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Bonifica, servono 33 milioni - Il Tirreno Livorno

 


In consiglio il quadro del risanamento idrogeologico  
 
 
SARA LUPERINI  

 
 COLLESALVETTI. E’ stata una seduta del consiglio comunale incentrata sull’illustrazione delle attività del Consorzio di bonifica fiumi e fossi, quella che ieri si è svolta a Collesalvetti. Una relazione presentata dal direttore tecnico Sandro Borsacchi, oltre a spiegare i compiti del Consorzio, ha fatto il punto sulle criticità attuali e sui progetti riguardanti il territorio di Collesalvetti. Un’area molto ampia, da analizzare secondo la tipologia dei bacini, fra bonifica (Biscottino, Fossa Nuova, Antifosso di Fattoria, Guasticce e Cateratto) e idrografici (emissario del Bientina, torrente Isola, Tora, Acqua Salsa e Ugione). «In modo particolare - ha sottolineato Borsacchi - per ciò che riguarda Biscottino è richiesta la realizzazione di un sistema di drenaggio più efficiente: nuovi canali e un nuovo impianto idrovoro. Inoltre, c’è un tratto dell’emissario che necessita di interventi di adeguamento della portata e della consistenza degli argini. Ma, oltre a dover ridurre i casi di piena, il Consorzio deve far fronte al problema dell’escavazione e dello smaltimento dei fanghi, troppo oneroso».
 La necessità di un nuovo sistema di scolo riguarda anche l’Antifosso di Fattoria, zona situata ad est del Tora. Diverso è l’intervento previsto per Guasticce. Se da un lato, infatti, le opere principali sono in uno stato di lavori avanzato, deve essere completato il ramo ovest ex fosso delle Chiaviche, il colatore est e l’arginatura fosso Tora Vecchia. Per il Cateratto, vista l’impossibilità di abbassare il fondo del canale, sarà necessario individuare nuove aree di espansione. «Tra i bacini idrografici - ha spiegato Borsacchi - quello ad alta probabilità di crisi è il Torrente Isola; sull’Acqua Salsa, invece, è stato redatto un progetto che prevede quattro casse di espansione, il rifacimento del tratto arginato tra Guasticce e Stagno e la creazione di un canale scolmatore a valle di Stagno». Tutte le nuove opere, però, il cui costo si aggira intorno ai 33 milioni di euro, dovranno essere a totale o parziale finanziamento pubblico: dunque, come ha sottolineato l’assessore all’ambiente Riccardo Demi «la collaborazione che si è creata tra Comune e Consorzio, è, ad oggi, più che fondamentale, per poter riuscire a intervenire sulle zone più critiche».


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