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E sui «parlamentini» portuali si abbatte la scure di Brunetta - La Nazione
Pronto il decreto per snellire l’apparato delle Authorities
di ANTONIO FULVI
— LIVORNO —
LA SCURE del ministro per l’amministrazione e l’innovazione Renato Brunetta si abbatte anche sulle Autorità portuali. Con un decreto di prossima emanazione, che sta già circolando come bozza informativa, verrà imposto alle Authorities di ridurre i «parlamentini» portuali, ovvero i comitati costituiti dalla legge 84 del 1994, tagliando la metà dei rapprsentanti dei sindacati e la metà dei rappresentanti degli imprenditori.
SECONDO il ministro, l’effetto sarà duplice: risparmiare sui gettoni di presenza, ma specialmente snellire e velocizzare il varo delle pratiche — concessioni demaniali comprese — che oggi per legge i presidenti delle Authorities devono sottoporre ai pletorici comitati portuali. Dove è consueto che gli imprenditori siano chiamati ad esprimersi su pratiche e concessioni che li riguardano direttamente — e sono quindi giudici di se stessi — e i sindacati per principio non fanno passare alcuna proposta che in qualche nodo sfiori situazioni precostituite del lavoro in banchina. Se il ministro Brunetta punta a risparmiare risorse pubbliche e tempi operativi, i primi commenti all’iniziativa sono però tiepidi, sia pure con qualche eccezione.
IL PRESIDENTE della Port Authority di Livorno Roberto Piccini è tra gli scettici. «Ritengo che un provvedimento del genere, che peraltro porterà a risparmi molto modesti e del tutto sproporzionati alle tensioni sociali che potrebbe innescare — dice — , dovrebbe semmai essere adottato nell’ambito della attesa riforma della legge 84/94. Nel merito poi — dice ancora Piccini — sono i sindacati per primi a proporre, se l’obiettivo è di risparmiare risorse, la totale rinuncia ai gettoni di presenza, rendendo i comitati portuali totalmente “no cost” come le commissioni consultive». Una proposta, questa dei sindacati, che però nessuno ha ancora formalizzato, almeno a Livorno.
DOVE IL GETTONE val soltanto — sempre secondo l’Authority — intorno ai 50 euro a botta, contro i 110 del gettone di Genova e di qualche altro scalo del sud Italia. Coonsiderato che il comitato portuale difficilmente si riunisce più di dieci volte all’anno, non si tratterebbe di un gran sacrificio. Ma c’è anche chi alla proposta di farlo, il sacrificio, storce la bocca, chiamando a giustificazione «questioni di principio».
TRA CHI INVECE vede l’iniziativa del ministro Brunetta non totalmente in negativo c’è il presidente della Port Authority di Piombino Luciano Guerrieri. Che è tra l’altro uno dei più ascoltati vicepresidenti nazionali di Assoporti. Secondo Guerrieri l’iniziativa del ministro Brunetta deve essere valutata con attenzione, prima di bocciarla totalmente. «Perché — spiega Guerrieri — mette il dito su una piaga che effettivamente esiste, quella dei comitati portuali pletorici e spesso difficili sia da convocare che da gestire.» «Se vogliamo considerare i porti come aziende votate all’efficienza- conclude il presidente della Port Authority di Piombino — i comitati delle Authorities vanno profondamente snelliti. Semmai possiamo discutere sul come».
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