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Area di crisi, rinvii sul decreto - La Nazione Piombino

 

PIOMBINO SCADUTI I TERMINI PER DECIDERE SU «398» E ACCORDO DI PROGRAMMA

Disattesi gli adempimenti urgenti
di FIORENZO BUCCI
— PIOMBINO —
BUONI propositi annunciati in Tv e silenzio sugli adempimenti essenziali previsti dal decreto legge che riconosce Piombino come «area di crisi industriale complessa». Il governatore Enrico Rossi, ieri su Rai Tre, ha tra l’altro parlato del relitto della Concordia a Piombino indicando come la rottamazione della nave possa essere un primo passo per lanciare il porto nel business della demolizione delle navi, oggi ristretto ad aree del Terzo mondo. Un’idea non nuova ma che, rilanciata in tv, non è più solo un pensiero autorevole ma diventa un’altra possibile speranza per un comprensorio in grave crisi. Prescindendo tuttavia da un quadro di riferimento che delinei il futuro economico della vallata, ormai sempre più lontano dalla vecchia certezza della siderurgia.
VERO è che i fatti concreti e importanti non confortano le attese. Era ieri all’ordine del giorno del Senato (ma tutto è già stato rinviato di una settimana) la conversione del decreto 43 del 26 aprile che, tra l’altro, indica Piombino come area di crisi industriale complessa. Sull’articolo 1 (quello che interessa la Città) sono stati presentati 35 emendamenti. Tra di essi non ce n’è uno che, come era stato annunciato, riguardi il superamento del Patto di stabilità per il Comune e che favorisca l’iter nell’esame alla Camera. Ne potrebbero conseguire passaggi navetta tra i due rami del Parlamento con conseguenti perdite di tempo.
UN ASPETTO che mal si concilia con la volontà del legislatore che, nel decreto, indica alcuni passaggi temporali decisamente ridotti. Ovvero (comma 5) “al fine di consentire la realizzazione degli interventi infrastrutturali” previsti ” il Cipe doveva decidere, entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto (sono scaduti il 26 maggio), sul progetto definitivo e sul piano finanziario riguardanti la strada 398 fino al Gagno. E’ successo? Per avere una risposta basta impegnarsi in una semplice ricerca nel sito del Cipe: da mesi la parola “Piombino” è sconosciuta al Comitato.
DI PIÙ. Il decreto (comma 6) preannunciava entro un mese (cioè ancora entro il 26 maggio) la stipula di un Accordo di programma quadro tra Ministeri competenti, Autorità portuale, Regione e Comune per “individuare le risorse destinate agli specifici interventi e da trasferire alla contabilità intestata al Commissario straordinario (ndr: cioè Enrico Rossi)”. Un passaggio di un’importanza vitale non per le infrastrutture destinate ad ospitare la Concordia, che a questo punto molto difficilmente i piombinesi vedranno, ma per riempire di contenuti un provvedimento utile per dare un po’ di ossigeno all’economia del comprensorio. Vorremmo essere smentiti ma anche questa scadenza è stata disattesa in un silenzio generale sconosciuto rispetto all’abitudine di sbandierare anche la più piccola inezia che possa apparire come una conquista.


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