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«Barriere, non cambia il piano di sicurezza» - La Nazione Elba domenica 23 maggio

 

PORTOFERRAIO LA QUESTIONE DEGLI ACCESSI AGLI IMBARCHI  
 
Guerrieri: «La Port Authority intende rispettare le regole»
 
 — PORTOFERRAIO —
«L’AUTORITà Portuale non ha nessuna intenzione di modificare l’accordo a suo tempo intercorso con i Comuni dell’Elba ed i rappresentanti delle associazioni di categoria sulle modalità di gestione del servizio di security ed in particolare delle barriere all’ingresso del porto». Lo afferma il presidente Luciano Guerrieri in risposta ai sindaci elbani che chiedono a gran voce la revisione del piano di sicurezza sul porto di Piombino, forti del fatto che la normativa non lo prevederebbe così rigido e, soprattutto, in virtù del fatto che in realtà simili come Livorno per Capraia o Napoli per Capri non c’è alcun tipo di barriera che limita l’accesso agli imbarchi.
«Da quell’accordo ad oggi — dice Guerrieri — riteniamo di aver applicato fedelmente quanto stipulato. Ogni ipotetica ed eventuale modifica non può essere assunta unilateralmente e dunque siamo consapevoli che può avvenire solo previa informazione, confronto ed accettazione, ossia nell’ambito di una nuova intesa.
IL SENSO della riunione convocata dall’Autorità portuale doveva dunque essere quello di sondare l’opinione dei Comuni in primis riguardo ad ipotetici miglioramenti da introdurre sui cittadini residenti. Se la proposta fosse stata valutata negativamente l’Autorità portuale non avrebbe in alcun modo proseguito nell’iniziativa. Ritengo che un tal modo di procedere sia corretto perché mantiene la possibilità e capacità di proposta tecnica in materia all’Autorità Portuale e consente ai Comuni di valutarne l’adeguatezza in rappresentanza degli interessi più complessivi del territorio, rispetto ai quali comunque anche l’Autorità Portuale non si ritiene certo estranea».
GUERRIERI fa anche mea culpa. «La forte reazione dei Comuni all’esito della riunione – conclude - forse si spiega con quanto sostenuto in quella sede dai nostri tecnici che ritengo non abbiano interpretato bene il senso della verifica da espletare o quanto meno non lo abbiano chiaramente rappresentato, dando il senso di una ineluttabile volontà di modifica. Deduco questo da colloqui successivi intercorsi con alcuni rappresentanti dei Comuni presenti alla riunione e da un primo chiarimento interno all’Autorità Portuale».


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