Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

Publitour, la crisi morde Arriva la cassa integrazione - Il Tirreno Cecina

 


Le due dipendenti dell’ufficio sono senza stipendio da sei mesi Esposito: «Scelta obbligata, non ci pagano e le banche hanno chiuso i rubinetti»
 
TURISMO»PROMOZIONE FLOP
 
 
 
 
di Andrea Rocchi wCECINA Dopo il flop di Promozione e Sviluppo, il decotto consorzio di promozione turistica nato nel 2002 con 19 soci pubblici ed una cinquantina privati e chiuso nel giugno 2012 con 100mila euro di passivo, per le due dipendenti rimaste a terra la speranza veniva da Verona e si chiamava Publitour. Non che l’azienda, a Cecina, fosse un’assoluta novità; ma l’accordo per la gestione della Beta prevedeva - con la benedizione di Comune e Provincia - il reintegro da parte di Publitour delle due dipendenti (una part time). Dunque, sembrava salvare capra e cavoli. Invece siamo a giugno e da dicembre scorso - sono passati 6 mesi - le due dipendenti non ricevono lo stipendio. Hanno aperto una vertenza attraverso il sindacato e paradossalmente, per loro, la speranza più concreta per percepire alcune spettanze oggi si chiama cassa integrazione. Perché la Publitour è in crisi. In crisi di liquidità. Ed ha chiesto la cassa integrazione a tre mesi per 30 dipendenti in tutta Italia, comprese le due dell’ufficio di Vada. Il consorzio a cui Provincia di Livorno e Comune di Cecina hanno riconsegnato le chiavi della promozione turistica affidandogli la gestione della Beta, la borsa europea del turismo, fa acqua. Non perché manca il lavoro. Ma perché non entrano i soldi. Colpa della crisi, dei debitori che saldano non più entro i sei mesi, degli istituti di credito che hanno chiuso i rubinetti. E l’interrogativo che ora in molti si pongono è d’obbligo: perché si è affidato un evento ritenuto strategico per la promozione del turismo sul territorio ad un’azienda in crisi? E soprattutto, perché fare il bis dopo la non certo brillante esperienza della gestione di Villa Guerrazzi nel 2008? Paolo Esposito, 56 anni, salernitano passato attraverso la Germania e poi accasatosi a Verona, è l’amministratore delegato di Publitour. Non accetta che la sua azienda - un colosso del settore della promozione turistica - venga dipinta come un’azienda ormai alla frutta e che non onora gli impegni presi. «Publitour è stata la prima società a portare il turismo sul territorio della Costa degli Etruschi venticinque anni fa - dice orgoglioso -Siamo stati dei pionieri, abbiamo contribuito a promuovere tutto il territorio. Avevamo già una collaborazione col consorzio con un impegno di 600mila euro. Abbiamo sempre creduto e investito nel turismo qui». Ora, però la crisi morde e si fa sentire. «Ma non è una crisi di lavoro», afferfma Esposito. «Le banche mi hanno chiesto di rientrare per tre milioni. Il rapporto con l’Europa è peggiorato. Gli inglesi ci chiedono di pagare in anticipo le iniziative quando i nostri clienti abitualimente pagano a 6 mesi». E poi ci sono i contributi . Quelli degli enti locali, regioni, province, comuni. E il minstero, dal quale Publitour attende ancora dei soldi. Da qui la scelta di congelare i pagamenti gli stipendi al personale. E, di pochi giorni, quella di ricorrere agli ammortizzatori sociali: la cassa integrazione a 3 mesi, “ma io spero chebasti un mese”, dice Esposito.La Publitour spa è un'azienda specializzata nella gestione di eventi turistici con due sedi: a Palazzolo di Sona (Verona) e nella capitale. Per conto dell'Enit (Ente nazionale del turismo) organizza le maggiori fiere internazionali. Proprio dall’Eni ha preso una commessa per 12 milioni. Si propone di esportare il marchio Italia in Europa, partecipa alle fiere di Varsavia, Budapest, Francoforte, Monaco e Londra. Realizza anche prodotti web. Con la Provincia di Livorno c’è un feeling di vecchia data, tanto che nel 2008, oltre a Villa Guerrazzi assegnata dal Comune di Cecina, Publitour si èp presa la gestione degli uffici provinciali del turismo, ex Apt (per 600mila euro). Ora anche il rapporto con questi enti rischia di incrinarsi per impegni presi e contributi promessi sui quali pesa come un macigno la crisi che non ha risparmiato il settore del turismo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP