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Mega eolico, la Wkn presenta un piano con sei torri in meno - Il Tirreno Piombino
Il progetto interessa un vasto territorio della Val di Cornia tra le zone artigianali dei comuni di Campiglia e Piombino
AMBIENTE»ENERGIE ALTERNATIVE
di Paolo Federighi wPIOMBINO Il consiglio comunale di Campiglia, nell’aprile 2012, bocciò all’unanimità la realizzazione del progetto del Parco eolico “Venturina”. Ma nel febbraio scorso, l’azienda Wkn ne ha presentato una variante con un ridimensionamento sia del numero di torri che di suolo interessato. Il progetto che a Campiglia era stato bocciato vedeva la costruzione di 17 aerogeneratori o turbine eoliche da 2 Mw l’una, per una potenza a complessiva di 34 Mw. Con la variante del febbraio scorso, le turbine eoliche sono state ridotte da 17 a 11, dell’altezza di circa 95 metri più la pala eolica (ossia circa 140-150 metri totali) con potenza elettrica non più di 2 Mw, ma di 1,8 Mw. Sei degli undici aerogeneratori sono ubicati nel Comune di Campiglia, mentre gli altri cinque in quello di Piombino, con una particolare concentrazione nelle zone di Montegemoli e delle Lavoriere. La base degli aerogeneratori sarebbe posta tra i tre e i tredici metri sul livello del mare, e l’impianto si svilupperebbe nell’area compresa tra il fiume Cornia e la linea ferroviaria, tra i poli industriali e artigianali di Campiglia e Piombino, esattamente cinque chilometri a sud di Campiglia e 5 chilometri a nord est del centro abitato di Piombino. Stiamo parlando di un impianto in grado di garantire, dalle premesse (e promesse) dei progettisti, l’approvvigionamento elettrico da fonte rinnovabile per usi civili di tutta la Val di Cornia, ossia di circa 60mila persone. Il nuovo progetto presentato dalla Wkn è attualmente al vaglio della Regione, impegnata nel procedimento di Via (Valutazione integrata ambientale). Il procedimento di Via comprende anche la valutazione di incidenza sui siti della “Rete Natura 2000” e sui siti di importanza regionale, quali il promontorio di Piombino, Monte Massoncello, Padule Orti Bottagone e Bandite di Follonica, e c’è da ricordare che sebbene fisicamente i Comuni interessati dal progetto siano due, ce ne sono altri interessati dagli impatti: San Vincenzo, Suvereto, Follonica. Sul vantaggio a livello economico molti hanno dei dubbi, ma le perplessità che sono quasi certezze sono rappresentate dall’impatto paesaggistico del progetto che - è facile prevederlo - muterebbe non poco la fotografia delle peculiarità della Val di Cornia. La scadenza per presentare osservazioni alla variante al progetto di parco eolico è stata fissata per il prossimo 24 aprile, e al momento, su questa nuova versione del disegno, i Comuni della Val di Cornia - compresi Piombino e Campiglia - non si sono ancora espressi. Quando il Consiglio campigliese bocciò il progetto un anno fa, le criticità rilevate da tutti riguardavano soprattutto l’occupazione di suolo fertile, l’allargamento delle strade per il passaggio dei camion e il forte impatto visivo. Sul nuovo progetto del parco eolico abbiamo sentito Enzo Raspolli, esperto in energie eoliche e collaboratore di alcune aziende toscane, fra cui Solaris, la quale ha un rapporto di consulenza con la Wkn. «E’ stata chiesta – dice Raspolli – la riduzione del numero di torri e di territorio interessato, e ciò è stato fatto. Ci saranno ripercussioni minori e, a livello ambientale ed economico, un impatto assolutamente positivo per la riduzione di Co2. La Regione si esprimerà sulla Via ed eventualmente sulle autorizzazioni, specie “l’Autorizzazione unica” che, eventualmente, verrà rilasciata dall’Ufficio energia regionale e che rappresenta un passo successivo all’obbligatorio superamento della Via». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’area dem del pd
«Un impianto imponente in piena area agricola»
PIOMBINO Progetto in Regione per la Valutazione d’impatto ambientale. E L’Area Dem del Pd interviene sulla realizzazione di un parco eolico nei comuni di Piombino e Campiglia. «Si tratta di un progetto imponente – si spiega – per il numero e le dimensioni delle torri eoliche ( 11 torri dell’altezza di 150 metri ) dislocate in un vasto comparto agricolo. La valutazione sull’opportunità di destinare parte della Val di Cornia alla produzione di energia (eolica nella fattispecie), non deve essere solo tecnica ma, bensì, politica ed integrata in un progetto globale che, tenendo conto delle attività economiche esistenti, programmi lo sviluppo di questo territorio». «Da stabilire – prosegue l’Area Dem del Pd – se vogliamo che la Val di Cornia si caratterizzi come entità territoriale a vocazione produttrice di energia o se invece abbiamo un'altra visione di cosa vogliamo implementare e valorizzare mantenendo un giusto equilibrio tra ambiente ed attività industriali. In Val di Cornia, con Piombino in testa, sono presenti per lo meno 4 centrali e si produce il 75% di energia in più rispetto ai consumi. Il nostro territorio – si domanda – è diventato un distretto regionale per la produzione di energia? C'è una logica programmatoria o si tratta di interventi slegati? Quali sono le contropartite che la Val di Cornia riceve impiantando attività che concorrono al benessere regionale e nazionale? Ci sono delle ricadute economico-occupazionali? È compatibile un impianto di questo genere con una diversificazione dell'attività economica, che comprende attività agricole, ricettive e turistiche? Sia ben chiaro, il nostro non è un rifiuto all’uso delle fonti energetiche rinnovabili per produrre energia, piuttosto sentiamo la necessità di aprire una riflessione a 360° per far capire ai cittadini di Piombino e Campiglia che la scelta di progetti produttrici di energia, siano essi fotovoltaici, a biomasse o eolico, nel breve periodo, non possono essere installati esclusivamente in aree demaniali a prevalente utilizzo industriale, degradate, dismesse o sottoutilizzate presenti sul nostro territorio. Pertanto – conclude l’Area Dem del Pd tali – realizzazioni, nel breve periodo, dovrebbero sacrificare soprattutto terreni produttivi. Vogliamo questo? Riteniamo certe scelte, che irreversibilmente vanno a mutare i connotati paesaggistici della Val di Cornia, debbano essere condivise attraverso un percorso partecipativo allargato alla cittadinanza e alle categorie rappresentative del tessuto economico del nostro territorio, analizzando attentamente costi/benefici per la collettività». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Sulle pale devono decidere i cittadini»
Gli attivisti del Movimento 5 Stelle di Piombino e Campiglia chiedono che i Comuni informino
PIOMBINO I sostenitori del Movimento cinque stelle di Campiglia e Piombino dicono no al progetto del parco eolico denominato “Venturina”. «Le turbine eoliche – dicono gli attivisti M5S in una nota diffusa ieri – concentrate a Montegemoli e alle Lavoriere interessano, secondo il progetto, vaste aree di territorio agricolo. La messa in opera degli aerogeneratori necessiterà di chilometri di canalizzazioni per il trasporto d’energia, di nuovi tratti di strade e interventi di adeguamento. Alcuni aerogeneratori sono vicini al Padule Orti-Bottagone, e ciò implica l’alterazione dell’habitat e delle abitudini della fauna». Secondo i 5 Stelle v’è più d’un dubbio sugli eventuali vantaggi di tale progetto. «Ad ora – spiegano - non si capiscono i vantaggi, a livello economico, del parco eolico, visto che nulla del guadagno garantito alla Wkn con la produzione d’energia, drogata con contributi statali, ricade sulla popolazione della Val di Cornia. Sarebbe utile sapere – proseguono – cosa ne pensano le amministrazioni di Campiglia e Piombino, sperando che la popolazione sia informata del nuovo progetto e tenendo presente che il precedente è stato bocciato all’unanimità dal consiglio di Campiglia nell’aprile 2012. Hanno espresso posizioni critiche le associazioni degli agricoltori (Cia e Coldiretti) e molti operatori del turismo, nonché un comitato di agricoltori e cittadini delle Lavoriere e di Campo all’Olmo». «Vogliamo puntare l’attenzione – aggiungono – sul fatto che esistono centinaia di ettari che meglio si presterebbero alla localizzazione di grandi impianti per la produzione d’energia pulita, come gli ambiti industriali dismessi, in degrado o poco utilizzati, gli ambiti delle cave da recuperare e gli ambiti artigianali e, infine, l’area Lucchini con 540 ettari inutilizzati. Queste soluzioni sarebbero più accettabili, con danni ambientali minori». Per i 5 Stelle, sono «i cittadini a dover decidere del loro futuro e di opere che potrebbero sconvolgere l’assetto paesaggistico e agricolo della Val di Cornia. Se così non sarà, ci opporremo nelle sedi opportune».
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