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E' legittima la sentenza di fallimento della «Donati» - La Nazione Piombino

 

VENTURINA NO AL RICORSO, LO HA STABILITO LA CORTE DI APPELLO DI FIRENZE  
 

 
 di CRISTINA RUFINI
— VENTURINA —
LA SENTENZA che ha dichiarato il fallimento della «Donati& associati di Donati Riccardo e C.» di Venturina è del tutto legittima. Così ha sentenziato la Corte di Appello di Firenze che ha respinto il reclamo presentato da uno dei due soci della impresa di elaborazione dati, il ragioniere livornese Stefano Lotti. I giudici della prima sezione civile della Corte hanno contestato nel merito le eccezioni che erano state sollevate dai legali di Lotti, gli avvocati Tiziano Checcoli e Fausto Bianchi: la natura non commerciale dell’impresa e quindi non soggetta alla legge sul fallimento; l’inesistenza della prova di una condizione di insolvenza della società e il fatto che le pretese dei creditori si fonderebbero solo su perizie di parte, i cui presupposti oggettivi sono tutti da verificare. A queste contestazioni i giudici hanno risposto puntualmente rilevando l’infondatezza del reclamo presentato da Lotti.
«IL TRIBUNALE fa correttamente conseguire la qualità di impresa commerciale dalla semplice lettura dell’oggetto sociale — si legge nelle motivazioni della sentenza — Mentre in fatto è evidente l’organizzazione di persone e mezzi per la fornitura di servizi, quale consegue alla presenza di personale dipendente nelle due sedi della società: una a Livorno e una a Venturina». Ma la Corte va oltre e chiarisce che «non è ammissibile parlare — sottolineano i giudici fiorentini — di attività meramente professionale svolta da Donati, essendo tale assunto contraddetto dal mancato svolgimento dell’attività di consulente del lavoro, che non prevede la gestione delle somme dei clienti e la dichiarazione meccanizzata dei redditi....non senza considerare, inoltre, che, come riferisce il curatore, i soldi venivano versati dai clienti presso le sedi dell’impresa, ai dipendenti di questa e venivano rilasciate ricevute dalla stessa società». «Nel reclamo erano intervenuti alcuni dei creditori, e peraltro parti offese nel procedimento penale, che è stato aperto dalla Procura di Livorno per accertare l’eventuale sussistenza del reato di appropriazione indebita. Intervento a sostegno delle ragioni del pubblico ministero e del curatore per ottenere il rigetto del reclamo.
«SIAMO sempre stati fiduciosi — commenta l’avvocato Pier Francesco Sica, legale degli intervenuti — nella conferma della sentenza del Tribunale fallimentare di Livorno. Prima di tutto perché la Corte ha confermato che si tratta di una attività organizzata in forma di impresa, come rilevabile a titolo esemplificativo dalla presenza di diversi dipendenti e di due sedi (Livorno e Venturina) , aspetto quest’ultimo che lascia spazio alla possibilità di nuove verifiche. Quanto, invece, all’insolvenza questa risulta non solo al pubblico ministero nel procedimento penale, come ricavabile dal semplice riscontro delle ricevute rilasciate dalla società Donati Sas ai creditori , ma anche — come opportunamente rilevato dalla Corte — dalle posizioni debitorie nei confronti di istituti di credito, Inps e dipendenti».


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