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Ecco le prossime mosse di Cosimi su ospedale infrastrutture e porto - Il Tirreno Livorno

 

ALESSANDRO GUARDUCCI  



 LIVORNO. «Sono sorpreso della discussione serrata che si è aperta su una questione che giudico del tutto estranea al dna della politica: la corsa dietro ai sondaggi. In pratica chi governa dovrebbe fare solo le cose che piacciono a tutti. Ma poiché c’è sempre qualcuno che dice no, questo è il sistema migliore per non fare nulla». Il sindaco Alessandro Cosimi parte da questa riflessione non solo per difendere ma, anche e soprattutto, per rilanciare le scelte più significative compiute dalla sua amministrazione in questo scorcio di secondo mandato. Scelte che non sono state condivise da una parte dell’opinione pubblica, con tanto di strascichi polemici come nel caso del nuovo ospedale. Scelte che in altri casi sono state invece minate da ritardi nella realizzazione: alloggi popolari (il caso di Corea) e parcheggi (ex Odeon) in prims. E poi ci sono anche la revisione del piano strutturale, la salvaguardia degli insediamenti produttivi, il nuovo piano del traffico e il futuro del porto al centro di un acceso dibattito, non solo tra forze politiche. Ed è su tutto questo che il sindaco fa il punto della situazione.


INDUSTRIA
Non si può risolvere tutto a Livorno
ma sulla vicenda Eni sono fiducioso

 Le dichiarazioni rilasciate dall’amministratore delegato Paolo Scaroni al Tirreno hanno riportato d’attualità la vicenda della raffineria Eni. Una vicenda su cui il sindaco appare fiducioso, con le dovute cautele del caso. «Credo che sia opportuno riflettere seriamente - dice - sul tipo di comportamento che il territorio deve avere nei confronti di un’azienda che nel proprio piano di impresa garantisce un investimento su Livorno. E’ chiaro che se è in discussione il ruolo di Eni in Italia e anche in discussione il ruolo di Livorno. Ma è importante continuare a stare dentro, come enti locali e sindacati, a una relazione che ha conquistato un tavolo nazionale». Ma su quali garanzie può contare la raffineria di Stagno almeno nel medio periodo? «Intanto c’è un’azienda che presenta un piano d’impresa di cinque anni, che non è poca cosa soprattutto di questi tempi. E poi non ho sentore di riduzioni del personale», risponde il sindaco.
 D’accordo, ma quel piano di impresa cosa contiene? «Non ho avuto ancora la possibilità di leggerlo - afferma Cosimi - però mi rifaccio al documento finale di Roma, in cui si parlava espressamente di investimenti su Livorno. Che cosa significa questo in concreto farà parte del lavoro di contrattazione di enti locali e sindacati». Nelle parole di Cosimi c’è la convinzioni che il ruolo attivo delle istituzioni livornesi abbiano inciso, e continueranno a farlo, sulle prospettive locali di Eni. «Vorrei sottolineare che in questa vicenda non c’è stata affatto una debolezza del territorio - afferma - Anzi, siamo riusciti a ottenere un risultato positivo: eravamo partiti da una vendita, da una sorte di morte presunta, mentre oggi siamo in una situazione completamente diversa: la raffineria di Stagno non è più il primo problema di Eni. Certo è che problematiche di questo genere non possono essere risolte “solo” a Livorno. L’esempio più chiaro è quello della componentistica: è stata decisiva la relazione che abbiamo instaurato con la Regione Piemonte, surrogando il ruolo del governo».


NUOVO OSPEDALE
Siamo il fanalino di coda in Toscana
ed è dagli anni Settanta che se ne parla

 La realizzazione del nuovo ospedale è stato l’argomento che negli ultimi mesi ha polarizzato più degli altri l’attenzione dei livornesi. Il Comune, d’intesa con l’Asl, continua a puntare dritto sulla scelta di Montenero, e si appresta a firmare a fine mese l’accordo di programma con la Regione Toscana. Insomma, referendum ed esposto non sembrano far vacillare le certezze di Alessandro Cosimi. «Credo che ci sia un principio semplice da osservare: quello della consapevolezza e della necessità di fare. La partecipazione non è un elemento salvifico delle scelte». Il messaggio è chiaramente rivolto alle forze politiche, ai comitati e alle associazioni che continuano a rivendicare una maggior coinvolgimento in un’operazione destinata a cambiare volto ai servizi sanitari. E che non si accontentano di un “dialogo carsico”, ma vorrebbero “un vero confronto”. «Vorrei fare chiarezza sulla questione del nuovo ospedale - dice il sindaco - che, mi preme sottolinearlo, è all’interno del programma di mandato. Ed è stato messo lì perché sono state fatte molte riflessioni in precedenza. Quando ho parlato di dialogo carsico mi riferivo a un problema che tutti sanno, che è reale e che dagli anni ’70 attraversa la città senza che però sia stato affrontato in maniera definitiva. Alla fine degli anni ’70, infatti, si decise di non fare nulla perché il dibattito era faticoso. Idem negli anni ’80. E così siamo arrivati ad oggi, con un risultato che è sotto gli occhi di tutti: Livorno è l’ultima grande città della Toscana ad aver affrontato questo tipo di problema»


“VECCHIO” OSPEDALE
La riconversione del presidio
nella variante al piano strutturale

 Il discorso cambia, invece, per ciò che riguarda la destinazione futura dell’area dell’ospedale di viale Alfieri. «In questo caso - precisa Cosimi - sono stati presi pubblicamenti degli impegni che definiscono il percorso di riconversione in relazione all’approvazione dei nuovi strumenti urbanistici». In poche parole, ciò significa che la variante generale al piano strutturale permetterà un ampio confronto sul futuro dell’attuale presidio ospedaliero. «Lo svolgimento temporale di questi impegni - chiarisce il sindaco - consentirà di mantenere in piedi nell’attuale ospedale un’offerta di salute di buona qualità in attesa della realizzazione della nuova struttura. Inoltre, l’apertura della discussione, ai fini dell’approvazione dei nuovi strumenti urbanistici, declinerà nella partecipazione il cambiamento della vocazione di quell’area». E’ la conferma che saranno le procedure per la revisione del piano strutturale a garantire la partecipazione.


LA PROPOSTA DI ROSSI
Affronteremo il referendum: il dissenso
non scalfisce il ruolo delle istituzioni

 La proposta avanzata sul Tirreno dal costituzionalista Emanuele Rossi - un grande dibattito sulla base della legge regionale sulla partecipazione, in alternativa al referendum sulla localizzazione dlel’ospedale - non sembra convincere il primo cittadino.
 «La partecipazione dei cittadini alle scelte per il futuro della città è necessaria e dovuta - afferma - E sulla questione dell’ospedale, sono proprio gli strumenti urbanistici e gli atti del consiglio comunale a garantirla. Referendum? Legge regionale sulla partecipazione? Sinceramente non capisco per quale motivo la politica debba assumere il livello della mediazione. E neppure perché i cittadini livornesi dovrebbero trovare in queste forme un tipo di percorso più garantista».
 «Ciò che sottende a questa riflessione - prosegue - è il fatto che le istituzioni avrebbero bisogno di una terza autorevolezza che in qualche modo le renda maggiormente validi. Io non la vedo così: i cittadini che promuovono il referendum sono ugualmente rappresentati come tutti gli altri dalle istituzioni, e possono e debbono rappresentare la loro difformità di pensiero senza che questo scalfisca minimamente il ruolo che le norme conferiscono alle istituzioni. Altrimenti, quale sarebbe quella amministrazione che si pone un obiettivo oltre il proprio mandato amministrativo? E quale amministrazione affronterebbe temi impopolari, magari di legittimità e di di legalità, che potranno dare i frutti negli anni a venire? Non c’è nessuna rigidità nella posizione dell’amministrazione comunale, tant’è vero che su questo tema intendiamo mantenere un clima di sereno dibattito che consenta di comprendere la complessità e la portata di questa operazione che, non a caso, incrocia finanziamenti regionali: siamo infatti di fronte alla ristrutturazione completa dell’offerta di salute tra Livorno e Collesalvetti e alla riflessione sul ruolo di un ospedale con specialità sovraprovinciale.


INFRASTRUTTURE
Demoliremo il cavalcaferrovia
Ok al parcheggio Benamozegh

 Alessandro Cosimi non nasconde il suo cruccio: il ritardo nella realizzazione delle opere pubbliche. Un esempio? Il parcheggio ex Odeon, che sarà pronto solo a fine anno e che entrerà in funzione nel 2011. «A Torino - ammette il sindaco - per un’opera analoga sono stati sufficienti 14 mesi di lavoro». Non aggiunge altro: noi ricordiamo che la demolizione dell’ex cinema teatro è datata luglio 2007...
 Ma a proposito di parcheggi, c’è un’importante novità: gli uffici tecnici del Comune stanno elaborando un parcheggio in piazza Benamozegh, con un piano interrato e due in superficie. «I dettagli tecnici non li conosco - spiega Cosimi - ma sarà una struttura “leggera” che contribuirà a risolvere il problema della sosta in centro». Intanto l’assessorato alla mobilità ha avuto il via libera per il progetto del parcheggio alla Bellana. «Si farà - ammette il sindaco - ma il progetto dovrà essere il meno impattante possibile». Alessandro Cosimi attende anche notizie sul Lotto Zero e sulle ricadute economiche. Buona parte dei milioni che arriveranno per le “opere di compensazione” sarà infatti investita per mettere in sicurezza la Variante Aurelia tra Stagno e Livorno Sud/Salviano e soprattutto per abbattere il cavalcaferrovia. «Fosse per me - conclude Cosimi - realizzerei il sottopasso vicino al Corralo, ma questa è una scelta che compete ai tecnici». Intanto nei prossimi giorni partiranno i lavori per la realizzazione del nuovo deposito dell’Atl in via del Levante.


PORTO
La variante anticipatrice del Prg
un punto di svolta per Livorno

 La prossima settimana sarà all’esame del consiglio comunale la variante anticipatrice del Piano regolatore del porto. «E’ dal 1953 che la città aspetta questo provvedimento - afferma il sindaco - che costituirà la spinta di questa amministrazione a sviluppare un’idea di città dinamica, pronta a utilizzare tutti gli strumenti di finanziamento per determinare un cambiamento delle infrastrutture. E il porto è il punto fondamentale: con il Comune di Pisa e la Regione Toscana è stata messa a punto una vera e propria rivoluzione, visto che non ci sarà più il conflitto con l’espansione a nord del porto».


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