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Turisti: Rosignano segna un più 16,4% ma calano gli affari - Il Tirreno Rosignano
I dati della Provincia: la costa regge nonostante la crisi Male Bibbona (-7%). Pacini: «Servono innovazione e qualità»
LE PREVISIONI
Crollo degli italiani,tornano i tedeschi
La provincia di Livorno presenterà a breve il “Progetto del cicloturismo” che si rivolge a un mercato di 4 milioni di turisti dal nord europa mentre sta lavorando a un “turismo senior” per gli over65 e ad un “turismo della mobilità ridotta” per coloro che, circa 140 milioni, hanno bisogno di strutture e servizi diversi. Per Pacini (nella foto con Agostini) sono opportunità in più per promuovere il turismo sul nostro territorio. Le previsioni 2013 prospettano una contrazione della domanda degli italiani a discapito di un costante andamento di stranieri. «Dal periodo della Pentecoste -sostiene Paolo Pacini- abbiamo assistito ad un'invasione di turisti tedeschi che affollano le nostre località insieme a molti americani e alla borghesia russa». Per quanto riguarda invece i turisti italiani si sta verificando un turismo di prossimità e vicinanza per cui arriveranno sulla costa toscani residenti in altre città piuttosto che dal nord Italia.
di Elisa Pastore wROSIGNANO Tutto sommato potrebbe andare molto peggio. I dati provinciali sul turismo relativi ai Comuni costieri della Bassa Val di Cecina del 2012 parlano chiaro: a fronte di un andamento stagionale molto difficile per l'intera regione la costa è forse quella che ha subito di più le contrazioni di presenze e che ha risentito maggiormente della crisi. Ciononostante, secondo l'assessore al turismo della Provincia di Livorno Paolo Pacini si può parlare di bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. «Dico mezzo vuoto perché la provincia di Livorno era abituata a una crescita turistica costante che vedeva circa 8 milioni e 200mila presenze classificandosi come seconda a livello regionale e decima a livello nazionale per numero di turisti. Nel 2012 abbiamo registrato circa 300mila pernottamenti in meno con un calo degli arrivi del 2,3% e del 3,5% di presenze in meno a fronte però di una situazione nazionale molto più drastica che si attesta sul 5,4% in meno di arrivi e 6,4% in meno di presenze. Parlo invece di bicchiere mezzo pieno facendo riferimento al forte aumento delle presenze straniere grazie alle quali, nonostante abbiamo perso circa l'8% di italiani abbiamo invece conquistato il 5% in più degli stranieri». Mentre negli anni precedenti la media si attestava intorno ad un 30% di stranieri e 70% di italiani che venivano in vacanza in provincia, nell'anno passato i dati hanno registrato un 40% circa di turisti stranieri a testimonianza che il territorio livornese comincia a internazionalizzarsi sempre di più. «Lo scorso anno –sostiene Paolo Pacini- ha perso circa il 7,5% delle presenze con 213mila pernottamenti in meno a causa di svariate problematiche e ad un bisogno urgente di riposizionamento dell'isola». Per quanto riguarda invece la costa degli Etruschi i dati sono positivi rappresentando con 4 milioni di presenze circa il 46% di tutto il movimento turistico provinciale all'interno del quale solo la Val di Cecina lo scorso anno ha registrato un più 4,8%. Sempre secondo l'Assessore al Turismo questa crescita «è dovuta ad un offerta turistica diversificata dai campeggi ai villaggi turistici agli appartamenti vacanza agli agriturismi. Qui la crescita maggiore riguarda il settore extra-alberghiero e non si registrano perdite nemmeno nella permanenza media». I turisti stranieri più numerosi sono tedeschi ma negli ultimi tempi stiamo assistendo all'arrivo di nuovi mercati che guardando con interesse al territorio, per lo più americani e russi che soggiornano per lunghi periodi sulla costa come base per visitare altri luoghi toscani. Passando a Rosignano questo ha segnato una crescita per il secondo anno consecutivo con un più 16,4% di presenze quantificabili in 700mila e posizionandosi come secondo comune della Val di Cecina. Subito dopo troviamo Castagneto con un 10% di presenze in più stimate in 77mila mentre Cecina è rimasta stabile nelle presenze guadagnando nel settore alberghiero e perdendo in quello extra-alberghiero. «Il risultato più preoccupante – termina Pacini- è quello di Bibbona con un calo di presenze del 7% e una forte contrazione del mercato immobiliare». Le varie amministrazioni locali sono quindi tutte concordi nel mettere in campo strategie multi-mercato che coinvolgano l'ambiente, l'enogastronomia e la cultura per poter offrire ai turisti veri e propri pacchetti. Parole d'ordine quindi innovazione e qualità: «dobbiamo fondare la nostra reputazione – dicono- puntando sulle nuove tecnologie, sulla qualifica delle imprese e sulle risorse umane per rendere il territorio competitivo».
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