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Banche più ricche ma sempre più avare - Il Tirreno Cecina

 

Nonostante la crisi nei depositi degli istituti non ci sono mai stati così tanti quattrini. Eppure i finanziamenti si riducono
 
I NOSTRI SOLDI »I DATI DI BANKITALIA
 
 
 
 
di Gianni Parrini wCECINA In crisi ma non troppo. Anzi. Si potrebbe dire che non sono mai state ricche come adesso. Negli ultimi anni i quattrini depositati da cittadini e imprese nelle banche del territorio sono andati via via aumentando. Al contrario, perlomeno, nell’ultimo anno, sono diminuiti i finanziamenti che gli istituti di credito hanno erogato. È questo ciò che emerge dai dati raccolti dalla Banca d’Italia e disponibili sul sito dell’ente anche a livello comunale. Boom di depositi. Una fotografia a due facce: da un lato ci sono le ormai conclamate difficoltà di accesso al credito; dall’altro, invece, ci sono aspetti che fino ad ora erano venuti meno alla luce. Quanti, infatti, pensavano che in tempo di crisi i risparmi dei correntisti o delle stesse imprese fossero aumentati? E invece è proprio così: i quattrini depositati nelle casseforti delle banche di Cecina sono passati tra il 2007 (ultimo anno pre-crisi) e il 2012 da 309 milioni di euro a 359, con un incremento del 4,4%. Analoghi trend si registrano a Rosignano Marittimo (da 216 e 241, +2%) e ancora più a Castagneto Carducci (da 85 a 209). Una parte dell’incremento è fisiologico e lo si registra in moltre altre città della Regione (Livorno +8% sul 2011, Grosseto +19), ma non in tutte. A Siena, ad esempio, si paga lo choc del Monte Paschi con un tonfo del -20% mentre a Lucca si precipita a -9%, perdendo in due anni mezzo miliardo di euro. Mettere i soldi in “ghiaccio”. Di certo c’è che sono cambiate le abitudini dei risparmiatori: il “mattone” non è più un bene rifugio e l’inasprimento della tassazione sugli immobili ha disincentivato i possibili acquirenti di prime e seconde case. Come ci raccontava ieri il presidente dell’associazione piccoli proprietari immobiliari Sirgio Grassi «oggi conviene di più fare gli inquilini». Anche il gioco in borsa, con questi chiari di luna, deve esser sembrato ai risparmiatori troppo pericoloso. Conclusione: i soldi si mettono in “ghiaccio” nei caveau delle banche, pronti all’uso in caso di necessità. Stop agli investimenti. Ma non è solo questo. A far aumentare l’importo dei depositi, dicono i bene informati del settore, non sono tanto i singoli correntisti. Ben più sostanzione è il ruolo recitato dalle poche imprese (piccole o grandi) che nonostante la congiuntura negativa sono riuscite a fare utili. Ebbene, queste aziende preferiscono attendere tempi migliori per fare investimenti per migliorare la propria attività. Quindi congelano la liquidità in banca, magari sui conti deposito che danno un rendimento basso ma sicuro. Prestiti? Non con Basilea3. I soldi, dunque, entrano in banca in maniera copiosa, ma escono col contagocce. Nell’ultimo anno nei due principali Comuni della zona vi è stata una netta contrazione dei finanzimenti erogati. A Cecina gli importi tra il 2011 e il 2012 sono passati da 792 milioni di euro a 785; a Rosignano si è scesi dai 422 milioni del 2010 ai 402 del 2012. Situazione diversa a Castagneto dove si è registrato un boom anche nei prestiti. Il problema è che ormai le aziende non chiedono più alcun mutuo e se lo fanno è solo per dilazionare il pagamento dei debiti accumulati. Ma di investimenti per il momento non si parla. E poi gli istituti si stanno preparando a Basilea3: si tratta di un protocollo che definisce nuovi standard per l'adeguatezza patrimoniale delle banche e impone rigidi vincoli di liquidità. In pratica, la stessa cosa che fa il patto di stabilità fa con i Comuni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Istituti di credito
 
Mannari: «Chi può non investe e chi ha bisogno è insolvibile»
 
 
 
 
CECINA «È come nella favola dei polli di Trilussa: i depositi sono aumentati ma non tutti hanno contribuito in egual misura. Anzi, la forbice tra i grandi risparmiatori e coloro faticano ad arrivare alla fine del mese si è allargata». Fabrizio Mannari, direttore generale della Banca di credito cooperativo di Castagneto Carducci - che conta filiali a Rosignano, Vada, S. Pietro, Cecina e in molte altre città - ci aiuta a leggere i dati di Bankitalia e per farlo prende in prestito la poesia dell’autore romanesco. «Oggi prevale la prudenza – spiega Mannari – I risparmiatori preferiscono eliminare i beni di consumo e non puntano più sulla casa. Ma le performance delle banche sono determinate solo marginalmente dai piccoli correntisti. Pesano di più le obbligazioni o i cosiddetti “time deposit”: si tratta di depositi a medio termine che vincolano il denaro per 2-3 anni e danno un minimo rendimento. Ad utilizzare queste soluzioni sono le poche imprese che hanno liquidità o chi i soldi li ha sempre avuti. Il problema è che in questa fase, tali soggetti preferiscono non investire». Le difficoltà di accesso credito, secondo Mannari, dipendono da chi offre denaro ma anche da chi lo chiede: «I nostri depositi sono cresciuti del 15% e siamo in avanzo patrimoniale per cui non abbiamo i problemi che scontano i grandi istituti – prosegue – Ma purtroppo oggi gli unici a chiedere finanziamenti sono gli imprenditori che vogliono dilazionare un debito già contratto. E le banche, visti i vincoli imposti dal prossimo arrivo di Basilea3, non possono concedere prestiti a questi soggetti». Una simile visione, però, non viene accettata da tutti. «Le poche imprese del territorio che fanno utili – spiega Paolo Biasci di Confesercenti – vorrebbero investire per migliorare la propria attività ma spesso trovano porte chiuse da parte delle banche». (g.p.)


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