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«Regalino» di fine anno: 750mila euro dal patto - La Nazione Rosignano

 

 
Rosignano è uno dei Comuni virtuosi per la spesa
 
 — ROSIGNANO —
IL COMUNE di Rosignano è uno dei 33 enti «virtuosi» della Toscana che hanno rispettato il patto di stabilità e quindi hanno ottenuto una deroga ai limniti di spesa imposti dal governo. Per Rosignano sono stati autorizzati 751 mila euro a fronte degli 800 mila richiesti. Così potranno essere subito pagate, prima della fine dell’anno, molte imprese che per quel patto non potevano vedersi saldare le fatture di lavori già effettuati, nonostante che in cassa i Comuni i soldi per farlo, paradossalmente, ce li avessero. Un risultato reso possibile dalla cessione di 100 milioni della quota di liquidità della Regione agli enti locali. Solo però a quelli ‘virtuosi’, perché così, al massimo, ammette la norma nazionale: ovvero ai Comuni e alle Province che nel 2007 hanno rispettato il patto di stabilità, che hanno un numero di dipendenti, rispetto alla propria popolazione, inferiore alla media nazionale e che l’anno scorso, per la spesa corrente (che è quella che riguarda i costi dell’amministrazione e i servizi stabilmente erogati), non hanno speso più della media dei tre anni precedenti, dal 2005 al 2007.
LA GIUNTA regionale aveva assunto il provvedimento dieci giorni fa, appena ricevuto il via libera dal ministero dell’Economia, e tutte e 33 le domande che sono arrivate negli uffici della Regione dagli enti locali potranno essere soddisfatte, quasi nella loro interezza. Complessivamente i 32 comuni e la provincia di Livorno avevano infatti chiesto di superare i limiti del patto di stabilità per 106 milioni: lo potranno fare per 100 (e quindi al 94 per cento).
«Si tratta di un ottimo risultato – commenta l’assessore la bilancio della Regione Toscana, Giuseppe Bertolucci — che ha consent ito di utilizzare al meglio tutte le risorse pubbliche disponibili sul territorio. Abbiamo operato un imponente lavoro di verifica e di ricognizione dello stato di attuazione dei programmi - e, ove possibile, di riprogrammazione degli stessi. E in questo modo abbiamo trovato 100 milioni di potenziale liquidità per pagamenti non richiesti entro la fine dell’anno e che abbiamo ‘ceduto’ agli enti locali che ci hanno chiesto sostegno. Con un patto di stabilità a compartimenti stagni quei 100 milioni sarebbero rimasti tutti nelle casse pubbliche».


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