
Formazione
Benvenuto
Benvenuto
Torna l'allarme per la raffineria. Il segretario Cgil Maurizio Strazzullo: «Tempo scaduto» - La Nazione Livorno
«Rispetto dei patti senza se e senza ma. Subito il piano industriale per Stagno»
di PAOLA ZERBONI
— LIVORNO —
«FOSSI IN VOI spererei in un compratore». La doccia fredda per Livorno è arrivata sulla scia delle parole pronunciate domenica, a margine del suo intervento alla Stazione Leopolda di Pisa (per la giornata conclusiva del Festival Manifutura 2010, la kermèsse sui temi dell’impresa promossa da Nens, associazione fondata da Pierluigi Bersani e Vincenzo Visco) dal numero uno di Eni, l’amministratore delegato Paolo Scaroni. Per «voi» s’intende, appunto, la città dei Quattro Mori e la sua provincia in generale. E, in particolare, la raffineria Eni di Stagno con i suoi mille addetti fra interni e indotto. «Spererei in un compratore», ha detto Scaroni, annunciando, tra l’altro che «lo stabilimento di Livorno è troppo piccolo per cui investimenti importanti non sono pensabili». Una doccia fredda, anzi gelata, che di fatto sembra contraddire quanto dichiarato due giorni prima dal direttore generale della divisione Refining & Marketing del colosso energetico, Angelo Caridi, il quale, pur ammettendo le forti perdite della raffinazione, aveva assicurato che Eni «non ha in programma chiusure degli impianti italiani». Ma allora, chi ha ragione? E soprattutto cosa c’è in vista per l’impianto Eni di Stagno, dove ancora non si ha notizia del piano industriale atteso da novembre, dopo l’accordo sottoscritto il 17 settembre 2009, al Ministero per lo sviluppo economico, quando si scongiurò l’ipotesi di vendita al fondo d’investimento statunitense Klesch & Co.?
«LA COSA che mi rammarica di più — è il commento di Maurizio Strazzullo, segretario della Cgil livornese — è dover apprendere certe dichiarazioni dalla stampa, mentre noi siamo ancora in attesa del piano industriale. Gradirei che ci dicessero, una volta per tutte e in modo chiaro, cosa intendono fare, visto che non più tardi di venerdì, sempre sulla stampa avevamo accolto con speranza le rassicurazioni del direttore generale Caridi. Questa altalena ci lascia perplessi e ci impone di tornare a chiedere in tempi brevi la data dell’incontro per la presentazione del piano industriale, di cui ancora non si ha notizia. E l’aspettiamo da novembre. Alla luce delle parole di Scaroni, il silenzio è ben più che allarmante».
ALLARMATI, per il silenzio sul piano industriale, e per le parole dell’amministratore delegato di Eni Scaroni, lo sono senz’altro i dipendenti della raffineria. E i loro rappresentanti nelle Rsu, il «parlamentino» interno di fabbrica. «Non siamo stati a guardare — dice Fabrizio Musto, segretario della Filctem — anzi, lo scorso 15 gennaio, tramite le nostre segreterie nazionali, abbiamo chiesto la riapertura del tavolo sugli accordi sottoscritti a settembre e firmati al ministero dello sviluppo economico. Perché al di là delle dichiarazioni sui giornali, ci interessa capire bene cosa succede a Livorno, sul fronte degli investimenti per la raffineria di Stagno e sul fronte occupazionale,per i dipendenti interni e per i lavoratori esterni. Ricerca, sviluppo e consolidamento occupazionale sono i tre punti fondamentali dell’accordo che abbiamo firmato. E non solo noi. Lo hanno firmato le istituzioni locali, lo ha firmato la Regione, lo ha firmato soprattutto Eni che ora deve essere chiamata con forza al rispetto degli impegni presi. E non si può stare ad aspettare oltre».
paola.zerboni@nazione.net
IL SINDACO COSIMI: «Non sono né tranquillo né preoccupato»
«LE PAROLE di Scaroni? Non mi preoccupano, né mi tranquillizzano». Non si strappa i capelli, il sindaco Alessandro Cosimi (nella foto) dopo l’«uscita» dell’amministratore delegato di Eni sul futuro della raffineria livornese. «Mi attengo agli impegni che Eni ha preso e firmato a settembre — comenta il primo cittadino. E il futuro dell’impianto di Stagno si gioca su tre gambe: ci sono i sindacati, che hanno un ruolo nazionale, oltgreché locale, c’è l’elemento territoriale, che è quello che interessa a noi, e c’è la terza gamba, il rapporto diretto con Eni e le possibilità che ha qui la raffineria di Livorno. Le prospettive di sviluppo ci sono, gli impegni pure». Gli impegni, lo ricordiamo, riguardano la presenza della raffineria di Livorno come «fattore cruciale per il futuro dell’economia del territorio».
«LA PRESENZA di Eni — recita il documento firmato a Roma il 17 settembre scorso — sul territorio livornese deve essere garantita oltre la specifica questione della raffineria, poiché costituisce un fattore non eludibile per le prospettive di tutto il territorio livornese;in ogni caso, qualsiasi soluzione per la raffineria deve positivamente affrontare: investimenti adeguati per l’innovazione di processo che consentano di traguardare l’impianto per il lungo periodo; il mantenimento dei livelli occupazionali diretti e dell’indotto; la tutela dei diritti acquisiti dai lavoratori; la tutela effettiva della salute, della sicurezza e dell’ambiente; per dare concretezza a quanto convenuto si individua il Ministero per l’economia e lo sviluppo quale sede di monitoraggio e confronto in stretto collegamento con le istituzioni, l’azienda e le organizzazioni sindacali. Gli incontri saranno attivati immediatamente su richiesta delle parti e, comunque non appena si presentino soluzioni industriali; In questo ambito, Eni si è impegnata prima dell’avvio di negoziati concludenti, a presentare il progetto industriale».
LA PROPOSTA PARDINI (CISL)
«PAROLE che pesano come un macigno». Non usa mezzi termini, Giovanni Pardini (nella foto), segretario provinciale della Cisl nel commentare quanto dichiarato dall’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, sul futuro tutt’altro che roseo della raffineria di Stagno. «Mi pare che non lascino molto spazio a dubbi d’interpretazione — dice il numero uno della Cisl — e mi pare anche che non ci sia più tempo da perdere. Il tempo delle attese è finito e se noi stiamo qui ad apsettare una risposta unilaterale da parte di Eni, senza offrire una controproposta seria per l’impianto di Stagno e per le sue prospettive, non rischiamo più soltanto di perdere anche l’ultimo treno». Pardini è convinto che l’unica strada sia progettare per Livorno quel polo energetico su cui si è già espresso più volte, e che vuol fare della nostra provincia un’area dell’energia, utilizzando le diverse entità economiche presenti a partire dal rigassificatore a Livorno, alla possibilità di averne un altro all’interno di un progetto industriale più vasto a Rosignano. «Un piano — ribadisce — che deve essere valutato non solo per i benefici rivolti a questa area , a nostro avviso, per tutta la provincia, Val di Cornia compresa». «Abbiamo Enel con le due centrali da convertire — dice Pardini — , c’è Eni con la sua raffineria. La stessa Eni che sta investendo nella ricerca e sulle fonti rinnovabili, solare, biocarburanti ed altro. E l’area della provincia di Livorno, per la sua posizione strategica, e per la sua vicinanza ai centri di eccellenza nella ricerca come l’Università di Pisa, ha tutte le potenzialità per diventare un terreno di sperimentazione oltre che per la raffinazione, per i nuovi progetti legati alle fonti rinnovabili in un percorso di evoluzione in cui inserire anche la termovalorizzazione dei rifiuti. In questo quadro si inseriscono anche l’Olt, tra Livorno e Pisa e il rigassificatore di Rosignano».
«DOBBIAMO metterci insieme, per formulare una proposta sistematica che renda attrattivo il nostro territorio — aggiunge — e in questo senso un ruolo importante lo gioca la Regione, che dovrà farsi sentire anche se ci sono le elezioni, il Ministero per la parte che riguarda le bonifiche. Se perderemo altro tempo sfumerà l’occasione, confermando l’alibi di chi ha già deciso di guardare altrove. Poi Eni, ci potrà anche rispondere “no, grazie”, ma almeno avremo fatto tutto il possibile. Altrimenti continueremo a rincorrere le emergenze, e assisteremo soltanto alla lenta agonia dell’impianto di Stagno. E non solo di quello».
pa.zer.
LE REAZIONI KUTUFà: «ALLARMISMO INGIUSTIFICATO»
«Rimango moderatamente fiducioso»
IL PRESIDENTE della Provincia, Giorgio Kutufà (nella foto), non reputa ci siano rischi per il futuro della raffineria di Stagno. Dice che resta «moderatamente fiducioso», ritiene che la situazione si risolverà positivamente e che in fondo Scaroni ha solo «confermato la sua cautela sulle prospettive della raffinazione in Italia e, quindi, anche a Livorno». Sempre secondo il presidente della Provincia, in fondo l’amministratore delegato di Eni «ha rappresentato una situazione di difficoltà globale». Dice ancora il numero uno di Palazzo Granducale: «In sostanza Scaroni ha confermato che l’Eni resta a Livorno, continuerà a gestire lo stabilimento e ciò sarà confermato anche dal piano industriale che entro poche settimane sarà reso noto. Non posso sapere in quali termini sranno effettuati gli investimenti, ma preme ricordare chre ci sono impegni ben precisi che
sono certo saranno onorati».
DECISAMENTE preoccupati sono invece Andrea Ghilarducci e Vittorio Vittori di Sinistra Ecologia
e Libertà Livorno. «Le dichiarazioni dell’amministratore delegato dell’ Eni sul futuro della nostra raffineria — scrivono Ghilarducci e Vittori — destano legittime preoccupazioni e contrastano con altri e recentissimi pronunciamenti di dirigenti dell’Eni. L’impressione è che ci sia una qualche confusione tuttora sotto il cielo dell’Eni. Il nostro territorio
e la Toscana — continuano — devono essere attivi promotori del chiarimento e sollecitatori di una prospettiva che garantisca continuità industriale
ed occupazionale a quell’area. Sono stati assunti impegni in tal senso, in ambito ministeriale,
e per la bonifica delle aree industriali». Poi l’invito ai nostri politici: «Occorre un impegno da subito delle rappresentanze parlamentari del territorio,
di maggioranza e di opposizione, delle istituzioni locali e regionali — concludono — i sindacati
ed i lavoratori faranno la loro parte, noi siamo
al loro fianco.
Altri articoli di Formazione

News Correlate


Scopri anche...

CONFINDUSTRIA TOSCANA
CENTRO E COSTA
Delegazione di Livorno
Via Roma, 54 - 57126 Livorno
Tel. +39.0586.263011
Fax +39.0586.804192
Delegazione di Massa Carrara
Viale XX Settembre 118, 54033 - Carrara (MS)
Tel. +39.0585.846326
Fax +39.0585.841901
Email segreteria.lims@confindustriatoscanacentroecosta.it
PEC info@pec.confindustrialivornomassacarrara.it
CONFINDUSTRIA
LIVORNO
MASSA CARRARA
Via Roma, 54
57126 Livorno