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«Non dobbiamo arrenderci alla crisi» - La Nazione Piombino
Piombino: lo sciopero alle Acciaierie per sollecitare il piano finanziario
— PIOMBINO —
UNO sciopero per il futuro della fabbrica, per gridare che «il tempo è scaduto». Gli operai delle Acciaierie Lucchini, 2300 dipendenti diretti, più di tremila con le ditte appaltatrici, ieri mattina hanno scioperato tre ore in attesa della decisione delle banche: pollice alto o pollice verso. Una firma o l’incertezza. Tutto entro il 24 giugno. Lo stabilimento che nel periodo pre-crisi assumeva anche trecento persone all’anno, produceva due milioni di tonnellate d’acciaio e faceva profitti, ora non riesce ad agganciare la ripresa, sembra più per problemi legati al mondo finanziario che alla competitività industriale del sito. Tanti ragazzi giovani, «l’età media dello stabilimento è di 35 anni» ha ricordato Ringo Anselmi assessore provinciale al lavoro, hanno ascoltato sindacati ed istituzioni. «Noi siamo una ricchezza, non un problema — ha sottolineato il segretario Uilm Vincenzo Renda –—questo stabilimento merita di vivere. Serve subito un piano finanziario».
«BISOGNA far sentire una sola voce – continua il segretario Fim Fausto Fagioli – a rischio non c’è solo Piombino, ma una parte sostanziale dell’occupazione del territorio, della Toscana».
«Oggi abbiamo anche la fabbrica precaria – ha ribadito Ringo Anselmi – tutti i lavoratori devono prendere coscienza che qui si decide il futuro della Val di Cornia». E di unità, di necessità di state uniti per raggiungere l’obiettivo hanno parlato Mirko Lami Rsu Fiom Lucchini e il sindaco Gianni Anselmi. «Siano davanti ad un bivio – ha detto Lami – ma bisogna lottare insieme per salvare il nostro stabilimento». «L’unità sindacale è una grande forza per il territorio – ha sottolineato il sindaco Anselmi – e una grande forza è sapere che i lavoratori sono uniti. Se ci sarà l’accordo ho chiesto che il tempo delle banche alla guida sia il più breve possibile, abbiamo bisogno di un interlocutore, altrimenti ci ritroveremo qui, di nuovo in piazza, sempre con calma, dobbiamo continuare a credere in questo territorio». È intervenuta anche l’onorevole Pd Silvia Velo, a fianco sempre di questo territorio e sempre si è spesa per questa vertenza. La preoccupazione delle ditte di appalto è stata ricordata da Daniele Bedendo Rsu Fim, «sono l’anello debole, ci auguriamo che la situazione si sblocchi in tempi rapidi». A scuotere gli operai – non in massa alla manifestazione (poco più di trecento) – è arrivata la conclusione di Beppe Bartoletti responsabile Cgil. «Stiamo vivacchiando e non ce lo possiamo permettere. Gli altri stanno investendo e noi rischiamo di affondare sempre di più. Il 24 è uno spartiacque. Se salta l’accordo salta un’idea di sviluppo, saltano 3000 posti di lavoro».
Maila Papi
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