ordine e comunque eravamo in una zona dove il proprietario ci aveva dato l’autorizzazione. Se i frontisti non vogliono sistemare la vegetazione peggio per loro. Prima o poi qualcuno lo imporrà».
LA RIUNIONE SI È CONCLUSO IL PERCORSO DELLA COMMISSIONE DI GARANZIA
Porte chiuse per l’audizione dell’architetto Serra
UDIENZA a porte chiuse ieri mattina in commissioen garanzia e controllo della Provincia presieduta dal consigliere del Pdl Maurizio Zingoni. I giornalisti sono stati fatti uscire — con il voto unanime dei membri della commissione — perché all’ordine del giorno c’era l’audizione del dirigente del settore ambiente Reginaldo Serra, unod ei protagonisti dell’iter autorizzativo della discarica. E’ stato l’ultimo passaggio — dove pare che il dirigente si sia voluto togliere qualche sassolino dalle scarpe — prima dell’ultima seduta della commissione, che dovrebbe riunirsi la prossima settimana e nella quale sarà steso un documento.
IN QUELL’OCCASIONE sarà dato un giudizio politico sul lavoro svolto dall’amministrazione — che ha il compito di dare le autorizzazioni — anche perchè su eventuali responsabilità sta indagando la magistratura. Due i nodi emersi anche ieri, nella riunione della commissione: la mancanza di un percorso partecipato ed informativo nei confronti dei cittadini e la carenza di strumenti di programmazione che consentano ai dirigenti di lavorare in maniera serena.
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