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Giolfo e Calcagno: trovati i soldi Intanto Londi ferma le macchine - La Nazione Livorno

 


Iniezione di liquidità grazie all’intervento di Centro Banca


di MONICA DOLCIOTTI
— LIVORNO —
COME UNA DOCCIA scozzese: ad una buona notizia sul fronte dell’industria in crisi, se ne accompagna subito un’altra di senso contrario, che apre un nuovo fronte di mobilitazione dei sindacati e che minaccia la perdita di altri posti di lavoro. Se infatti si schiarisce la vicenda della Giolfo e Calcagno, dall’altro - è notizia di ieri — si blocca la produzione alla Londi Alimentari. Alla Giolfo e Calcagno la situazione finanziaria e stata sistemata grazie all’intervento di Centro Banca (banca con sede a Milano), suggellato da un accordo specifico che risale al 10 marzo 2010. Un’iniezione di liquidità ora apre le porte alla possibilità di individuare eventuali compratori dell’azienda situata in area portuale. Due soggetti si erano fatti avanti, ma la Giolfo era ancora in una condizione critica sul piano finanziario per cui queste opportunità sono sfumate. Tutto questo è emerso nell’incontro convocato ieri mattina a Confindustria per fare il punto della situazione sullo stabilimento ex Giopescal di Golfo e Calcagno. La proprietà ha cessato l’attività alla fine del 2008 ed ha attivato la procedura della liquidazione volontaria per problemi finanziari, lasciando a casa circa cento dipendenti la maggior parte donne.
ALL’INCONTRO c’era anche l’Autorità Portuale che ha stanziato in bilancio 5 milioni di euro per sistemare la banchina a ridosso delle aree di Giolfo e Calcagno e grazie a questo intervento il sito dell’ex stabilimento di lavorazione e conservazione del pesce, chiuso nel dicembre 2008 ora è ancor più appetibile per i possibili acquirenti. Intanto sono rimasti in attesa di ricollocazione 70 dei 100 lavoratori, tutti in cassa integrazione in deroga. Chee scadrà il 13 luglio», ricorda Roberta Pagni della Cisl. Così tutti i sindacati (Cgil, CIsl e Uil) hanno chiesto entro il 15 maggio un altro incontro alla liquidatrice Antonietta Capello per discutere della possibile proroga della cassa integrazione in deroga in attesa che si facciano avanti possibili acquirenti. All’incontro ieri c’era anche il presidente della Provincia Giorgio Kutufà e l’assessore Valter Nebbiai in rappresentanza del sindaco Alessandro Cosimi.
LA CATTIVA notizia, quella della Londi Alimentari srl è arrivata ieri con la comunicazione dell’azienda che ha deciso di fermare la produzione, retribuendo comunque i lavoratori fino a martedì 27 aprile. Proprio il giorno in cui si svolgerà in Provincia una riunione tra l’azienda e i sidnacati per verificare la possibilità di aprire la cassa integrazione ed evitare i licenziamenti. «Londi ha motivato tale decisione — si legge in una nota della segreteria provinciale Cgil — come risposta allo sciopero proclamato per mercoledì 21 aprile dalle organizzazioni sindacali, contro la direzione aziendale che ha impedito lo svolgimento di un’assemblea informativa sullo stato delle trattative. La decisione assunta dall’azienda è un atto immotivato ed incomprensibile — prosegue la segreteria Flai Cgil e la Rsa aziendale — è la prima volta che un’azienda in difficoltà economiche rinuncia a produrre e quindi a fatturare, facendosi carico delle retribuzioni, solo perché sono state proclamate due ore di sciopero. Fra l’altro evitabilissime se l’azienda, con un po’ di buon senso, avesse consentito lo svolgimento dell’assemblea. Di fronte ad una vertenza difficile come questa, dove sono in gioco 11 posti di lavoro, occorre più senso di responsabilità: Ci auguriamo che l’incontro con la Provincia del 27 aprile, dia le risposte che attendiamo».


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