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PORTO L'OBIETTIVO àˆ PORTARE IL FONDALE DAGLI ATTUALI 8 A 11 METRI - La Nazione Livorno

 


Tocca ai martelli pneumatici
Calata Bengasi: dopo il flop degli esplosivi ora il nuovo tentativo
— LIVORNO —
UN’ALTRA «neverending story» del nostro porto, ovvero la farsa senza fine dei lavori di ribanchinamento della calata Bengasi, sembra finalmente avviata a soluzione. In questi giorni l’Autorità portuale ha indetto la nuova gara di appalto dei lavori per la calata, che fa parte integrante dell’area portuale destinata ai roro all’esterno della Darsena 1. La gara prevede una base d’asta di un milione e 672 mila euro, il termine per le offerte a fine aprile e un anno circa per completare i lavori. La banchina dovrà avere il fondale portato dagli attuali 8 metri (teorici) a 11 metri. Detto così sembra tutto facile. In realtà la storia dei lavori alla Bengasi è lunga quasi una decina d’anni ed ha visto anche un contenzioso tra l’Autorità portuale e una delle imprese che erano state incaricate. Furono coinvolti anche i quartieri nord della città quando si cercò di frantumare con micro-cariche esplosive lo zoccolo di cemento armato che impedisce l’approfondimento del fondale di banchina. Ci furono proteste, qualcuno parlò di crepe nelle abitazioni e l’operazione con l’esplosivo fu prima sospesa, poi annullata. Ne nacque un contenzioso che si è risolto solo da poco tempo con un Ctu del tribunale livornese, in pratica imponentendo all’Autorità portuale di riaprire la gara. Con una serie di studi approfonditi sul materiale da eliminare sul fondale della Bengasi — cemento armato a cassoni, posizionato quando la Darsena 1 fu ricostruita dai genieri Usa subito dopo la liberazione dalle forze armate tedesche — è stato deciso di utilizzare un sistema nuovo per demolire i suddetti cassoni: martelli pneumatici di elevatissima potenza alimentati da un pontone che si sposterà in loco e l’eliminazione successiva dei detriti con una benna.
UN LAVORO LUNGO, difficile, complicato anche dal fatto che sulla strettoia del canale industriale davanti alla Bengasi transitano giornalmente navi commerciali e quindi le operazioni devono essere sostese in certe ore del giorno. Ma eliminare il «buco nero» di questa importante banchina inutilizzabile da anni è troppo importante per l’auspicata ripresa dei traffici. E il nuovo tentativo questa volta dovrebbe risolvere il problema alla radice. Salvo ulteriori, non certo auspicabili, sorprese.
A.F.


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