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Mercurio, a casa trenta lavoratori interinali cresce la preoccupazione - Il Tirreno Livorno

 


 
Doccia fredda ieri mattina durante l’incontro sindacale Ferie forzate per tutti, timore per la cassa integrazione  
 
JUNA GOTI  

 LIVORNO. Altalena degli ecoincentivi e mercato dell’auto che fatica a riprendersi: così la scorsa settimana un’altra trentina di lavoratori interinali impegnati nell’impianto a gpl della Mercurio vicino a via Firenze non sono stati riconfermati.
 La certezza è arrivata ieri mattina nel corso del faccia a faccia tra i vertici aziendali e i delegati sindacali che da poche settimane sono a stretto contatto con gli operai dello stabilimento: circa settanta assunti a tempo indeterminato sotto il nome di Smi, più tredici con contratti a tempo “sopravvissuti” al ciclone anti lavoro degli ultimi mesi. Perché dai primi giorni dell’anno a oggi, complice la crisi del settore, le perdite in termini di “somministrati” sono state decine.
 Ora che i numeri sono ridotti all’osso anche l’ultimo gruppo di interinali trema, e teme di non vedere riconfermato un lavoro a termine che comunque rappresenta la certezza di un’occupazion. Il contratto dei 13 lavoratori scadrà il prossimo lunedì, ma l’azienda si è impegnata a riconfermarli in una forma che è ancora da definire.
Sta di fatto che la preoccupazione, in questo angolo della Mercurio come alla Mtm, è alle stelle. I lavoratori sono in fibrillazione.
 L’incontro con i sindacati è scaturito proprio dal mugugno nato in azienda dopo che, negli ultimi due mesi, i lavoratori assunti a tempo indeterminato sono stati messi regolarmente in ferie forzate. Una prassi che - assicura l’azienda “per errore” - è toccata anche a quegli operai che fino ad oggi non hanno mai maturato ferie (con le problematiche del caso).
 I giorni di stop forzato potrebbero interrompersi nel prossimo mese, quando è atteso un leggero incremento delle attività, ma definire con certezza il grafico del lavoro dei prossimi mesi sembra quasi un’utopia. Da qui la preoccupazione sempre più forte dei lavoratori.
 Intanto il ricorso alle ferie forzate fa pensare che dietro l’angolo, per i settanta lavoratori dell’impianto a gpl, ci sia lo spettro della cassa integrazione: è in quest’ottica, infatti, che si potrebbe spiegare la necessità dell’azienda di portare le ore di ferie dei propri dipendenti a zero (premessa fondamentale prima di chiedere all’Inps di ricorrere agli ammortizzatori sociali). L’impianto si fermerà come di consueto nel periodo di agosto: per la ripaertura di settembre si incrociano le dita.


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