Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

Appalti Lucchini a rischio molte ditte e decine di posti - Il Tirreno Piombino

 


 
LUCA CENTINI  


 PIOMBINO. Una manifestazione per difendere il posto di lavoro. Stamani, dalle 10,30 fino alle 12, i 54 dipendenti della ditta di appalto T&T saranno protagonisti di un’occupazione simbolica della portineria centrale della Lucchini. L’iniziativa di protesta è stata decisa dai sindacati Fim, Fiom e Uilm.
 Lucchini-Severstal ha deciso di non rinnovare l’appalto con la ditta che, da circa 11 anni, prima con il nome Elettrosud, si occupa delle manutenzioni nei settori Tmp e Tve della fabbrica.
 Ieri i 54 dipendenti hanno incrociato le braccia per due ore e hanno preso parte a un’assemblea pubblica. Nel pomeriggio i responsabili Fausto Fagioli (Fim), Luciano Gabrielli (Fiom) e Fabrizio Toninelli (Uilm), hanno tenuto una conferenza stampa, per fare il punto sulla situazione della ditta di appalto, prima dell’atteso incontro con l’azienda, fissato per giovedì alle 14,30. Un incontro in cui i sindacati chiederanno soluzioni che garantiscano l’occupazione del personale T&T.
 «Chiederemo innanzitutto una proroga dell’appalto, in modo da guadagnare tempo prezioso per trattare con l’azienda - spiega il segretario Fiom, Luciano Gabrielli - dobbiamo capire se l’impegno che nel recente passato ha portato alla firma di accordi importanti a tutela degli apprendisti e dei lavoratori delle ditte sia sempre valido o, anche a causa dei ritardi nella cessione Lucchini, lo slittamento degli investimenti provocherà il ricorso brutale alle espulsioni».
 L’intenzione di Severstal è quella di affidare l’appalto alla sua collegata Lucchini Servizi che, organizzata in un’Ati composta da più imprese, difficilmente assorbirà integralmente le maestranze della T&T. Una prospettiva che mette quindi a rischio il futuro dei dipendenti dell’azienda in procinto di cessare l’attività. «Non è accettabile che Lucchini invii una lettera in cui si chiede a una ditta con 54 dipendenti di liberare il capannone entro 15 giorni - commenta il segretario Fim, Fausto Fagioli - chiediamo più correttezza all’azienda e una soluzione che possa garantire l’occupazione di tutti i lavoratori, anche con una ricollocazione in realtà diverse dello stabilimento».
 Il rischio che si ripeta un caso simile alla ex Gmt preoccupa le organizzazioni sindacali. In particolare c’è il timore che solo una parte di lavoratori, ovvero quelli con maggiori professionalità, possano essere reintegrati, con la parte restante che potrebbe restare esclusa.
 Il rischio ulteriore è che la vicenda T&T possa rappresentare solo il primo caso di emergenza, causato dal rallentamento delle procedure di cessione delle quote del gruppo Lucchini, messe in vendita a gennaio da Severstal. Il blocco degli investimenti di manutenzione straordinaria degli impianti pesa soprattutto sulle ditte d’appalto che, incassati i pagamenti solo fino a dicembre, sono in forte difficoltà e rischiano di pagare un prezzo caro in termini di volumi produttivi e posti di lavoro. «L’indecisione e lo slittamento dei tempi per la vendita rischia di estendere l’emergenza ad altre aziende - commenta Fabrizio Toninelli (Uilm) - il 2009 è l’anno in cui le aziende hanno gestito la situazione con la cig, quest’anno c’è il rischio concreto di espulsioni. Vogliamo capire in che modo l’azienda intenda muoversi per uscire dalla crisi».
 

«Stanno rubando il nostro futuro»  
 
Paura e rabbia tra gli operai (tanti stranieri) della T&T  
 
 
 
 
«Non ci possono togliere il futuro in questo modo». Un coro unanime dei dipendenti della T&T, presenti alla confrenza stampa convocata ieri dai sindacati.
 L’intenzione di Lucchini-Severstal di non rinnovare l’appalto a T&T rischia di creare, da un giorno a un altro, 54 disoccupati.
 Gente che ha lavorato sodo per anni, occupandosi delle manutenzioni all’interno dello stabilimento, e che rischia di pagare in prima persona i il calo di lavoro e le incertezze legate alla vendita del gruppo Lucchini. «L’azienda non può dall’oggi al domani mandare 54 persone in mezzo alla strada - commenta Giovanni Ciaramitaro, da quattro anni in forza alla T&T - abbiamo dato l’anima per questa impresa, ci siamo fatti il mazzo quando c’era bisogno di straordinari. Ora ci sentiamo offesi sia come uomini che come operai, capisco i problemi, ma siamo esseri umani e non possiamo essere trattati in questo modo».
 La T&T è un’azienda “multietnica”, che occupa almeno una quindicina di extracomunitari. Gente che a Piombino ha trovato una stabilità, ha trasferito la famiglia. Per loro, senza più posto di lavoro, anche rinnovare il permesso di soggiorno diventa impossibile. «Se sono preoccupato per il futuro? A me preoccupa già il presente - racconta Habdellhadi Zemrani, marocchino di 33 anni che ha iniziato a lavorare in ditta dal 2001, quando l’organico era composto da sole 5 persone - pago 520 euro di affitto e mantengo mia moglie, mia madre e un figlio di due anni e mezzo. Ho un debito di 8mila euro ed entro il 26 maggio sarò sfrattato. Perdere il posto è la mazzata finale».
 «Se non lavori non hai prospettive - aggiunge Khama Mohumeth, senegalese di 41 anni e dal 2006 in azienda - la carta di soggiorno vale cinque anni, ma senza lavoro devi lasciare l’Italia. Non ho mai vissuto in passato una situazione come questa e di certo non è piacevole».
 
Un convegno con i sindacati  
 
Crisi dell’acciaio e prospettive locali  
 
 
 
 PIOMBINO. Un convegno sul futuro della siderurgia. Venerdì, al centro Giovani dalle 9, si terrà «Quale futuro per la siderurgia. Riflessi sull’economia del territorio». Alla conferenza, promossa da Fim, Fiom e Uilm, sono invitati i sindaci della Val di Cornia, Regione, Provincia, i partiti, Lucchini, Dalmine e Magona. Invitate anche le imprese locali, Autorità Portuale, Confindustria e Cna.
 «L’idea è mettere allo stesso tavolo tutti gli attori dell’economia locale - spiegano i sindacati - si analizzerà la situazione della siderurgia e ognuno darà un contributo, proponendo soluzioni e per uscire dalla crisi».
 Si parlerà della Lucchini, ma si farà il punto anche sulle altre realtà industriali della zona. In questa fase la produzione sta vivendo una fase di ripresa, dovuta alla necessità di ripristinare le scorte. Ma la crescita dei prezzi delle materie prime rischia, già in estate estate, di portare a un nuovo rallentamento produttivo.
 
LA VENDITA  
 
Visite in fabbrica per russi e francesi  
 
 
 
 PIOMBINO. Secondo giornata di visite alla Lucchini. Anche ieri delegazioni di potenziali acquirenti hanno visitato lo stabilimento per visionare gli impianti e per acquisire informazioni utili per un probabile acquisto. Massimo riserbo sull’identità dei soggetti, anche se si parla di due gruppi finanziari e un gruppo industriale. Dalle voci emerse, tutte da confermare, ieri in fabbrica si parlava russo e francese. Secondo i rumors nella cerchia degli interessati ci sarebbero Baosteel, Tata e Arcelor Mittal.


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Ricerca Innovazione

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP