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Aziende rosa, idee per limitare la crisi - Il Tirreno Piombino
Più esperienze a confronto nella sala del museo archeologico di Cittadella Massini: «Molte le imprese al femminile da promuovere in Val di Cornia»
PIOMBINO. Difficoltà, ma pure buone prospettive per le “aziende in rosa”. Se n’è parlato al museo archeologico di Cittadella in un incontro organizzato dal Comitato imprenditoria femminile della Camera di commercio di Livorno.
In sala anche Cna, Api, l’assessore alle attività produttive di Campiglia Barbara Del Seppia e Elena Cianchetta, vicepresidente della Consulta giovanile San Vincenzo. «Valido momento di confronto» ha sottolineato, dando il via al riunione, l’assessore alle attività produttive Luca Pallini.
«Tutto quello che può servire nel dialogo è positivo - ha confermato Antonella Turci, dirigente del settore politiche di genere della Regione - e noi punteremo sempre a sostenere l’orientamento delle donne, in difficoltà soprattutto per l’accesso al credito». «Azioni positive per il lavoro femminile - ha ricordato Marina Capponi, consigliere regionale di Parità - sono la continua verifica del rispetto della normativa». Ha chiuso i lavori Giulia Massini, presidente del Comitato imprenditoria femminile: «Nel Comprensorio la crisi sembra aver inciso di più, perché nel resto della provincia il tessuto delle imprese femminili continua ad avere un trend in crescita, mentre in Val di Cornia registriamo nel 2009 un’inversione di tendenza. L’imprenditoria femminile nella provincia di Livorno - ha spiegato - rappresenta uno spaccato importante. Sono oltre il 28% le imprese al femminile ed un quinto è presente nel Comprensorio».
«I settori in cui operano, qui, questo tipo di imprese - ha ricordato Massimi - sono commercio, agricoltura, turismo e servizi e del processo di diversificazione potranno beneficiare proprio quei settori in cui la presenza di imprese femminili è più significativa. Poiché sono soprattutto individuali, si potrebbe dire che le imprese gestite da donne in Val di Cornia risultano meno strutturate e più esposte agli andamenti congiunturali del mercato. Ma il trend in crescita delle società di capitali fa sperare. La Val di Cornia, in particolare l’area di Piombino - ha concluso - ha potenzialità da esprimere al di fuori dei settori tradizionali, senza sottovalutare la vocazione industriale che ha caratterizzato da sempre questa economia».
C.C.
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