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EDILZIA: Mutamento della destinazione d'uso del patrimonio edilizio esistente

Ordinanza del Consiglio di Stato

 

Alla luce di recenli nolizie di stampa che riguardano una ordinanza del Consiglio di Stato che interessa il Regolamento Urbanistico del Comune di Flrenze, riteniamo utile fornire un aggiornamento sulla situazione della modillca di destinazione d'uso del patrimonio edilizio eslstenle, con particolare riferimento a quello classificato "di interesse storlco-architettonico".

Gla nel rnagglo 2017 la Sezione Penale della Corte dl Cassazlone, chiamata a pronunciarsi neIl’ambito dl un procedimento penale legalo alla modllica della destinazlone d'uso di un immobile sito nel Comune di Firenze, introdusse il principio che NEGAVA la posslbllila di modiflcare la deslinazlone d'uso di immoblli per i quali il Regolamento Urbanistico consenta escluslvamente interventi di "Restauro o Risanamento conservativo".

Per ovviare all'impatto di tale interpretazione, tra l’altro non condivisa dalla giustizia amministrativa (che al contrario ha accolto alcuni ricorsl presentati contro il Comune di Firenze che - proprio in virtù della sentenza stessa - aveva annullato gli effetti giuridici di alcune SCIA) il Comune di Firenze aveva approvato una variante al R U. che consente, con alcune limitazioni, mutamento della destinazione d'uso degli immobili in argomento.

Contro tale varlante, l'associazione ambientalista "Italia Nostra" ha presentato un ricorso  - non ancora dlscusso nel merito - sul quale il Consiglio dl Stato ha concesso la sospensiva in riforma di una precedente ordinanza negatlva del TAR.

In conseguenza dell'ordinanza di sospensiva della Variante al R.U. si è ritornati, in sintesi, ad una situazlone di forte limitazione degli lnterventl edllizi sugli immobili in  oggetto, trovando quindi di fatto piena applicazione l'interpretazione restrittiva della Cassazione sul concetto di .

Al di la dello specifico caso riguardante una previsione normativa inerente il regolamento Urbanistico di Firenze, è opportuno tener conto dell'orientamento della Cassazione in merito a possiblll effetti interpretativi sugli strumenti urbanistici degli altri comuni.

Invitiamo pertanto le aziende che dovessero aver incontrato problematiche riguardanti il mutamento della destinazione d'uso in immobili nei quali la categoria di interventi massimi ammissibili dagli strumenti urbanistici vigenti, arriva sino "Restauro e Risanamento conservativo" a segnalare il caso all'indirizzo di posta elettronica info@ancetc.it, per coordinare le iniziative sul tema a livello regionale.


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