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«Marina» Benetti al Mediceo: avanti adagio, quasi indietro - La Nazione Livorno

 

IL PROGETTO CONTESTATO CAROTAGGI GIà AVVIATI, MA RIMANE IL REBUS DI DOVE COLLOCARE LE OLTRE 700 BARCHE ESISTENTI  

 
 «MARINA» di Benetti sul Mediceo, c’è chi dice che tra poco si parte. O almeno, che si vorrebbe partire con i lavori di trasformazione del comparto per arrivare al porto turistico dedicato al refitting e all’ormeggio riservato dei clienti del cantiere. In periodi di vacche magre- e questo lo è certamente, vista la crisi che attanaglia tutta la nautica anche di alto livello- un porto dedicato al rimessaggio invernale e alle operazioni di straordinaria manutenzione dei grandi yachts è certamente una risorsa importante. Ma c’è un «ma». Che è il solito: ammesso che si parta davvero con i lavori secondo gli accordi di programma e i progetti presentati dalla Benetti, dove si decentreranno le barche che oggi stazionano nel Mediceo? Due le notizie. La prima: sono cominciate le «carotazioni» a cura della Port Authority per verificare lo stato del sedime del molo Mediceo, dove dovrà arrivare la strada che si attesterà all’attuale sede dei fanalisti, con una zona di parcheggio a servizio della banchina. Quindi si parte.
LA SECONDA: l’Autorità portuale ha «censito» le barche esistenti nel Mediceo, ricavandone una cifra totale finalmente attendibile. E preoccupante: perché sono oltre 700 le barche — per il 65% a vela — che vi stazionano, quasi totalmente sui pontili galleggianti dei vari club, senza considerare la ventina di scafi a terra sulle «selle» negli spazi per le operazioni di carenaggio e piccoli lavori stagionali. Il problema di dove delocalizzare questa vera e propria flotta non è semplice: se ne parlerà in un incontro di tecnici tra Comune, Authority e Benetti. Ma ad oggi le soluzioni prospettate, compresa quella che, nell’apposita commissione in Comune è stata lanciata del Canale delle Cateratte, sembra più che altro «boutades», per non dire di peggio.
MENO IRREALISTICA pare la prospettiva da parte dell’Autorità portuale di procedere passo per passo a spostare le barche dalla zona sud del mediceo fino a quella nord mano a mano che avanzeranno i lavori del “marina”, usando come polmone di ormeggio lo specchio d’acqua relativamente libero dell’Andana degli Anelli fino davanti alla Capitaneria di Porto, con l’opportuno ancoraggio in sito dei pontili galleggianti dei club. Le prove fatte durante il TAN, posizionando pontili galleggianti tra il molo Elba e il molo Capitaneria, hanno confermato che la cosa è fattibile, rinunciando però- quando il trasferimento delle barche sarà completato- agli accosti dei traghetti passeggeri su almeno uno dei due lati del molo Capitaneria. Soluzione fattibile o anch’essa irrealistica? In ogni caso, non più del canale delle Cateratte, dove il ponte bloccato da decenni è solo uno degli ostacoli.
A.F.


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