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VICENDA LIMONCINO «OGNUNO SI PRENDA LE PROPRIE RESPONSABILITà€Â» - La Nazione Livorno
«La Provincia in giudizio Noi non ci fermiamo»
La richiesta di 54 milioni di danni dell’imprenditore Bellabarba
di MICHELA BERTI
— LIVORNO —
«PERCHÉ ORA? E’ bene che qualcuno inizi a prendersi le proprie responsabilità. E’ impensabile che solo la nostra azienda finisca per strada». Paolo Bellabarba, titolare insieme al cugino Federico della discarica sul Monte La Poggia, spiega cosa ha armato la mano del suo legale per scrivere una lettera alla Provincia e chiedere 54 milioni di euro di risarcimento danni. «Abbiamo scritto alla Provincia — dice Bellabarba — perché è stato questo ente a rilasciarci l’Aia (autorizzazione integrata ambientale)». Il presidente Giorgio Kutufà, ieri dalle pagine de La Nazione, ha fatto sapere che non intende tirar fuori un centesimo «mi facciano causa, poi vedremo» ha detto con fermezza. E la risposta dell’imprenditore è altrettanto decisa «noi andiamo avanti con la nostra richiesta di risarcimento, chiameremo la Provincia in giudizio». Non scherza. Non hanno più niente da perdere i cugini Bellabarba in questa partita che si gioca ormai tutta in punta di legge. «Intendiamo tutelare i nostri diritti — affonda Paolo — in ogni modo e in qualunque sede. A partire dal danno d’immagine che la nostra azienda ha subito. La credibilità della società Bellabarba è venuta meno a causa di questa vicenda. Noi abbiamo fatto un investimento su qualcosa che viene ritenuto sbagliato. Non staremo più ad attendere gli eventi». Pesa il sequestro — dall’ottobre 2011 — della discarica; pesa la cassa integrazione per i dipendenti dell’azienda; pesa la richiesta di concordato, l’ultimo atto per evitare il fallimento avendo l’azienda investito dieci milioni di euro, con le banche che, da mesi, vogliono riavere i loro soldi; pesa l’impossibilità di trovare nuovi soci, nessuno s’accolla il rischio quando i lucchetti restano inesorabili sul grande cancello della discarica.
PESA ANCHE la tensione emotiva per una vicenda che, iniziata con la volontà di dare una risposta al territorio e fare buoni guadagni, è finita in una bagarre legale. Bellabarba non ha più niente da perdere, almeno la soddisfazione di chiedere 54 milioni di euro di danni, questa sì che la vuole.
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