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Imprese, la metà è in rosso - Il Tirreno Livorno

 


In due anni il tasso d’insolvenza passa dal 19 al 33%  
   
La crisi rallenta ma per il 2010 non emergono spunti di recupero. Male le micro-aziende  
 
GABRIELE FIRMANI  

 
 FIRENZE. Continua a mordere la crisi economica in Toscana. Sebbene da inizio 2010 si cominci a registrare una prima, seppur timida, inversione di tendenza, l’analisi sull’andamento dei bilanci delle società di capitale toscane, riferita al periodo 2004-2009, e elaborata da Unioncamere Toscana assieme all’ Università di Firenze, non lascia spazio all’immaginazione: soltanto nell’ultimo biennio, la quota di imprese in utile è scesa dal 68 al 50%: «e si sarebbe fermata al 41% se in soccorso dei bilanci delle società non fosse arrivata la cassa integrazione ordinaria».
 A dirlo è Francesco Dainelli, ricercatore presso la facoltà di Economia e Commercio di Firenze.
 Per quanto riguarda invece il tasso di insolvenza delle imprese toscane, questo in ventiquattro mesi, da fine 2007 a fine 2009, è passato dal 19 al 33 per cento.
 A destare maggiore preoccupazione rimane comunque la tenuta delle micro-imprese, quelle cioè con un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro.
 «Il quadro che emerge dall’analisi dei bilanci delle società toscane - ha sottolineato da parte sua Giovanni Tricca, vice-presidente di Unioncamere Toscana - mostra come già al momento dell’ingresso nella crisi si sia registrata una condizione di rilevante indebolimento degli equilibri economici e soprattutto finanziari delle imprese della nostra regione: i dati di consuntivo sull’economia toscana - spiega - mostrano ormai chiaramente come il 2009 possa essere a tutti gli effetti considerato un anno di dura recessione».
 «Sebbene la crisi - ha continuato - mostri, secondo l’analisi degli ultimi dati a nostra disposizione, un lieve rallentamento, non sembrano tuttavia emergere particolari spunti di recupero per quanto riguarda l’anno in corso».
 Di qui la necessità da parte del Sistema camerale di approntare nuove strategie, che si baseranno, nel breve periodo, «su interventi per il sostegno all’accesso al credito, con oltre 10 milioni di euro già stanziati per il 2010 a favore di un’iniziativa straordinaria volta all’abbattimento degli interessi sui micro-finanziamenti: nel medio-lungo periodo si tratterà piuttosto di accompagnare le imprese toscane verso l’uscita dalla crisi, attraverso un forte sostegno alla loro internazionalizzazione e innovazione».
 Il dato che secondo Francesco Giunta, preside della facoltà di Economia di Firenze, dovrebbe infatti gridare vendetta è quello appunto riguardante gli investimenti delle imprese, scesi del 5 per cento nel solo 2008: «Qualora dovesse protrarsi questo impoverimento del contenuto tecnologico delle imprese toscane, difficilmente - ha avvertito - riusciremo ad agganciare la ripresa, quando anche questa dovesse arrivare».


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