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L'allarme della Confesercenti: il Nuovo centro minaccia l'economia cittadina - Il Tirreno Livorno

 

«Fermate almeno il non alimentare»  
 

 
 
JUNA GOTI  

 
 LIVORNO. «I 40mila metri quadrati lordi di area commerciale del Nuovo centro (considerando anche magazzini e spazi limitrofi) peseranno come un macigno sulla tenuta della rete commerciale della città. Abbiamo intenzione di rivolgerci al governatore della Toscana, Enrico Rossi, per impedire che almeno i 10mila metri di Svag, concessi dalla Regione a Fremura per il non alimentare, restino tali senza possibilità (in realtà già previste) di incremento». E’ l’ennesimo grido di allarme quello lanciato dai vertici di Confesercenti sull’operazione Nuovo centro.
 «Il botta e risposta tra Esselunga e Coop - ribadisce il direttore provinciale Roberto Martorella, insieme al vice Antonio Melani, al presidente Maristella Calgaro e al dirigente Massimo Marini - ci interessa poco o niente: affondare nell’oceano Atlantico o in quello Indiano non fa alcuna differenza. Sarebbe comunque disastroso».
 A spaventare il mondo della baby-distribuzione (baby si fa per dire) è «l’operazione che sta a monte e che rischia di desertificare il piccolo commercio, vera spina dorsale dell’economia e della socialità, perché è quando le saracinesche vanno giù che arrivano insicurezza e degrado». «Con quale logica - polemizza il direttore - si va a costruire un altro mega spazio commerciale in una città che vive di pensioni e fa già fatica a tenere in piedi i consumi?».
 A preoccupare, più che i 2500 metri di scaffali alimentari, è proprio il settore del no food: prodotti per la casa, abbigliamento. «Potrà sembrare paradossale, ma alla fine, soprattutto se in mano allo stesso gruppo, i supermercati riescono a spartirsi la clientela. Per i piccoli negozi di articoli vari, invece, sarà ancora più dura. L’arrivo di Ikea - si lascia scappare ancora Martorella - ci avrebbe fatto tirare un mezzo sospiro di sollievo: almeno sarebbe stato un elemento di attrazione, con un prodotto ben identificabile. Invece siamo ancora una volta soli, circondati da incertezza e mancanza di programmazione: cosa nascerà nei tre blocchi commerciali del Nuovo centro? Gli stessi vertici di Coop sembrano navigare a vista...». «Abbiamo bisogno di dare una scossa a questa città - interviene Melani - ed è proprio per questo che abbiamo commissionato uno studio al Centro studi turistici della Regione: l’obiettivo è ridare speranza al territorio che sta attraversando una fase di profonda crisi. Ovviamente ogni soggetto attivo sul territorio, partendo proprio dall’ambito turistico portuale, dovrà fare la propria parte perché Livorno possa rinascere».
 I risultati dello studio e le proposte della Confesercenti saranno presentati durante un convegno in programma il 19 maggio.


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