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FINANZA, i controlli in calendario nei prossimi mesi: oltre 250 indagini approfondite anche su edilizia, aziende vinicole e ditte portuali - Il Tirreno Livorno

 

Medici e avvocati sotto tiro della finanza
 

FIAMME GIALLE»VERIFICHE SU REDDITI E IVA
 
 
 
il comandante lipari La nostra analisi è volta a determinare le categorie con più appeal economico In provincia ci sono 40mila partite Iva
tutelare i deboli Dobbiamo e vogliamo proteggere chi davvero ha bisogno delle agevolazioni per la sanità e la casa da parte dello Stato
 
di Lara Loreti wLIVORNO Avvocati, ingegneri, chirurghi e dentisti. Ma anche aziende, soprattutto quelle attive nei rami dell’edilizia, del turismo, vinicolo e portuale. Sono i settori presi di mira dalla Guardia di finanza che nel corso del 2013 ha messo in programma 250 verifiche con indagini approfondite su redditi e Iva per combattere i furbetti che non pagano o che comunque evadono le tasse, dichiarando al fisco meno di quanto in realtà guadagnano. E in tutto per quest’anno si parla di 13mila controlli fiscali. L’input viene dal comando centrale di Roma, che in questi giorni ha diffuso gli obiettivi per l’anno in corso che i comandi provinciali delle Fiamme gialle dovranno conseguire, ognuno in base alla specificità del proprio territorio. A Livorno, il comandante Benedetto Lipari ha già le idee molto chiare. E insieme ai suoi uomini ha individuato le categorie da tenere sotto la lente di ingrandimento, quelle maggiormente presenti sul territorio e che quindi, in proporzione, potrebbero fornire più lavoro ai militari. «La nostra analisi - spiega il numero 1 dei finanzieri livornesi - è volta a determinare i settori che hanno maggiore appeal economico nella nostra zona. Si conti che in provincia abbiamo circa 40mila partite Iva». Il 90 per cento degli obiettivi nel mirino della Finanza per redditi e Iva sono aziende. In città, la maggior parte sono attive nell’edilizia e in ambito portuale quali ditte di trasporti, logistica, spedizioni e anche commercio in generale. In provincia, invece, grande attenzione all’ambito turistico alberghiero (strutture ricettive, ristoranti, bagni, campeggi e così via). Uno sguardo particolare, come spiega Lipari, sarà rivolto anche alle aziende vinicole presenti soprattutto nel Bolgherese e in Val di Cornia. E anche nella zona sud della provincia, un’attenzione particolare sarà rivolta all’edilizia. Non solo aziende. Quest’anno da Roma è arrivato un impulso specifico alle verifiche nei confronti dei professionisti. L’obiettivo è scoprire l’eventuale presenza di categorie che dichiarano meno di quanto guadagnano e che evadono l’Iva. Questo vale soprattutto per avvocati e ingegneri, e, sotto il profilo della dichiarazione dei redditi, anche per i medici, chirurghi e dentisti in testa (che però sono esenti dall’Iva). Delle 250 verifiche, i professionisti rappresentano quasi il dieci per cento. Ma in cosa consiste il lavoro delle fiamme gialle? L’attività, come spiega il comandante provinciale Lipari, si estende su vari piani: da un lato c’è il controllo a sorpresa fatto in azienda o negli studi professionali nel corso del quale i militari chiedono di poter controllare tutta la documentazione. In questo caso, soprattutto per quanto riguarda gli esercizi commerciali ma non solo, vengono fatti dei riscontri incrociati per verificare se la merce presente sia stata tutta fatturata o se ci siano delle anomalie. A questo tipo di lavoro sul campo, si aggiungono ricerche documentali (eventualmente anche a casa della persona presa di mira, ma in questo caso occorre il decreto di perquisizione del pm); elementi informativi importanti vengono presi anche dalle banche dati dell’anagrafe tributaria. Da tutte queste verifiche emerge se la dichiarazione dei redditi sia coerente con il volume d’affari. In caso negativo, l’indagine entra nel vivo e la Finanza passa all’azione con l’eventuale recupero credito a favore dello Stato. In tutto i controlli su evasione e frodi fiscali in programma nel 2013 sono circa 13mila: i finanzieri terranno sotto la lente scontrini, bolle di accompagnamento, Isee, fatturazione della merce in dogana, frodi in commercio da parte di distributori di benzina (accise). E riguardo la spesa pubblica, occhio alle esenzioni del ticket sanitario, alle false certificazioni per i buoni libri e per le mense, e ai canoni agevolati nell’edilizia popolare. «Dobbiamo e vogliamo proteggere - dice Lipari - le persone che hanno davvero bisogno degli aiuti dallo Stato». ©RIPRODUZIONE RISERVATA


«Rimpinguare le casse dello Stato con i sequestri»
 
 
 
 
Un cambio di mentalità puntando non solo sui numeri (tanti controlli) ma anche su attività mirate. Lo spiega il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Benedetto Lipari: «Cercheremo di rimpinguare le casse dello Stato aggredendo i patrimoni dei contribuenti attraverso i sequestri di beni. Nel momento in cui c’è una persona che non ha pagato le tasse e ha evaso grosse cifre, per evitare che lo Stato resti a mani vuote cercheremo di garantire il credito statale attraverso il patrimonio della persona in questione, quindi sequestrando fondamentalmente case, auto e così via». Il comandante Lipari sottolinea anche un’altra novità che da qualche tempo sta prendendo sempre più piede: le procedure di concordato per adesione, ovvero le trattative tipo “patteggiamento” previste dalle legge in cui le parti, il contribuente non in regola e lo Stato, si mettono d’accordo per il rimborso. Così facendo la persona può ottenere degli “sconti”, cioè facilitazioni che permettono allo Stato il recupero rapido almeno di parte dei crediti.


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