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L'Aurelia mangiata dall'autostrada

 

LA NAZIONE - ROSIGNANO


 



di LUCA FILIPPI — CECINA - ROSIGNANO —
CANCELLATA. La gloriosa strada statale numero 1 «Aurelia» scomparirà con l’avvento della nuova autostrada A12. Se non «fisicamente», almeno nel nome. Il motivo è semplice: la «Tirrenica» verrà realizzata allargando la vecchia Variante. Una sorta di sovrapposizione del corridoio autostradale ad iniziare da Vada per poi arrivare, lotto dopo lotto, fino a Civitavecchia. Quindi, il nuovo tracciato sarà la prosecuzione dell’A12 annullando chilometro dopo chilometro il nome Aurelia. Esiste, esisterà, ma sarà cancellata dalle cartine stradali. Già, perché quella che era la «vecchia Aurelia» che si allungava da Roma a Genova attraversando i paesi e le città, nella nostra zona è già stata soppiantata, anni fa, da una fredda dicitura burocratica: strada provinciale 39. Così, prima sfrattata dal suo tracciato storico, rimasto indelebile nell’immaginario collettivo grazie al film «Il sorpasso», ora l’Aurelia viene scacciata anche dalla sua sede più recente, la superstrada a quattro corsie che negli anni ’80 ha cambiato lo stile di vita delle nostre cittadine.
UNA SUPERSTRADA che ha tolto le lunghe file di camion e i semafori dalle città «americane», costruite cioè lungo i lati della «main street», la strada principale. Basta rivedere le foto di trent’anni fa di Cecina, Rosignano Solvay, Donoratico, San Vincenzo, Venturina, per capire come è cambiato il paesaggio urbano. L’Aurelia però ha dato un’impronta ben precisa a tutta la provincia di Livorno. Ora, con la nuova autostrada però richiamo di perdere progressivamente il nome. Intanto ci sarà un «buco» tra Cecina e Vada di 4 chilometri: il primo lotto dei lavori ha un inizio previsto per il 16 dicembre. Quando le opere saranno completate e verrà aperta la prima tranche dell’A12, l’Aurelia perderà il primo pezzo. E il territorio vedrà scomparire un nome storico. Negli Stati Uniti quando le autostrade hanno soppiantato la mitica «Route 66» che attraversa da costa a costa tutto il paese, si sono resi conto che era un danno perdere la memoria di una strada che aveva fatto la storia. Così hanno recuperato i vecchi tracciati e vanno ben fieri del numero «66» che ha messo in moto anche un movimento turistico notevole. Noi, abbiamo la Statale numero 1 Aurelia e la stiamo cancellando così, senza preoccuparci di conservare in qualche modo il nome e la funzione storica e di traino turistico.
D’ALTRA PARTE è vero che la discussione sulla nuova autostrada ha impegnato tutti su argomenti molto concreti come il pagamento del pedaggio e il rischio di un impatto ambientale elevato facendo passare in secondo piano aspetti più «metafisici» come il tracciato e il nome dell’Aurelia. Però esiste anche questo problema e dovrà essere affrontato anche in tempi brevi perché tutto il territorio rischia realmente di perdere un simbolo e un pezzo di storia che ha valori sia culturali che economici.















SALVIAMO IL VALORE AGGIUNTO



 



PER ANNI l’Aurelia è stata tragicamente legata agli incidenti stradali. Tutto il traffico si riversava lì. Una striscia d’asfalto contornata da due file di platani: una sorta di scenario perfetto per scontri terribili fra camion, auto, moto e anche trattori, perché là dove passava il traffico nazionale, si spostavano anche le macchine agricole della zona. Ma l’Aurelia è stata anche vita, libertà. Il contatto con il resto del mondo. La strada che ha permesso lo sviluppo economico della nostra zona. Poi, finalmente, negli anni Ottanta, sono stati aperti via via i lotti della nuova superstrada. La Variante Aurelia. Quattro corsie, due carreggiate separate dal muretto new jersey che via via hanno drasticamente ridotto il tasso di incidenti e il numero delle vittime.
UN TRACCIATO praticamente parallelo a quello della vecchia Aurelia che è rimasta attiva per gli spostamenti brevi. Da Vada a Cecina, da Castiglioncello a Rosignano, da Bibbona a Donoratico, da Venturina a San Vincenzo. Ma la vecchia Aurelia non è rimasta in funzione solo per un motivo pratico: è diventata anche una «scenic drive», una strada panoramica molto frequentata da turisti in bicicletta specie fra Bibbona, Bolgheri e Donoratico. Il problema è che la vecchia Aurelia ora si chiama «strada provinciale 39», una denominazione assai poco accattivante. Non sarà il caso di salvaguardare il nome «Aurelia» così come si pensa a valorizzare un prodotto genuino? Anzi, perchè non si coglie l’occasione per mettere in piedi un’operazione come hanno fatto negli Stati Uniti della Route 66 con alberghi, locali ispirati a stazioni di servizio e vecchie officine? Luca Filippi



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