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Alto Fondale, ricorso al Tar E le crociere non hanno pace - La Nazione Livorno
Porto, i traffici di cellulosa sono considerati primari
— LIVORNO —
SEMBRAVA arrivato l’armistizio sull’utilizzo della banchina alto fondale per le crociere e i traffici di cellulosa. Invece la «pax labronica» è durata poco. E mentre la Cilp — che ha la concessione fino al 2024 —- ha solennemente presentato il suo nuovo parco carrelli Linde proprio per la cellulosa, con un investimento di 2,5 milioni di euro e una prospettiva contrattuale con i vettori del comparto garantita almeno per altri 5 anni, anche gli altri operatori della cellulosa non sembrano disposti a cedere di fronte alle crociere. Morale: il gruppo Bonsignori ha presentato due ricorsi al Tar, chiedendo l’utilizzazione dei magazzini dell’Alto Fondale per i propri traffici. E a ruota sta arrivando anche il gruppo di Giorgio Neri/Scotto che si ritiene danneggiato per i suoi contratti di import di cellulosa dalla preferenza data dall’Autorità portuale agli accosti delle crociere.
SI PROFILA dunque una nuova impasse, anche se l’Autorità portuale si fa forte nella sua scelta per l’alto fondale alle crociere dell’approvazione praticamente unanime del Piano operativo triennale, che appunto questa scelta prevede. Ma i traffici dei forestali sono evidentemente troppo importanti per alcune delle imprese portuali perché i condizionamenti imposti dalla sezione crociere possano essere accettati. Enzo Raugei, presidente della Compagnia impresa dei portuali (Cilp) nel presentare la nuova flotta dei carrelli per la cellulosa ha citato alcune cifre significative: 800 mila tonnellate ricevute dalla Cilp nel 2012 e già oltre 280 mila tonnellate nei primi quattro mesi del 2013, il che porta a una proiezione annua di quasi 900 mila tonnellate, con un netto miglioramento malgrado la crisi continui a mordere. Ai totali movimentati dalla Cilp, con l’utilizzo dei magazzini ex terminal Etruschi che sono già «a tappo» (la Cilp aspetta i nuovi magazzini promessi dall’Autorità portuale in cambio del sacrificio sull’Alto Fondale) vanno aggiunti anche quelli movimentati sempre per forestali e cellulosa dal gruppo Neri (con la consociata Scotto) e quelli del gruppo Bonsignori, che da tempo cerca di ottenere nuove aree coperte per svilupparsi ancora. A conferma che i forestali e la cellulosa sono traffici primari per il nostro porto.
A. F.
Porte vinciane ancora aperte e i fondali sono di nuovo a livello di rischio
QUALCUNO ha dato la colpa alle elezioni amministrative a Pisa: nel senso che a fronte della grana nata con la draga che sparava fango nero alla foce dello Scolmatore, il sindaco di Pisa ha chiesto di bloccare tutto e tenere aperte le porte vinciane fino a nuovo chiarimento. Le porte vinciane sono di nuovo aperte e la Darsena Toscana sta ricevendo tonnellate di fango e sabbia che hanno riportato i suoi fondali a livello di rischio per le grandi navi. E non si capisce bene quando si potrà tornare al rispetto degli accordi tra Autorità portuale e Società del Canale dei Navicelli: cioè con le porte perennemente chiuse salvo passaggio dei natanti.
PER GIUSTIFICARE la riapertura delle porte, è stato detto che il meccanismo era stato danneggiato dall’urto di un pontone che trasportava verso la Darsena Toscana uno scafo da diporto realizzato per la Benetti. La realtà sembra invece l’altra: cioè la sospensione dei dragaggi che l’Autorità portuale si era impegnata a fare nella sfociatoia tra il Canale dei Navicelli e la Darsena Toscana, causa il «morchione» di fanghi neri che la draga stessa aveva sparato sulla foce, causando la levata di scudi di tutti gli operatori turistici di Calambrone e Tirrenia. Poiché la chiave delle porte vinciane la tengono i pisani, con il sollevamento del Calabrone quelli del Canale dei Navicelli hanno ottenuto di bloccare la draga riaprendo le porte. E con i fondali della Darsena Toscana siamo tornati al punto di partenza.
A. F.
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