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Tremonti blocca la legge sui porti Il Pd: schiaffo a Matteoli - Il Tirreno Livorno

 


 
La riforma si arena sull’autonomia finanziaria Filippi: «Il ministro dei trasporti è senza portafoglio»  
 
 LIVORNO. Il ministro Tremonti ha bloccato la riforma sui porti. Ieri il consiglio dei ministri non ha esaminato - come invece era previsto - il testo di legge a causa dell’opposizione del ministro del tesoro sul capitolo dell’autonomia finanziaria delle Autorità Portuali. Un’opposizione dettata da esigenze di cassa, dato che - con l’autonomia finanziaria - lo Stato dovrebbe rinunciare a 400 milioni di euro l’anno a favore delle Autorità Portuali, il 5% del gettito dei porti. «Matteoli è ormai un ministro senza portafoglio» ha commentato, caustico, il senatore del Pd Marco Filippi, critico per lo stop imposto dal governo al disegno di legge sui porti. «Ancora una volta una riforma decisiva per le nostre infrastrutture, ed in un settore sotto pressione come quello dei porti, si è dovuta fermare di fronte al fatto che il ministro dell’Economia non vuole investire un euro su settori su cui non ha il pieno controllo. Eppure - prosegue Filippi - si è già lavorato tanto su questo tema, anche in Parlamento, e non si capisce cosa impedisca di dare il via ad una riforma che consenta al sistema dei porti di reinvestire e valorizzare al suo interno le risorse finanziarie che produce». Il gruppo Pd al Senato aveva accettato il testo di riforma pur non condividendolo del tutto. «Ma è chiaro - dice Filippi - che, mancando l’autonomia finanziaria, per noi non se ne fa più niente». «A questo punto - chiosa il senatore livornese - è bene mettere fine alle ipocrisie e sia direttamente il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, a venire in commissione ad illustrare come intende affrontare il rilancio del sistema portuale italiano».


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