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Via dalle maglie soffocanti della bonifica «Sin» - La Nazione Livorno

 

AUTHORITY LE MOSSE DI GALLANTI. INTANTO IL COMITATO APPROVA LA STATUA DELLA MADONNA

LE AREE «SIN» (siti di interesse nazionale) furono la grande promessa — putroppo tradita — per ottenere finanziamenti dello Stato ai fini della bonifica ambientale. Da tempo si sono rivelatate invece un’àncora contro lo sviluppo, specialmente per la complessità e i costi delle norme che impongono nei dragaggi portuali; e si sta tentando quindi di farne uscire importanti settori dello scalo, ricorrendo alle nuove competenze regionali. E quanto ha confermato ieri in comitato portuale il presidente dell’Authority, Giuliano Gallanti, riferendo di una richiesta in questo senso, elaborata dall’Authority stessa, che la Regione consegnerà entro aprile al ministero dell’Ambiente, in accordo anche con Comune e Provincia. Nei «Sin» rimarrebbero solo le aree Eni ed Enel. La riperimetrazione delle aree è resa possibile — ha detto Gallanti — dal decreto sviluppo convertito in legge del 2012. Secondo il segretario generale Massimo Provinciali il passaggio dei «Sin» sotto la Regione «Non abbassa il livello di attenzione ambientale ma può snellire le procedure per i dragaggi».
IL COMITATO ha anche rinnovato o rilasciato le autorizzazioni per i servizi portuali. Ne usufruiscono la Compagnia portuali, l’Unicoop Servizi e la Seatrag, menre la Sealiv ha il permesso per un anno su depositi e movimentazioni. La fratelli Bartoli nelle aree in concessione può svolgere l’intero ciclo fino al 2015, come fa da anni. Per i servizi complementari vari, rinnovate le concessioni annuali al Consorzio Trasportatori Riuniti, all’Argo istituto di vigilanza, all’Inter Repairs Nord, al Coremas, all’istituto di vigilanza Vesuvio, alla Coop Porto Mediceo e ai Vigili Giurati delle banchine. Infine è stata approvata a larga maggioranza la delibera per l’istallazione di una grande statua della Madonna all’ingresso del porto. «Senza alcuna preclusione — ha detto Gallanti — verso eventuali richieste analoghe di altri culti religiosi». Anche se francamente non si capisce bene quali altri simboli potranno essere sistemati, visto che le statue sono bandite dalle due religioni monoteiste ebraica e musulmana.
A. F.


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