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Il grido di Rossi: Toscana svegliati - Il Tirreno Toscana

 


 
«Sì alla concertazione se è rapida, altrimenti sono pronto a decidere io»  
 
 
 
Messo da parte il “martinismo” Autosufficienza energetica e sviluppo delle fonti rinnovabili  
 
DALL’INVIATO MARIO LANCISI  

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 PISA. «Rispetto al passato avverto l’esigenza che i tempi di decisione del governo regionale siano più accelerati. La concertazione va bene, purché non diventi la mediazione della mediazione. Il tempo non è una variabile indipendente. Si discuta, ma poi si decida anche rapidamente. Si governi». E’ partita dal Palazzo dei congressi di Pisa, ieri sera, la corsa di Rossi alla successione di Martini nel segno della discontinuità rispetto all’attuale presidente. Discontinuità che Rossi ha marcato fin dal primo giorno della sua candidatura.
 «Il martinismo è finito. Rinnoverò tantissimo rispetto all’attuale governo», disse il 20 novembre, ad una tv fiorentina.
 Claudio Martini non se la prese. Anzi benedì l’aspirante successore: «Enrico è quello di cui la Toscana ha bisogno adesso. Lui è più tosto e grintoso di me. Io sono più pacato, dopo dieci anni di Zen ci voleva uno come lui».
 Corsa solitaria. Da ieri la campagna elettorale è partita. Da Pisa. «Ho scelto Pisa perchè qui adesso c’è l’urgenza di dare risposte immediate e concrete a cittadini e imprese dopo l’alluvione. Pisa poi è anche il mio punto di partenza naturale, perchè è qui che ho costruito la mia carriera politica», ha spiegato Enrico Rossi.
 Una campagna strana. Rossi corre da solo, per ora. C’è sì il candidato dei radicali Oliviero Toscani, ma l’avversario che conta, quello del centrodestra, ancora non è stato ufficializzato. Rossi non ha avuto concorrenti nel Pd: Federico Gelli (che ha scritto una newsletter di appoggio) si è ritirato all’ultimo momento e le primarie non si sono tenute. «Le primarie sono uno strumento della politica moderna, non una legge di Dio - ha spiegato in sintonia con Bersani -. Il fatto che alla fine il centrosinistra abbia trovato un’intesa su un nome solo, non è segno di debolezza, ma di autorevolezza della politica, soprattutto in tempi di crisi economica».
 Toscana, svegliati. Già la crisi economica. La Toscana è seduta da anni. «Si deve svegliare», disse due anni fa Martini al nostro giornale. Lo ha ripetuto anche Toscani nei giorni scorsi. E lo sottolinea adesso anche Rossi. D’accordo, dare una scossa alla Toscana, ma come? La risposta dell’ex sindaco di Pontedera riguarda intanto il metodo.
 L’economia è come una grande ammalata. Occorrono cure appropriate, ma anche tempi rapidi. «Non è vero, come è stato scritto, che sono contro la concertazione. Lungi da me l’idea di un uomo solo al comando. Ma se al tavolo della concertazione i tempi delle decisioni diventano infiniti, allora non si va da nessuna parte. E’ la paralisi. Quando invece l’economia globale esige risposte celeri, se vogliamo essere competitivi», spiega Enrico Rossi.
 Sviluppo di qualità. Il filo conduttore della campagna elettorale dell’attuale assessore alla sanità sarà l’economia. La sfida sulla quale gioca la sua possibilità di vincere.
 «In Toscana la crisi ha colpito tutti i settori. A vario titolo sono coinvolti almeno 150mila toscani. Dobbiamo continuare ad intervenire per superare l’emergenza e nello stesso tempo costruire le basi per ripartire quando la crisi finirà. Sarà questa la priorità del prossimo governo regionale», ha sottolineato Rossi. Che ha aggiunto: «Occorre uno sviluppo di qualità, basato su ricerca, tecnologie e sul distretto energetico».
 Distretto energetico. A proposito di energia, Rossi ha sostenuto che anche la decisione sul no al rigassificatore di Rosignano può essere rivista.
 «Tutto si può discutere. Purchè sia chiaro l’obiettivo: la Toscana deve diventare una regione non solo autosufficiente dal punto di vista energetico, ma in grado di fornire energia al resto del paese. Al tempo stesso dobbiamo contribuire a ridurre le emissioni in atmosfera. Per questo la Toscana deve diventare una regione leader nell’uso delle fonti rinnovabili e nelle tecnologie per il risparmio e l’efficienza energetica. Vorrei una regione sempre meno dipendente dal petrolio».


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