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Orientagiovani,la parola d'ordine è fare impresa - Il tirreno

 


Tecnici e professionisti del turismo contro la stagionalità del lavoro  
 
 
 
Per le aziende locali il futuro è nella filiera nautica e nelle vacanze legate all’ambiente  
 
VALENTINA LANDUCCI  



 PORTOFERRAIO. Tecnologie per la nautica, promozione turistica in ambito sportivo, nuove professionalità per rafforzare il binomio turismo e ambiente e renderlo appetibile 12 mesi l’anno.
 Da qui passa il futuro dell’imprenditoria isolana. E questi saranno alcuni dei settori sui quali i giovani dell’isola dovranno concentrarsi se intendono trovare un’occupazione all’Elba. O almeno ne sono convinti Tiziano Nocentini, della Nocentini Group, Antonio Martella, direttore del cantiere Esaom, e Marco Mantovani, patron della Locman che alcuni giorni fa, grazie ad un’iniziativa promossa dalla Confindustria di Livorno, hanno incontrato gli studenti delle scuole superiori di Portoferraio raccontando le proprie storie imprenditoriali e dando qualche dritta su come cavarsela un domani nel mondo del lavoro. La parola d’ordine? Essere imprenditori di se stessi e imparare a fare impresa.
 «La prima industria dell’Elba è il turismo - spiega Nocentini - e tutto ruota intorno a questo tipo di attività. Dobbiamo però comprendere che non possiamo più permetterci di lavorare tre o sei mesi l’anno e poi vivere con la disoccupazione, che è diventata un secondo lavoro. Dobbiamo puntare a diversificare e arricchire l’offerta».
 Come? Dall’Orientagiovani elbano è arrivato qualche suggerimento. Anzitutto la possibilità di sfruttare in chiave imprenditoriale l’ambiente. «C’è un parco naturale - continua Martella - c’è un mare da scoprire intorno all’isola. Ma soprattutto c’è un clima che consente di uscire in barca anche in periodi di bassa stagione. Sfruttiamo queste potenzialità. Un’idea? Formiamo dei “piloti del Parco”: figure professionali a metà tra quella del marinaio e quella della guida naturalistica pronte a far conoscere il territorio tutto l’anno, i luoghi, le risorse e anche le regole tra le quali orientarsi». Per Martella una delle risorse meno sfruttate sull’isola è il turismo sportivo. «Bici, corsa, rally - continua il direttore di Esaom - anche in questo caso potenzialità che restano latenti, ai margini, ma che potrebbero rappresentare un arricchimento dell’offerta turistica elbana».
 Più difficile ragionare in termini imprenditoriali sul fronte delle imprese artigiane: cosa inventarsi su un’isola dove anche l’idraulico e l’elettricista lavorano soprattutto in funzione della stagione turistica? «Prendiamo Esaom - continua Martella - che per le proprie lavorazioni si rivolge prevalentemente alle imprese artigiane del territorio. Ebbene, se dobbiamo rifare un impianto elettrico su una imbarcazione dobbiamo contattare ditte non elbane: c’è una scuola che sforma decine di elettricisti l’anno ma non c’è un corso che li formi per saper lavorare su un’imbarcazione».


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