Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

Interporto, tre nuove aziende - Il Tirreno Livorno

 


Sfida alla crisi. Biondi e Favilli aprono un maxi-magazzino di vino  
 
 
CRISTIANO MEONI  

 
 LIVORNO. I dispiaceri della crisi economica vengono annegati nel vino? Negli Stati Uniti fra i consumi a non aver subito tracolli c’è quello del prezioso nettare. Fatti due conti, alcuni imprenditori livornesi si sono tuffati a capofitto nel bicchiere. Aprendo, all’interporto, un enorme magazzino (10mila mq) per lo stoccaggio e la distribuzione delle mille “doc” e “igp” italiane. Un’iniziativa che si affianca a quella del leader nazionale del settore - Giorgio Gori - e che rafforza il ruolo primario di Livorno nell’esportazione del vino.
 Ma quello della Bieffe non è l’unico capannone pronto al taglio del nastro a Guasticce. Nei prossimi giorni saranno inaugurate altre due attività: quella della Saimar, che commercializza “bobcat” (escavatori), e quella del corriere Ups. Tre iniziative imprenditoriali che valgono una settantina di posti di lavoro.
 A tutto vino. La Bieffe è una società di nuova costituzione, formata da due nomi noti dell’imprenditoria labronica. Enrico Biondi, dell’omonima casa di spedizioni, si è messo assieme a Enrico e Raul Favilli, una famiglia già con interessi nel porto e ora con attività nella logistica e nell’immobiliare. «Il consumo di vino in America, anche nel 2009, è cresciuto dell’1-2%, così abbiamo pensato che valeva la pena di investire» spiegano dalla società. I 10mila metri quadrati presi in affitto hanno una capacità di stoccaggio di 10 milioni di bottiglie. Una decina gli addetti, compresi quelli di una coop di facchinaggio.
 Spazio vitale. Accanto alla Bieffe, nei prossimi giorni si insedierà la Saimar. Costituita nel 1979, capitale tutto livornese, commercializza macchine escavatrici in tutta la regione, anche attraverso la filiale di Firenze. «Ci siamo trasferiti perchè avevamo necessità di maggiori spazi - spiega il titolare, Stefano Rondina - Al Picchianti avevamo solo 1500 metri quadrati di piazzale: qui all’interporto abbiamo 5000 metri». Una ventina gli addetti, tra meccanici, impiegati e venditori. «Veniamo da un anno difficile, lavorando prevalentemente per l’edilizia, ma abbiamo voluto fare una scommessa».
 Meglio che a Pisa. Apre all’Interporto anche l’Ups, un corriere, e si trasferisce da Pisa. Dispone di un capannone di 1200 mq più 400 di uffici e dà lavoro a 40 persone (15 dipendenti e 25 padroncini).
 Interporto decolla. «L’arrivo di nuove aziende conferma la crescente capacità di attrazione dell’interporto, nonostante la crisi economica globale» commenta il presidente dell’Interporto Marco Susini. E l’appeal non può che migliorare «con il completamento della viabilità interna e le prospettive di navigabilità dello scolmatore e di nuovi collegamenti ferroviari».
 
Call center, il sì dei lavoratori a Contacta  
 
Ma c’è il problema ferie: tutte da smaltire prima che subentri l’acquirente  
 
 
 
Chiesta una migliore turnazione e premi per chi raggiunge gli obiettivi  
 
LUCA DAL CANTO  

 
 LIVORNO.  Via libera a Contacta, con qualche però. I lavoratori di Telegate si dichiarano soddisfatti dell’accordo che si sta profilando per il passaggio di proprietà del call center di Guasticce. Ma rilevano anche che sono ancora molti i punti da chiarire.
 «Troppe volte - spiegano i rappresentanti della Rsu - siamo venuti a conoscenza di possibili acquirenti soltanto dalla stampa o con semplici comunicati. Riteniamo che Seat debba informarci accuratamente su quello che sta accadendo e su ciò che accadrà. Siamo, inoltre, contenti della volontà di Contacta di incontrarci e ci rendiamo disponibili a farlo anche nell’immediato».
 Le condizioni poste dalla Rsu di Telegate sono il mantenimento di tutti i lavoratori e dei loro diritti acquisiti e la presentazione di un piano industriale che dia garanzie di stabilità a lungo termine. Chiedono inoltre una migliore turnazione e concessione di permessi e ferie.
 «È dal 2005 che, per quanto riguarda turni e ferie, viviamo alla giornata, senza alcuna regola ben precisa. Nonostante le nostre richieste, non abbiamo mai avuto una risposta chiara da Seat, né un cambio di organizzazione in questo senso». Anche per quanto riguarda la sperimentazione del piano qualità, terminata il 31 marzo, le Rsu dichiarano di essere disponibili, con il futuro acquirente, ad un rinnovo di tale progetto a patto che, a differenza di quello che è accaduto fino ad adesso, la sperimentazione non porti soltanto un aumento produttivo, ma anche un miglioramento lavorativo per i dipendenti, eliminando inutili pressioni e concedendo gratifiche per gli eventuali risultati ottenuti.
 Un altro punto ancora poco chiaro della trattativa riguarda le ferie arretrate. «C’è l’ipotesi che Contacta non accetti, giustamente, di farsi carico delle ferie pregresse di alcuni lavoratori ed in quel caso Seat dovrebbe obbligare gli interessati a utilizzarle entro la vendita. Questo non possiamo certo accettarlo».
 Da parte dei lavoratori, c’è invece la massima disponibilità all’ampliamento dell’azienda. «Se il futuro acquirente vorrà accettare altre commesse e portare a Livorno nuovi servizi, noi siamo ben contenti. Questo vorrebbe dire sicurezza per il futuro e possibilità di aumento dell’occupazione sul territorio».


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Ricerca Innovazione

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP