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Il porto fuori dal Sin  Sarà più facile intervenire - Il Tirreno Livorno

 

Gallanti confida nel pressing della Regione sul governo per sbloccare l’impasse Solo raffineria e Enel resterebbero all’interno dell’area vincolata per le bonifiche
 
 
 
 
LIVORNO Livorno è «a un passo dall'essere escluso dal Sin»: è qualcosa di più di un auspicio quello che l'Authority mette nero su bianco illustrando l'esito del comitato portuale di ieri. Dietro la sigla "Sin" sta un "peccato" che, in nome della bonifica ambientale dei siti industriali particolarmente contaminati, in realtà il "sito di interesse nazionale" si è trasformato in un boomerang. Zero soldi da Roma e una babele di vincoli e soprattutto procedure: con il bell'effetto di rendere di fatto impossibile intervenire nelle aree che hanno avuto la jella di finire all'interno di quel perimetro. Per Livorno fin dall'autunno 2001 per iniziativa dell'allora ministro Matteoli: con un ambito vastissimo che include sostanzialmente il porto fino ad abbracciare la raffineria di Stagno. Ma se Palazzo Rosciano torna su questo tormentone infinito non è per fare semplicemente l'eco al tentativo della Regione di acquisire le competenze per modificare il perimetro del "Sin". L'Authority dice chiaro e tondo di confidare nella Regione per dare una svolta ai «problemi di dragaggio di cui soffre Livorno». Entro metà aprile – viene sottolineato – l'assessore regionale all'ambiente e all'energia, Anna Rita Bramerini, consegnerà ai tecnici del ministero dell'ambiente la proposta contenuta in un provvedimento su cui hanno lavorato in tandem anche Comune e Provincia insieme all'Autorità Portuale. Nella riunione è stato fatto luce su qualche tassello del puzzle. A cominciare dalla mappa della riperimetrazione: Giuliano Gallanti, presidente dell’Authority, ha riferito che l'intenzione mira a escludere il porto dal “Sin” «con l'eccezione delle zone Eni ed Enel». Già nei mesi scorsi la Regione aveva annunciato la volontà di battersi per far uscire i “Sin” toscani – i tre più importanti sono Livorno, Piombino e Massa Carrara – da questo limbo che in pratica li tagliava fuori da qualsiasi intervento. Tutto nasce dal “decreto sviluppo” convertito in legge l'anno scorso. La regionalizzazione delle aree di interesse industriale – spiega il numero due dell’Authority, Massimo Provinciali – non abbasserebbe il livello di attenzione nei confronti delle tematiche ambientali, ma velocizzerebbe le procedure. A chi ha criticato l’Authority di aver rimandato gli interventi di programmazione infrastruttrurale, Provinciali ha ribattuto: «Non vorrei che passasse il messaggio che in Authority non si lavori come si dovrebbe. Tutto può essere migliorato, ma i nostri uffici lavorano a pieno ritmo: a cominciare da quelli tecnici e da quello gare e contratti, che ha 4-5 bandi di gara aperti contemporaneamente».

Crociere, accosto garantito al 100% ma senza far soffrire troppo i traffici merci
 
 
 
 
Arriverà poco dopo Pasqua il provvedimento con cui l’Authority mira a rassicurare le grandi compagnie croceristiche sulla certezza dell’accosto. La scorsa estate non erano mancati i casi di arrivi saltati o tappe recuperate a fatica in extremis, nelle ultime settimane è arrivata la doccia fredda della fuga a La Spezia di 41 navi da crociera e adesso – come raccontiamo in cronaca regionale – le indiscrezioni di radio-banchina parlano di altre 32 navi di Ibero Cruceros (25 quest’anno e sette il prossimo) in bilico per traslocare altrove. L’Authority, a quanto è dato sapere, sta lavorando a una sorta di calendario degli accosti garantiti al 100% alle navi da crociera anche in banchine in concessione a operatori merci (come la Cilp all’Alto Fondale) ma indicando una riserva limitata a precisi orari e a precisi giorni, com’è stato sottolineato anche ieri a Palazzo Rosciano. Con un obiettivo: accontentare le crociere e al tempo stesso dar modo agli operatori del settore cargo di poter organizzare gli arrivi e le partenze delle proprie navi senza il rischio di pericolose sovrapposizioni.

CONFERENZA AL ROTARY
 
Costa Concordia ai raggi x «Ecco che fine farà la nave»
 
 
 
 
LIVORNO L’ing. Claudio Pribaz, fino al 1997 perito del Registro Navale Internazionale Bureau Veritas, attualmente perito di varie assicurazioni “all risk” internazionali, è stato ospite del Rotary Castiglioncello e Colline Pisano-Livornesi presieduto da Roberto Bottici, dove ha parlato dello stato attuale delle operazioni di rimozione della Costa Concordia. «E’ stato deciso – ha spiegato – di non sezionare la nave ma recuperarla intera, recuperando in seguito i materiali più nobili a Piombino mentre l’acciaio commerciale probabilmente sarà destinato in Turchia». E’ stata prevista la costruzione di tre piattaforme di appoggio grandi e tre piccole, facendo quindi passare una serie di cavi di tenuta ciascuno fino a 500 tonnellate di tiro (il peso della nave all’asciutto è 44.600 tonnellate). E’ stato calcolato che con la spinta dei cassoni applicati sulle fiancate, la nave non affonderà. Si completerà in autunno il progetto, che si svilupperà in 5 passaggi (stabilizzazione e sistema di ritenuta, falso fondale e cassoni lato emerso, rotazione e riassetto verticale, cassoni lato terra, rigalleggiamento: attualmente siamo al secondo passaggio). Operazioni collaterali previste: ripristino della vegetazione, monitoraggio del fondale e rinascimento. Cristina Battaglini


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