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SALUTE E LAVORO, UNA SFIDA DA VINCERE TUTTI INSIEME, nota di Gino Barattini Comitato Piccola Industria

 

COMUNICATO STAMPA

SALUTE E LAVORO, UNA SFIDA DA VINCERE TUTTI INSIEME

Gino Barattini (presidente Comitato Piccola Industria Confindustria Livorno Massa Carrara) allarme liquidità. Torniamo a lavorare, in sicurezza.

Siamo entrati nel secondo periodo di proroga del fermo delle attività e la situazione sanitaria sta mostrando fortunatamente qualche elemento di miglioramento rispetto alle scorse settimane.

Invece quella che continua a peggiorare è la situazione economica e sociale, con preoccupanti conseguenze sulle aziende e sui lavoratori di tutti i settori industriale, commerciale, turistico e agricolo.

La produzione è crollata al livello del 1978. Il Centro Studi di Confindustria certifica che, se il blocco si allenterà a maggio, andremo incontro a una caduta del PIL tra il 6 e il 10 per cento. L’impatto del coronavirus sulla produzione e il lavoro è da economia del dopoguerra. Diversi i fenomeni, simili le conseguenze. Con lo stesso spirito del dopoguerra, occorre innanzitutto dimostrare responsabilità nelle parole e nelle azioni. Basta, quindi, polemiche, strumentalizzazioni e flash mob. E’ il tempo dell’unità, di procedere verso un unico obbiettivo: tornare a lavorare, in sicurezza.

Scaduta la seconda proroga al 13 aprile, non possiamo protrarre di una sola settimana il fermo e dobbiamo riprendere le attività.

Il nostro è un territorio di filiere fortemente integrate, dove il blocco della produzione ha già comportato un’interruzione significativa delle attività industriali. Ma perché la recessione già in atto non si trasformi in una depressione dai costi sociali incalcolabili, con la perdita irreversibile di settori-chiave della nostra economia, occorre che il motore produttivo riparta, mettendo al primo posto la sicurezza dei lavoratori.

La nostra industria prevalentemente manifatturiera, costituita da aziende di piccole e medie dimensioni, aveva appena cominciato a lasciarsi alle spalle i tristi effetti della crisi del decennio iniziato negli anni 2007 e 2008, ragione per la quale soffrivano ancora problemi di approvvigionamento, da un lato, e di interruzione della catena dei pagamenti dell'altro.

Ogni ulteriore attesa ci metterebbe definitivamente in ginocchio con la perdita di importanti quote di mercato e di clienti, sia sul mercato interno che su quello estero. Una volta tagliati fuori dalle filiere, nazionali o estere, non saremo più in grado di riposizionarci. Non possiamo assistere alla perdita del patrimonio di specializzazioni, di capacità produttiva e delle nostre maestranze che abbiamo costruito in anni ed anni di lavoro e sacrifici.

Prioritarie devono quindi essere le misure di sostegno al credito, accompagnate dall'azzeramento delle imposte, dallo spostamento dei pagamenti, dalle iniziative di welfare per i dipendenti e non ultima dalla minore burocrazia.

Sono questioni cruciali che ruotano tutte intorno al problema fondamentale della liquidità. Attendiamo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DL liquidità per verificare che le misure di sostegno alle imprese siano effettivamente adeguate ad assicurare la ripartenza delle attività produttive.

La tenuta del sistema economico e delle filiere dipende anche da noi, dalla nostra etica della responsabilità e dai nostri comportamenti. Per questo invito tutte le nostre imprese al rispetto dei pagamenti nei confronti dei rispettivi fornitori.

Ogni impresa, indipendentemente dalla sua dimensione, è funzionale alla sopravvivenza del nostro tessuto produttivo e mantenere gli impegni presi nei pagamenti, salvo gravi e comprovate difficoltà, è la decisione che garantisce continuità a tutto il nostro sistema.

Crediamo sia importante ripartire in sicurezza quando le Autorità lo decideranno, senza che si ripetano ingiustificabili insofferenze verso le Prefetture che stanno svolgendo un ruolo fondamentale e rappresentano un insostituibile punto di riferimento. Per noi imprenditori è il momento della responsabilità sociale, viviamo un momento molto doloroso, possiamo e vogliamo essere il centro e i promotori del lavoro e della rinascita.

Gino Barattini, presidente Comitato Piccola Industria Confindustria Livorno Massa Carrara 


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