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L'Aamps costretto a un maxi-mutuo per far tornare i conti - Il Tirreno Livorno
La somma è stata erogata dal Monte dei Paschi I fornitori devono riscuotere ancora 15 milioni
ALESSANDRO GUARDUCCI
LIVORNO. L’Aamps chiuderà il bilancio del 2009 con un attivo di poco meno di 100.000 euro. Tutto questo nonostante i noti problemi di liquidità finanziaria - legati in gran parte alla ritardata riscossione della Tia 2010 - che hanno portato l’Aamps ad accumulare oltre 15 milioni di euro nei confronti dei fornitori, e nononostante la difficoltà a riscuotere le fatture per l’alto livello di morosità (a causa dell’evasione, l’azienda vanta crediti per oltre 13 milioni di euro).
E allora com’è possibile che alla fine i conti tornino in pari, anzi con un lieve attivo? Una risposta arriva da un’ operazione che l’azienda ha portato a termine di recente e che è passata finora sotto silenzio: l’Aamps ha infatti acceso un mutuo di 10 milioni di euro, che è stato erogato di recente dal Monte dei Paschi di Siena dopo essersi aggiudicato il bando di gara a cui avevano partecipato anche altri due istituti bancari.
Di questa operazione non si è fatto cenno nel corso del dibattito in commissione consiliare di venerdì scorso: non ne ha parlato il presidente Massimo Cappelli e nemmeno l’assessore Claudio Ritorni (che tra l’altro è dirigente del Monte dei Paschi), ma la notizia ha trovato puntuale conferma da parte dell’azienda. I vertici di via Bandi hanno spiegato di aver chiesto questo mutuo per ristrutturare un debito di circa 6 milioni di euro nei confronti proprio del Mps: in pratica un debito a breve termine è stato trasformato in uno a lungo termine con un tasso di interesse migliore. Ci sono poi 3.600.000 euro che sono invece già stati destinati ai fornitori: in pratica sono stati saldati coloro che vantavano crediti da più tempo nei confronti dell’Aamps. In più ci sono ben 400.000 euro che l’azienda ha dovuto pagare alla banca a titolo di spese e commissioni. A questo punto l’Aamps dovrà fare un ulteriore sforzo economico per rientrare con tutti gli altri fornitori: ogni mese l’azienda destinerà 2 milioni di euro a questa operazione. Potrà farlo grazie alle entrate della Tia 2010 e alla cessione dei crediti a una concessionaria, un provvedimento che sarà adottato con una gara pubblica.
«Ma l’azienda si è garantita 30 anni di futuro»
Ritorni e Cappelli: ecco tutti i progetti verso la privatizzazione
«Con il digestore risparmieremo 3,8 milioni di euro»
LUCA DAL CANTO
Incremento della raccolta differenziata (dall’attuale 42% al 50% previsto dalla legge entro il 2013); ritiro porta a porta per gli utenti non domestici anche per i quartieri di Borgo Cappuccini, La Leccia e Scopaia entro il 2011; costruzione di un impianto di digestione anaerobica per il composraggio delle sostanze organiche e realizzazione della terza linea del termovalorizzatore. Sono questi i punti principali del piano industriale dell’Aaamps spa, illustrati nel corso del dibattito in commissione consiliare. «Questi progetti - spiega il presidente Massimo Cappelli - rientrano nel mandato che ci è stato conferito dal sindaco e puntano a portare un notevole guadagno per la città, sia in termini economici che ambientali».
I punti più caldi del dibattito sono stati quelli della prevista realizzazione delle nuove strutture di smaltimento. L’impianto di digestione anaerobica, come hanno spiegato Cappelli e l’assessore Claudio Ritorni, è già in fase avanzata di progettazione. Entro l’anno dovrebbe essere scelta e approvata l’area di 28.000mq, in località Vallin Buio, sulla quale edificare l’impianto entro il 2012.
«Il digestore anaerobico è presente in pochissime città e per Livorno sarebbe una mossa strategica - dice Ritorni - perché abbatterebbe i costi che sopportiamo per il trasporto e lo smaltimento fuori dal territorio comunale, per un risparmio di circa 3.800.000 euro, e permetterebbe di avere introiti dallo smaltimento di rifiuti organici di altre province». Per la terza linea del termovalorizzatore - intervento autorizzato dal 2003 - i tempi si prospettano invece più lunghi: sono ancora da risolvere questioni legali e assicurative legate all’attualizzazione del progetto, che fanno prevedere la realizzazione dell’impianto fra circa 4 anni e con costi finanziati con il projet financing e da un pool di banche, scelte con un bando di gara ancora.
Con questa nuova linea sarà raddoppiata la portata dell’impianto e permetterà all’Aamps di superare i confini provinciali. In più è da ricordare la vendita della sede di via Bandi. «Sono tutte operazioni di messa in salvaguardia - conclude Ritorni - con cui l’azienda si garantirà il futuro per almeno trent’anni. In più, queste operazioni aumenteranno il valore patrimoniale dell’Aamps, cosa da non sottovalutura in vista della privatizzazione dell’azienda (40% al socio privato).
A proposito delle sofferenze economiche mostrate dall’Aamps, l’assessore Claudio Ritorni ha parlato solo di una momentanea difficoltà di liquidità.
«L’Aamps è un’azienda atipica - dice - in quanto fattura una sola volta all’anno. La ritardata fatturazione, a causa delle incertezze sull’applicazione della Tia, ha di fatto bloccato le entrate, determinando questo problema che sarà superato con l’emissione a breve delle fatture per il 2010».
MOROSITA’
Evasione a quota 13 milioni
LIVORNO. I livornesi non sono dei contribuenti puntuali nel pagamento delle fatture della Tia. dal 2005 ad oggi, infatti, l’Aamps è riuscita ad incassare “regolarmente” solo il 75% dell’importo complessivo della tariffa. Il restante 25% è stata oggetto di riscossione coattiva, con procedure lunghe e complesse. E comunque resta un 5-10% di evasione che ormai si può considerare fisiologica. Conti alla mano, per la Tia degli anni passati l’azienda deve ancora incassare una cifra intorno ai 13 milioni di euro. Di qui la decisione di cedere il credito a una concessionare per monetizzarlo il prima possibile.
CON L’IVA AL 10%
In arrivo la Tia: fatture da pagare entro il 31 maggio
LIVORNO. L’assemblea dell’Aamps ha deciso: nella fatturazione della Tia sarà mantenuta l’Iva al 10%. Le speranze dei contribuenti di vedersi cancellare l’imposta - così come sentenziato dalla Corte Costituzionale l’estate scorsa - sono quindi destinate ad andare deluse. Di buono c’è che l’importo della tariffa resterà invariato rispetto al 2009.
Le fatture saranno recapitate ai contribuenti - privati e imprese - entro la fine di aprile, mentre la scadenza del pagamento sarà fissata per lunedì 31 maggio. La decisione di conferma l’Iva sulla Tia è stata avallata dall’amministrazione comunale: nonostante l’intervento della suprema corte, che ha introdotto il principio per cui la tariffa avendo natura tributaria non può essereg soggetta a imposta, è altrettanto vero che il governo non ha disciplinato la materia e così le aziende come l’Aamps rischierebbero di diventare morose nei confronti dell’Agenzia delle Entrate se non riscuotessero l’Iva per poi versarla.
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