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Occupano il piazzale e si riprendono il lavoro - Il Tirreno Livorno

 


 
Trovato l’accordo per i dieci della Bp Logistica in appalto a Mercurio e Gragnani Ma gli altri nove neoassunti saranno impiegati a turno solo due volte a settimana
 
Lazzeri: «70mila famiglie a rischio sfratto, ma i fondi ci sono...»
 
 
 
 
«Quasi 70 famiglie a rischio sfratto entro l'estate: la Regione metta un freno all'emergenza sfratti di Livorno». È la richiesta del consigliere regionale del gruppo Più Toscana, Gian Luca Lazzeri (nella foto), e di Luciano Cini, responsabile Più Toscana Livorno, che puntano l'attenzione sull'emergenza casa nel Livornese. «Da qui all'estate 70 famiglie sono a rischio sfratto - spiegano - ma seppur in tempi di crisi, le risorse regionali per arginare l'emergenza ci sarebbero. Parlo degli oltre 463.000 euro che, come si evince dalla delibera regionale 250 del 15 aprile 2013, la Regione ha assegnato al territorio della provincia di Livorno per prevenire l'esecutività degli sfratti per morosità». »Di questi soldi - aggiungono - nel 2012 il soggetto gestore ne ha erogati circa 287.000, ovvero il 62% del totale. La Regione quindi deve intervenire immediatamente per ripristinare i restanti 169.000 euro destinandoli a situazioni d'emergenza».
di Martina Corirossi wLIVORNO Si può definire una storia a lieto fine quella dei 19 dipendenti della Bp Logistica, cooperativa che si occupa di movimentazione e manutenzione nel piazzale della Mercurio all’Interporto. Una sorta di catena alimentare, in cui il pesce più piccolo finisce stritolato nelle morse del sistema. Facciamo un po’ di chiarezza: la movimentazione auto, treni e bisarche, così come lo smercio internazionale, sono appaltati dalla casa madre, la multinazionale francese Gefco, alla Mercurio, una delle maggiori aziende di logistica e trasporti. La Mercurio appalta la movimentazione al gruppo Gragnani che a sua volta si rivolge alla Bp Logistica, una coop che conta appena 20 lavoratori. Tre livelli di appalto per lo stesso impiego. Un mese fa i lavoratori Bp, 10 a tempo indeterminato da tre anni e 9 neoassunti, hanno ricevuto una comunicazione dai vertici dell'azienda appaltatrice: la Mercurio decide di "disfarsi" della Bp per mettere a lavoro una ventina di suoi dipendenti in cassa integrazione. «Così – spiega Ramona Rossi, una delle lavoratrici Bp – nessuno di noi avrebbe avuto accesso agli ammortizzatori perché la coop non risulta fallita, ma stritolata in un meccanismo infernale. Sostituiti come pedine, in una guerra fratricida». I lavoratori sono piombati in un incubo. Solo coloro che hanno maturato più di due anni di lavoro possono avere accesso all’indennità di disoccupazione. Ma i 20 non si sono persi d'animo e lunedì hanno manifestato bloccando l'accesso al piazzale Mercurio e annullando un'intera giornata di affari per l'azienda. «Dopo due incontri andati a vuoto – racconta Rossi – nella tarda serata di lunedì i vertici Bp e quelli della Mercurio sono giunti a un accordo, grazie soprattutto alla mediazione di Luca Gragnani, al quale va la nostra riconoscenza». I lavoratori Mercurio, ora in cassa, si occuperanno della movimentazione merci e mezzi, ruolo finora ricoperto dai 20 Bp ai quali saranno affidate la pulizia e la manutenzione. «I 10 lavoratori a tempo interminato sono stati confermati – chiude Rossi – e ieri sono tornati al lavoro. Per i 9 neo assunti, la Gragnani ha garantito che saranno impiegati a turno e a chiamata due volte a settimana». Gragnani e Mercurio, a fronte di un aumento di affari, non escludono di regolarizzarli.

Bonsignori a Rossi: "Un'autorità unica per i porti toscani"

LIVORNO «Egregio Presidente, le attività legate direttamente ed indirettamente ai porti della nostra regione sono un elemento fondamentale e decisivo per il buon andamento dell'economia Toscana. Il periodo di crisi globale, alcuni ritardi nel prevenire e capire i rapidi mutamenti dell'economia, alcune scelte non ottimali ed una carenza infrastrutturale a monte, hanno contribuito alle difficoltà attuali». Con queste parole il vice presidente della Provincia, Fausto Bonsignori, si rivolge con una lettera aperta al presidente della Regione Enrico Rossi, per chiedere l'attivazione di un percorso che porti alla definizione di un'unica Autorità Portuale per tutti i tre porti toscani. «Proprio in questo periodo dove sarebbero necessarie scelte condivise per combattere la crisi - si legge nella lettera di Bonsignori - si assiste ad un anacronistico dibattito basato su un presunto conflitto di interessi e rivalità tra i porti che si estende ai territori. Chi vuole scappare perché si sente oppresso e con ottocentesco slancio si propone come "sbocco al mare" del vasto territorio che va dalla Maremma all'Amiata; chi si preoccupa se non arrivano finanziamenti che invece sembra possano godere altri». Fausto Bonsignori propone, quindi, una diversa lettura: «Proviamo a ragionare sul fatto che i tre grandi porti toscani: Carrara, Livorno e Piombino (in ordine alfabetico) vista la loro vicinanza potrebbero essere un solo sistema portuale. Un grande sistema portuale che ha tutte le potenzialità per porsi sul mercato dei traffici internazionali in maniera autorevole ed essere certamente più appetibile di quanto non siano i tre porti presi singolarmente». »Si potrebbero e dovrebbero - afferma - sfruttare le differenti caratteristiche che li rendono complementari e si darebbe concreta applicazione a certe parole troppo spesso dette e poche volte messe in pratica: sistema e sinergia». Su questa analisi si fonda la proposta contenuta nella lettera aperta: «E' ovvio che il sistema porto della Toscana dovrebbe avere una sola Autorità Portuale per governare lo sviluppo equilibrato dei tre siti dello stesso scalo. La nuova governance, insieme ad un indispensabile miglioramento dei collegamenti tra i tre siti portuali e verso l'Europa e alla posizione geografica nel Mediterraneo, potrebbero garantire un futuro di sviluppo. Credo che la Regione Toscana, per le proprie competenze, potrebbe attivare un percorso di lavoro in tal senso coinvolgendo il ministero e le autonomie locali interessate. Certo non mancheranno resistenze campanilistiche e varie difficoltà ma potrebbe valere la pena di provarci con convinzione»


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