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Lucchini, vertice a Brescia sulle intenzioni di Severstal - La Nazione Piombino
Bosi: «Sono preoccupato per la possibile cessione dello stabilimento»
— PIOMBINO —
VERTICE A BRESCIA del gruppo Lucchini. Bocche cucite a Piombino sulla vendita di Severstal del pacchetto azionario di maggioranza. Domani l’incontro con le organizzazioni sindacali. Alexei Mordashov, proprietario della russa Severstal, che cinque anni fa rilevò il 79% delle azioni Lucchini versando alla famiglia bresciana 770 milioni di euro, sembra infatti intenzionato a vendere la partecipazione per concentrare le sue attività sulle aziende dell’ex Urss dove i costi di produzione sono più bassi. La crisi ha fatto scendere il prezzo dell’acciaio e quindi produrre in Italia è meno conveniente rispetto a 5 anni fa. Severstal ha già scelto la banca per gestire l’operazione, la Deutsche Bank. Tra i possibili acquirenti sembra in prima fila la cinese Baosteel anche se non si può escludere un clamoroso ritorno di Lucchini che ha comunque il 20% delle azioni.
IN CITTà tutti ormai stanno attendendo il nome del nuovo proprietario dello stabilimento dividendosi fra pro e contro il colosso orientale. Fra i contrari c’è il candidato Udc alla guida della Regione, l’onorevole Francesco Bosi. «Sono preoccupato per la possibile cessione della Lucchini ad un nuovo gruppo, purtroppo il tutto avviene nella più completa assenza di un’autorevole politica industriale italiana. Siamo diventati terra di conquista per gli investitori stranieri, serve da parte del Governo un intervento forte, non si può permettere che un territorio che ha dato tanto all’industria italiana sia abbandonato a se stesso — incalza il sindaco di Rio Marina — chiunque dovesse acquistare la fabbrica, sappia che non può prescindere da regole e politiche del lavoro che appartengono alla dignità di tutti i lavoratori del nostro paese. Se le voci autorevoli su presunti interessi cinesi fossero confermate, dico chiaramente che le fabbriche piombinesi appartengono alla storia ed alla tradizione di un territorio che ha la produzione siderurgica nel suo Dna. Comprendo gli sforzi di chi lancia appelli alla diversificazione, ma il problema andava affrontato molti anni fa, oggi non possiamo che prendere atto di questa volontà, ma nel frattempo non possiamo dimenticare chi ancora oggi è impiegato nell’industria. Sosterrò tutti quegli interventi nelle sedi istituzionali a sostegno degli insediamenti e dei lavoratori della Lucchini sul territorio piombinese portando la questione all’attenzione del governo».
MA IN QUESTO momento l’acciaieria piombinese è in ripresa dopo la crisi del 2009. Sono previsti ordini per due milioni di tonnellate nel 2010, un livello di poco inferiore a quelli ante-crisi. E al di là di chi potrà essere il nuovo proprietario, l’obiettivo è salvaguardare il futuro della fabbrica e i posti di lavoro.
m.p.
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