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Un polo industriale intorno a Scapigliato - Il Tirreno Cecina
L’assemblea del Pd presenta il primo documento in vista delle amministrative Stabile: «I rifiuti sono un’opportunità per l’economia, acquisire le aree intorno»
IL CASO»ECONOMIA E AMBIENTE
ROSIGNANO Un’area industriale intorno alla discarica di Scapigliato, dove potrebbero essere concentrate aziende impegnate nell’attività di riutilizzo dei rifiuti, ma anche ditte attive in altri settori, che potrebbero produrre usando i grandi quantitativi di energia derivanti dagli impianti gestiti da Rea. Questa l’idea alla base del documento varato nei giorni scorsi dall’assemblea del Pd rosignanese. Un progetto che arriva dopo mesi di riflessioni di un nutrito gruppo di lavoro e di fatto rappresenta la prima proposta del Pd locale in vista delle elezioni amministrative della primavera 2014. «I rifiuti non sono qualcosa da tenere nascosto - spiega Giuseppe Stabile, coordinatore del gruppo di lavoro sullo sviluppo del polo impiantistico di Scapigliato -, ma una grande opportunità di sviluppo». Partendo da un’analisi storica dal momento della nascita del polo di Scapigliato, il documento del Pd traccia quelle che considera “prospettive e impegni futuri”. «Scapigliato si presenta già - si legge nel documento - con un gruppo di impianti che consente una valorizzazione dei rifiuti. I gruppi di cogenerazione producono energia sfruttando il biogas della discarica, per circa 20 milioni di kw, di cui il 10% viene reimpiegato e il restante ceduto al gestore della rete elettrica, per un valore di circa 3 milioni di euro». «I rifiuti - prosegue Stabile - oggi sono una risorsa che crea economia». La proposta è quella di dare vita ad aziende intorno al polo impiantistico di Scapigliato. «Potrebbero sorgere - dice ancora Stabile - attività che riciclano carta, vetro e plastica per realizzare arredi urbani, oppure serre che utilizzino l’energia per il riscaldamento o ancora aziende energivore la cui attività produttiva non dovrebbe essere necessariamente legata al ciclo dei rifiuti». Una proposta, quella del Pd, che prevede quindi un «contenimento della discarica» e un incremento della parte impiantistica. Il primo passo, secondo il Pd, sarebbe quello di migliorare i livelli di sicurezza intorno a Scapigliato. Come? Acquisendo ulteriori terreni intorno alla zona impiantistica. «Questo non per ampliare la discarica - ci tiene a sottolineare Stabile -, ma per incrementare la fascia di sicurezza circostante». Dato che il complesso impiantistico dovrebbe assumere proporzioni più ampie, con incremento delle produzioni, il Pd prevede anche «di pensare, anche con il parere di esperti, a creare un’economia di vantaggio per i cittadini delle frazioni circostanti, magari con sgravi fiscali». Anna Cecchini
Sul progetto assemblee in tutte le frazioni
Il documento sullo sviluppo dell’area di Scapigliato, che il Pd ha pubblicato anche sul proprio profilo Facebook, è il segno tangibile della volontà del partito di rinnovarsi. A partire dai metodi comunicativi. «Il documento non viene dalla segreteria - dice Stabile -, ma dalle riflessioni di un coordinamento di lavoro». Il gruppo è formato da Enrico Ferri, Alessandro Lami, Giuseppe Danesin, Paolo Rotelli, Robi Morreale, Duna Del Seppia, Camilla Potestà, Giovanni Monti, Lia Benini, Daniele Donati, Enzo Chiellini. Ed è stato presentato anche alla presidente del consiglio comunale Lucia Croce e al sindaco. A partire dalla prossima settimana il documento sarà illustrato nelle frazioni, durante assemblee pubbliche. «Perché è un documento aperto - dice Stabile -, sarà chiuso solo a ridosso delle amministrative»
CASO ECOMAR
«Nel 2007 il Comune garantì lo stop all’ampliamento»
VADA «Ci hanno garantito che non ci sarebbe stato alcun potenziamento dell’attività di trattamento, invece ora fanno raddoppiare i quantitativi di rifiuti». I cittadini dei Polveroni sono sul piede di guerra contro l’ipotesi di Ecomar, l’azienda che alle porte di vada tratta rifiuti speciali pericoli e non pericolosi, di incrementare le tonnellate di materiali da “lavorare”, passando da 50mila a 100mila tonnellate all’anno. Ieri sera a Vada il comitato dei residenti ha organizzato una assemblea pubblica per presentare il piano Ecomar ai cittadini. E intanto, cercando tra i vecchi documenti che i residenti dei Polveroni hanno accumulato a partire dal 2006 per il caso dei pozzi inquinati dagli idrocarburi, hanno trovato una lettera raccomandata e protocollata con cui il Comune, nel giugno del 2007, garantiva che l’allora assessore alla pianificazione avesse evidenziato come «pur non potendo obbligare il trasferimento di una attività privata, si possono, come in questo caso, dare indirizzi volti a disincentivare ulteriori investimenti produttivi su di un sito. La regolamentazione urbanistica adottata non consente in detta area ulteriori sviluppi, ma solo interventi di manutenzione o di adeguamento», come si legge nella raccomandata. Secondo il comitato è evidente che la richiesta di Ecomar va contro quanto stabilito dal Comune, e garantito ai cittadini nel 2007.
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